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Le parole del portiere biancorosso

Marfella vuole prendersi il Bari: "Non sono qui di passaggio"

Il portiere del Bari, Davide Marfella

Marfella vuole prendersi il Bari: "Non sono qui di passaggio"

Il 19enne napoletano sogna un percorso di crescita con i galletti. E lancia la sfida al Marsala: "Andremo in Sicilia con tanta rabbia"

Dal grande Alessandro Mannini a Jimmy Fontana, dall’indimenticabile Franco Mancini e Jean Francois Gillet, l’uomo che ancora oggi detiene il record di presenze in biancorosso. La storia recente del Bari è ricca di grandi portieri. Oggi tocca ad un ragazzino di appena 19 anni: si chiama Davide Marfella e viene da Napoli. In pochi giorni, alla fine di agosto, il suo destino è cambiato radicalmente: dall’essere ad un passo dall’esordio nel Napoli preso da un autentico tourbillon di portieri (l’infortunio di Meret, le incertezze di Karnezis, l’acquisto last minute di Ospina) alla ripartenza con il Bari, dalla serie D. Un’altra volta, dopo aver già vinto la quarta serie la scorsa stagione con la Vis Pesaro. In apparenza, nessun progresso, ma oggi, con una sola rete subita in cinque giornate di campionato, i numeri gli sorridono. “In estate ho coronato il sogno di tutti i napoletani”, racconta Marfella. “Vedere da vicino tanti campioni, condividere ogni momento della giornata con loro, allenarsi con un “mito” come Carlo Ancelotti. E’ stato bello finchè è durato, ma alla mia età la priorità deve essere giocare. Ebbene, in tal senso, non potevo sperare di meglio. Mi ha chiamato il Bari, rappresentato da una proprietà forte e da una piazza di straordinaria tradizione. In questi casi, la categoria non conta. Sono felice di essere qui e non mi sento di passaggio”. Già, perché la regola degli under in serie D finisce spesso per premiare i portieri, ma il contesto potrebbe cambiare con il salto di categoria. “Molti tecnici – prosegue Marfella – in effetti optano per collocare uno dei quattro “under” obbligatori tra i pali. Io, però, ho un’opportunità: se riuscirò a dimostrare il mio valore, potrei convincere il Bari a trattenermi, magari a proseguire un percorso ambizioso insieme”. La serie A è il suo obiettivo e non lo nasconde. “So di non essere un gigante nell’epoca dei portieri molto alti, ma Cragno del Cagliari ha doti simili alle mie: con tecnica, esplosività ed abilità tra i pali è arrivato fino alla convocazione in azzurro. Il mio idolo? Buffon è una leggenda. Forse il portiere del momento è il tedesco Nuer”. Essere l’estremo difensore di una corazzata “condannata” a vincere è senz’altro una responsabilità non da poco, ma il “ragazzino” sembra proprio avere le spalle larghe. “Giocare in una squadra forte è esclusivamente una fortuna”, replica Marfella. “Certo, comporta alcune peculiarità, a cominciare dall’essere sempre concentrato perché rischi di essere chiamato in causa non più di un paio di volte a partita. E poi devi mantenere il sangue freddo pur davanti ad un pubblico imponente. Ma io cerco di restare sereno a fare la mia parte fino in fondo. Davanti a me, ci sono calciatori di straordinaria esperienza come Cacioli, Di Cesare e Mattera, ma se devo dir loro qualcosa, non mi intimorisco”. Non a caso, lancia la sfida al Marsala con piglio da leader. “Siamo arrabbiati: dopo quattro successi di fila, la Turris ci ha fermato sul pari in una gara che avremmo strameritato di vincere. Perciò, ora vogliamo riprendere la marcia e stiamo preparando il match di domenica con una carica pazzesca”. Da adesso, peraltro, Marfella ha una responsabilità in più: il suo “vice” Ovidius Siaoulys, infatti, sarà out per oltre un mese a causa di un idrocele al testicolo destro che comporterà l’urgenza di un intervento chirurgico. Il Bari, quindi, davvero non potrà fare a meno del baby napoletano tra i pali.

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