Mercoledì 23 Gennaio 2019 | 10:17

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BARI - Non c'è stata risposta alla richiesta di discontinuità con il passato e soprattutto di dar vita ad una nuova governance dell’area di sviluppo industriale di Bari-Modugno: per questa ragione il presidente di Confindustria Bari-Bat, Domenico De Bartolomeo, ha rassegnato le dimissioni dal consiglio di amministrazione dell’Asi e dal Cda dell’Asi spa. Dimissioni cui ha fatto seguito la richiesta alla politica "di mettere mani alla legge regionale per dar vita ad un organismo più snello e rappresentativo del mondo imprenditoriale», ha spiegato ai giornalisti.


«E' necessaria la riorganizzazione della governance Asi e tanto la ritengo necessaria - ha spiegato Domenico De Bartolomeo - che oggi ho presentato le dimissioni dal consiglio di amministrazione del consorzio e dal Cda dell’Asi spa, la società preposta alla fornitura di servizi nell’area industriale di cui ho chiesto lo scioglimento». «Non un abbandono ma un tentativo di rilancio», come ha chiatiro De Bartolomeo aggiungendo che sarà «indicato al mio posto un nuovo componente, che avrà alle spalle comitato di indirizzo rappresentante Confindustria e due associazioni, Impresa più Impresa rappresentata da Paolo Bevilacqua, e Associazione Imprenditori di Molfetta, rappresentata da Loredana Lezoche».

«Si è trattato di un percorso avviato successivamente mio insediamento per rilancio della zona Asi. Avevamo deciso e crediamo ancora - ha continuato - che fosse necessari mettersi in discussione e riorganizzare il Consorzio per fare in modo che sviluppo e rilancio emergessero. A tal fine - ha aggiunto De Bartolomeo - ho inviato una lettera al presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, in cui chiediamo di che venga rivista la legge regionale, la 2 del 8/3/2007. Ad oggi non c'è volontà politica in tal senso, mentre noi chiediamo la liquidazione di Asi spa, la riorganizzazione consorzio e la modifica legge regionale prevedendo che il comitato sia reso stabile nella nuova riorganizzazione e che ci sia un amministratore unico espressione della parte industriale.

Insomma - secondo De Bartolomeo - una gestione snella, che passi da gestione straordinaria con azzeramento delle attuali cariche anzitutto e la nomina di un traghettatore sino alle definizione delle nuove norme. Ad oggi il costo base del personale è di 2,5 milioni annui e se non vendiamo terreni per pari quota ci troveremmo nei guai nei prossimi anni. Diciamo quindi no - ha concluso De Bartolomeo - ad una gestione in continuità, sì ad un cambio di governance e chiediamo alla politica di mettere al centro dell’attività il concetto di impresa».

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