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Team salentino: «Così abbiamo
scoperto il nuovo pianeta»

Il risultato raggiunto da Achille Nucita, Domenico Licchelli, Francesco De Paolis, Gabriele Ingrosso e Francesco Strafella

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di MAURO CIARDO

GALATONE - Un team di scienziati salentini scopre il pianeta extrasolare più vicino alla terra e conquista un record mondiale. Sono stati gli esperti dell’Università del Salento che lavorano per l’Istituto nazionale di astrofisica e per l’Istituto nazionale di fisica nucleare, Achille Nucita, Domenico Licchelli, Francesco De Paolis, Gabriele Ingrosso e Francesco Strafella, a scoprire che a 1240 anni luce da noi esiste un pianeta che potrebbe essere grande da tre a 16 volte la Terra.

La sua presenza è stata notata grazie a un effetto di distorsione della luce (definito microlensing) durante un’osservazione avvenuta il 31 ottobre scorso con un telescopio ubicato in via Dei Mille a Gagliano del Capo, dove ha sede l’osservatorio astronomico di Licchelli.

«Nessuno di noi ci avrebbe mai scommesso – commenta Licchelli - ma quella notte, a discapito di qualsiasi predizione, era in corso un evento di microlente. E noi potevamo dire che “c’eravamo”. Dallo studio delle caratteristiche della sorgente, il suo spettro e i suoi colori - aggiunge - è subito balzato ai nostri occhi che la stella sorgente era un oggetto posto a solo 2300-2600 anni luce di distanza. Poiché un evento di microlensing ha la maggiore probabilità di essere osservato quando la lente si trova esattamente a metà strada tra l’osservatore e la sorgente, abbiamo potuto dedurre che la curva di luce della sorgente gravitazionale che stavamo osservando era stata amplificata gravitazionalmente da una massa posta a circa 1240 anni luce dalla Terra. Questo – spiega lo scienziato - rende tale sorgente l’evento di lente gravitazionale più vicino mai osservato sino ad oggi».

Licchelli illustra anche il percorso tra le leggi della fisica che ha accompagnato il lavoro del team. «Cosa accadrebbe a un raggio di luce se passasse molto vicino ad un oggetto di grande massa? Risentirebbe della forza gravitazionale così come una mela che, a causa della forza di gravità della Terra, cade da un albero sino al suolo? Cosa vedrebbe un osservatore lontano? Nel 1911 – ricorda - Einstein si era posto queste stesse domande ed effettuò il primo calcolo della deflessione della luce da parte del Sole giungendo al risultato corretto (1,76 secondi d’arco) nel 1915. Il suo successo venne decretato nel 1919, quando Sir Arthur Eddington misurò sperimentalmente l’angolo di deflessione di un raggio di luce durante un’eclisse solare e nel 1936 Einstein pubblicò un articolo sulla rivista “Science” in cui descrisse l’effetto di lente gravitazionale prodotto da una stella su un’altra (microlensing), lo sdoppiamento delle immagini della sorgente, la loro posizione e amplificazione. Più recentemente, nel 1986 – annota - Bohdan Paczyński sostenne che l’osservazione contemporanea di decine di milioni di stelle porta a una probabilità non trascurabile di osservare degli eventi di lente gravitazionale. Noi lo abbiamo osservato».

Questo pianeta appena scoperto è stato ribattezzato «La SuperTerra di Halloween» e gli è stato dato il nome scientifico di «Feynman-01», in onore del premio Nobel per la fisica Richard Phillips Feynman.

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