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Non c’è giorno che non spunti una nuova polemica intorno all’ormai famigerato decreto della presidenza del Consiglio dei ministri cosiddetto «Slocca Italia». La mobilitazione delle associazioni ambientaliste e, di seguito, l’invito a rivedere le posizioni da parfte di alcune Regioni, ha di fatto bloccato il provvedimento già in cantiere per lo scorso ogosto. Ora è sul tavolo della discussione la nuova bozza che, tra le altre cose, prevede un taglio del numero di nuovi impianti di termovalorizzazione a livello nazionale dai 12 previsti inizialmente ai 9 di questa nuova versione. Tra le tre Regioni cancellate dalla mappa dei nuovi impianti, non c’è la Puglia. Ma dall’assessorato regionale all’Ambiente retto da Domenico Santorsola assicurano che non c’è alcun rischio. «Nella tabella allegata al decreto spiegano - si evince che la quantità residua di rifiuti solidi urbani da destinare a valorizzazione termica non è tale da poter giustificare un nuovol impianto. In questi mesi abbiamo dimostrato che la rete di impianti già esistente, cementifici compresi, è in grado di smaltirli».

Le rassicurazioni in merito alla situazione della Puglia non contribuiscono a smorzare i toni delle polemica avviata da Legambiente, che da Roma parla, in riferimento alla riproposizione del decreto di «una nuova variante “gattopardesca”» rispetto alla precedente versione. «Si fa finta di cambiare, per non cambiare niente».

«Dopo la nuova proliferazione di autorizzazioni alla ricerca di idrocarburi in mare - dice Francesco Tarantini, presidente di Legambiente di Puglia - il govenro decide di puntare in maniera insensata ancora sulla termovalorizzazione e non sull’economia circolare ossia sull’implementazione di impianti di riciclaggio, riuso e sull’incentivazione della riduzione dei rifiuti. Bene ha fatto la Puglia a respingere qualsiasi ipotesi di nuovi inceneritori. L’alternativa alla discarica, dove attualmente vanno a finire il 75% dei rifiuti solidi urbani della Puglia non è la termovalorizzazione. Serve la raccolta differnziata spinta in tutti i 258 comuni pugliesi e la realizzazione degli impianti di compostaggio peraltro previsti nel piano rifiuti approvato dalla Regione qualche mese fa».

[g. arm]

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Commenti all'articolo

  • rossini

    25 Gennaio 2016 - 08:08

    Qualcuno mi spieghi. Ma le discariche, che si esauriscono ed inquinano le falde acquifere, sono tanto meglio degli inceneritori? E Tedeschi, Francesi, Olandesi presso i quali molte regioni del sud, a carissimo prezzo, spediscono i loro rifiuti perché vengano bruciati nei loro inceneritori sono proprio così cretini?

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