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In Puglia e Basilicata

IL VIAGGIO Toccando l'orrore di Auschwitz e Birkenau

700 ragazzi tra i sentieri di due tra i più tristemente famosi campi di sterminio nazista, dalla Puglia alla Polonia in treno, per ripercorrere anche solo idealmente i viaggi di tanti ebrei costretti ad attraversare l'Europa per essere condotti alla morte. «Entrare, visitare le baracche, muoversi per i viali dà la netta impressione di trovarsi in una fabbrica di morte – racconta Angela – è l'orrore che si materializza» (foto di Luca Turi)
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12 Febbraio 2009

Auschwitzdi RITA SCHENA
Il freddo pungente si sente nonostante i piumini colorati, gli stivali, i maglioni di lana ed i cappelli. Tutto intorno la neve e il ghiaccio, tanto che verrebbe voglia di armarsi di slittini, di giocare per i campi innevati, solo che la distesa bianca è difficile da raggiungere, separata da muri di filo spinato. I ragazzi sciamano come rondini, cinguettano allegri poi si fermano dinanzi ad un arco che devono oltrepassare per entrare, una scritta famosa campeggia sulle loro teste «Arbeit macht frei», «il lavoro rende liberi»: è l'ingresso di Auschwitz. 

Diletta è lì dinanzi per la nonna di origine ebraica che «avrebbe voluto esserci, ci sono venuta io» e improvvisamente l'«allegro freddo» e l'«amica neve» si trasformano. Cala il gelo e il silenzio. 
campo di concentramento
700 ragazzi tra i sentieri di due tra i più tristemente famosi campi di sterminio nazista, dalla Puglia alla Polonia in treno, per ripercorrere anche solo idealmente i viaggi di tanti ebrei costretti ad attraversare l'Europa per essere condotti alla morte. «Entrare, visitare le baracche, muoversi per i viali dà la netta impressione di trovarsi in una fabbrica di morte – racconta Angela – è l'orrore che si materializza». 


campo di concentramento«Mi ha reso sgomento cogliere la maniaca organizzazione che ha pianificato il genocidio - ha sottolineato il professore Giovanni Calcagno – entrare nei bagni comuni per trovarsi di fronte un numero infinito di water allineati, senza il rispetto di alcuna privacy. Per quanto banale mi ha dato immediatamente l'idea della violazione della persona». 

Una violazione che si è spinta fino ai livelli estremi, fino a pianificare «scientificamente» l'eliminazione di milioni di persone. «Quello che mi ha sconvolta – dice Diletta – è stato vedere una distesa che sembrava infinita di ciocche di capelli. Erano stati tagliati ai prigionieri per essere rivenduti, riutilizzati. Ci hanno fatto vedere una tela fatta con i capelli. Appartenevano a persone, era parte di loro». 
«Ad un certo punto ci siamo riuniti in gruppo ed uno alla volta abbiamo detto a voce alta il nome di chi era morto ad Auschwitz e Birkenau – racconta Angela – è stato molto commovente. In quel momento, io lo so, quelle persone erano lì con noi». campo di concentramento

Solo tra Auschwitz e Birkenau si calcolano oltre un milione e mezzo di morti. In tutta Europa gli storici hanno contato quasi 15mila tra campi di lavoro e di sterminio dove i nazisti hanno rinchiuso ed ucciso milioni di esseri umani con la folle lucidità dell'odio. 

Qualche mese fa le autorità polacche lanciarono quella che sembrò una provocazione: chiudere e smantellare i campi di Auschwitz-Birkenau perché come musei non sono sufficientemente redditizi da poter garantire il mantenimento. «L'idea è terribile – commenta Diletta – è un monito che non si può cancellare. Se oggi dinanzi alla prova dell'orrore i negazionisti rialzano la testa, cosa succederebbe se si cancellasse la storia? Con il tempo la tragedia si trasformerebbe in una legenda». 
campo di concentramento«Questi campi sono patrimonio di tutta l'umanità – dice Angela – credo che non si dovrebbero neanche commercializzare. Sarebbe più giusto che fossero aperti liberamente a tutti. Il rischio che il razzismo riprenda il sopravvento c'è ancora, ci sono forme striscianti che cercano di colpire l'immigrato, il diverso, io farei venire tutti qui a toccare l'orrore». 

Dopo una giornata di visita i ragazzi sciamano verso l'uscita, sono molto meno allegri di quando sono entrati, sicuramente più consapevoli. L'obiettivo del Treno della Memoria e dell'associazione Terre del fuoco è stato centrato, di nuovo, nel costruire uomini migliori per domani.

(foto di Luca Turi)

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