Martedì 23 Ottobre 2018 | 22:15

NEWS DALLA SEZIONE

Puglia
Regione, nuove accuse sugli appaltiLiviano: ai soliti. Capone: ora querelo. Pugliapromozione: smentito dai dati

Regione, nuove accuse sulle gare. Liviano: ai soliti. Capone: querelo. Pugliapromozione: ecco i dati

 
Protestano i grillini
Puglia, la battaglia delle poltroneScontro sulla commissione antimafia al M5S

Puglia, la battaglia delle poltrone ed è scontro sulla commissione antimafia al M5S

 
In Cassazione
Riti satanici in casa famiglia nel Salento, otto anni a due educatori

Lacce, riti satanici in casa famiglia
Condannati a 8 anni due educatori

 
L'Italia a due velocità
Treni veloci, ok gara a primo lottoper doppio binario Termoli-Lesina

Treni veloci, ok gara a primo lotto per doppio binario Termoli-Lesina

 
Dopo il maltempo
«Casarano, domani scuole chiuse», ma il post del sindaco è un fake sgrammaticato

«Casarano, domani scuole chiuse», ma il post del sindaco è un fake sgrammaticato

 
Durante un'esercitazione
Taranto, botto e fumo da nave militare straniera: «manutenzione»

Taranto, botto e fumo da nave militare straniera: «manutenzione»

 
L'annuncio
Bari, per il ministero: «Giustizia più rapida con gestione digitale delle pratiche»

Palagiustizia, Ministero: «Processi più rapidi con le pratiche digitali»

 
Dopo due anni di indagini
Taranto, contrabbandavano gasolio agricolo: in 7 ai domiciliari

Taranto, contrabbandavano gasolio: 7 arresti, sequestrati 55 mln beni

 
A Barletta
Rapinato in stazione, arrestata donna rumena: si cercano 2 complici

Rapinato in stazione, arrestata donna rumena: si cercano 2 complici

 
A canosa di Puglia (Bt)
Fermato al posto di blocco con 30kg di droga in auto: arrestato un barese

Fermato al posto di blocco con 30kg di droga in auto: arrestato un barese

 
Il rapporto
Puglia, resta un «buco» da 372 milioni nell’efficienza degli ospedali

Puglia, resta un «buco» da 372 milioni nell’efficienza degli ospedali

 
Gazzettaffari - Portale di annunci de La Gazzetta del Mezzogiorno

i più letti

Bari, diecimila alberi
una foglia di fico sulla miseria

Bari, diecimila alberi una foglia di fico sulla miseria

di NICOLA SIGNORILE

Diecimila alberi e dieci parchi: l’obiettivo fissato per Bari dal sindaco Decaro può sembrare ambizioso e invece è l’ammissione di una sconfitta perché, per entrare nel consesso delle comunità progredite, Bari dovrebbe dotarsi – immediatamente – di almeno 30mila alberi. Certo, si sopporta una pesante eredità: indimenticabile il consigliere comunale Scaramuzzi che a Palazzo di Città, la sera del 16 dicembre 1949, pronunciò queste parole: «Gli alberi di corso Cavour servono solo a nascondere le belle insegne dei negozi e a favorire una moltiplicazione di insetti, e quelli di via Putignani vengono lasciati crescere soltanto perché la sostituzione di alcuni di essi ormai rinsecchiti costa più dell’estirpamento di tutti gli altri e del relativo ripristino del marciapiede».

Indubbiamente c’è stato un progresso della classe dirigente, se oggi nell’aula Dalfino  si alzano invece alti i lamenti per la sorte delle palme di via Sparano (che pure in qualche modo occultavano le insegne dei negozi!). Fatto sta che ogni barese può contare, al momento,  su 7 metriquadri di verde urbano. Praticamente, una miseria: la media in Italia calcolata dall’Istat è di 31 e comunque la soglia minima ne prevede 9.

Con una punta di malizia notiamo che l’annuncio del sindaco segue di pochi giorni l’iniziativa del Wwf «Urban Natur», in diverse città italiane. Ma le buone intenzioni non possono nascondere del tutto le ombre che qui proviamo ad accennare, alla rinfusa.

«Il Parco del Castello sta per nascere», dice Decaro mentre versa una vangata di terriccio sulle radici di un leccio messo a dimora nel giardino Isabella d’Aragona. Abbiamo fiducia in questi 52 nuovi alberi che rimpiazzano i pini rasi al suolo per il cantiere, ma intanto perché non si apre alla gente di Bari vecchia l’area alberata nel porto, davanti a Santa Chiara? Il Comune l’ha chiesto, senza risposta, ancora, dal Genio Civile.

Vanno avanti i lavori per il giardino di via Suglia, a Japigia, dove però un muro di recinzione, le solite telecamere e addirittura una strada non prevista nel progetto originale hanno preso il sopravvento.

Nella ex caserma Rossani, in attesa dell’avvio dei lavori per il giardino di Fuksas (progetto modificato grazie al laboratorio di partecipazione) si annuncia l’apertura dell’area di via Gargasole, ma si amplia anche il park&ride, dopo aver abbattuto in estate gli alti eucalipti. E dire che la Rossani avrebbe potuto diventare un bosco urbano…

Il «Comitato per il verde pubblico» presso il ministero dell’Ambiente sta confezionando le «linee guida» alle quali si dovranno conformare le città nell’«investimento verde», un investimento anche economico, se consideriamo che, secondo uno studio condotto sotto la direzione di Sergio Ulgiati dell’Università di Napoli, gli alberi di città valgono un milione e 200mila dollari per chilometro quadrato.

Domani, nella sala consiliare della Città Metropolitana (il palazzo della ex Provincia) si terrà un workshop intitolato «Infrastrutture verdi nella Rigenerazione urbana», organizzato dal dipartimento di Scienze agro-ambientali e territoriali dell’Università degli Studi di Bari e dalla Profin Service, per la presentazione dei risultati del progetto «Green Surge». L’incontro rimanda l’eco dell’iniziativa del Wwf cui abbiamo accennato. «Il futuro – dice Fausto Manes, professore di ecologia alla Sapienza di Roma, a proposito dell’azione del Wwf – passa soprattutto per le “Nature based solution”: l’integrazione fra più strutture verdi e nuove tecnologie per migliorare la qualità ambientale e la biodiversità. Solo così potremo far fronte a minacce come il cambiamento climatico, anche in casa nostra».

È del tutto evidente che tra le «Nature based solution» e i diecimila alberi proclamati da Decaro c’è una distanza abissale, perché manca una grande infrastruttura vegetale. Bari ha bisogno di un progetto che travalichi le scadenze elettorali e si proietti sulle generazioni future. Serve un patto di cittadinanza per creare una autentica foresta urbana,  insinuata fin dentro il costruito, trasformando i due cunei verdi che Ludovico Quaroni – con  il piano regolatore della città – salvò dalla furia gigantista della speculazione fondiaria ma non preservò dalle strategie del degrado.

E dunque: non bastano giardini né parchi urbani: serve una foresta di querce e di carrubi. Abbiamo bisogno di boscaioli.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400