Martedì 19 Marzo 2019 | 03:24

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Il rischio di viaggiare

Basilicata, ponti insicuri
la Procura accusa 11 capi Anas

Chiesto il processo per dirigenti e tecnici per attentato alla sicurezza dei trasporti

ponti in basilicata

di GIOVANNI RIVELLI

Attentato alla sicurezza dei trasporti, laddove per trasporti si intende il transito delle auto sul Raccordo-Potenza Sicignano. È la pesante accusa in cui devono rispondere in undici tra tecnici, dirigenti e funzionari dell’Anas per i quali la Procura di Potenza ha chiesto il Giudizio.

Tra quanti sono chiamati a comparire davanti al Gup Rosa Maria Verrastro (ieri l’udienza è saltata per un difetto di notifica) ci sono il responsabile Coordinamento Progettazione nazionale Vincenzo Marzi (difeso dall’avv. Alessandro Sito), il capo compartimento Anas Francesco Caporaso (Avv. Francesco Rando), il responsabile Safety Pierfrancesco Savoia (avv Antonella Bona), il responsabile area tecnica progettazione di compartimento Giancarlo Luongo (avv. Angela Pignatari), lo specialista tecnico Alessandro Medici (avv.Sisto), il responsabile area tecnica di esercizio della Basilicata, Roberto Sciancalepore (avv. Nicola Roccanova), e poi tecnici e funzionari tra cui Giuseppe Napoli (avv. Leonardo Pace), Domenico Pietrapertosa, Maria Francesca Marranchelli (entrambi avv.Donatello Cimadomo), Francesco Musto (avv. Lorenzo Travisonni) e Vito Maria Rosario Uva (avv. Mariantonietta Carnevale).

Sono tutti accusati, per gli incarichi rivestiti nell’ambito degli interventi sul raccordo Potenza Sicignano per la manutenzione e il ripristino di alcuni viadotti, varato nel 2010, di concorso in attentato alla sicurezza dei trasporti per aver posto «in pericolo la sicurezza del trasporto veicolare pubblico che si esercita sul citato Raccordo autostradale adottando, sia in fase di progettazione che in fase di esecuzione, interventi di manutenzione inidonei a garantire i livelli di sicurezza richiesti per l’esercizio della viabilità su detta arteria stradale». In particolare, per l’accusa «omettevano di programmare e disporre i prescritti e necessari lavori per l’adeguamento sismico delle strutture dei viadotti menzionati (Marmo, Torre I e Torre II, ndr) nonché di prevedere la messa in sicurezza delle pile, spalle e fondazioni, dei quali, nel corso dei sopralluoghi operati, era stato riscontrato un forte degrado e che subiranno, secondo concrete valutazioni tecniche, maggiori sollecitazioni in ragione dell’aumento di carico derivante dalla sostituzione degli impalcati, secondo quanto previsto dal progetto».

A queste accuse se ne aggiunge un altra per Marzi, Luongo, Napoli, Pietrapertosa e Uva, di cooperazione colposa in crollo di edificio perché con una condotta «consistente in imprudenza e negligenza, nonché con violazione delle norme che disciplinano gli obblighi per gli enti proprietari e concessionari di strade (...) omettevano di provvedere alla periodica attività di controllo, ispezione, manutenzione del viadotto “Serrata” (in territorio di Picerno, ndr) causando il crollo della trave di bordo lato sud, in carreggiata est, posta a sostegno dell’impalcato del viadotto».

Contestazioni che riguardano il periodo fino all’estate del 2012 e che, anche in attesa della definizione del giudizio, fanno sentire fortunati quanti sono passati senza conseguenti su quei tratti di strada.

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