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la firma nel salento

Lotta a caporalato, via le tende
più sicurezza per i braccianti

Firmato il protocollo d'intesa. In arrivo 80 container per garantire sicurezza e dignità ai migranti

caporalato lavoro agricoltura

di GIANFRANCO LATTANTE

LECCE - Sicurezza, umanità, accoglienza. Si volta pagina nei terreni e nei luoghi segnati dal caporalato, dallo sfruttamento della manodopera, dall’impiego di lavoratori-schiavi nella raccolta di pomodori e di angurie Mai più tuguri, baraccopoli insalubri e ambienti privi di misure minime di vivibilità.

Ieri mattina in prefettura è stato sottoscritto il Protocollo d’intesa in materia di lavoro stagionale in agricoltura nel territorio di Nardò e dei comuni vicini. Si avvia un nuovo percorso di accoglienza che migliora le condizioni di vita e di sicurezza dei migranti che, d’estate, si riversano nelle campagne neritine per offrire braccia ai lavori nei campi. Gli arrivi possono raggiungere le 300 unità fra occupati e migranti in attesa di occupazione. Anche se il dato disponibile dal Centro per l’impiego di Nardò è pari a 150 avviati al lavoro. Una situazione esplosiva dove si annidano illegalità e caporalato.

La Regione ha impegnato un milione e 400mila euro per allestire un campo per 300 migranti con container abitativi, cucine, strutture da adibire a mensa, servizi igienici e docce, infermeria , magazzino, aree tecniche, una tensostruttura. Un passo avanti era già stato fatto lo scorso anno quando il comune di Nardò aveva attrezzato con tende da campo l’area denominata «Arene Serrazze» avviando un’esperienza positiva di modello di accoglienza.

Ora si va ancora più avanti. «L’articolazione del protocollo - spiega il prefetto Claudio Palomba - riguarda i trasporti: grazie anche a fondi regionali stabiliremo un servizio di collegamenti, con una mappatura dei luoghi da cui si parte e in cui si arriva. Sono inoltre previsti degli sportelli all’interno di masseria Boncuri, per verificare la situazione dei singoli lavoratori. La gestione del campo sarà affidata alla protezione civile, che verificherà gli accessi e le uscite. Il protocollo in sé è una misura di attuazione del protocollo sperimentale nazionale e, soprattutto, della legge contro il caporalato. Si sta cercando di dare concreta attuazione alle misure della legge sul caporalato e del protocollo sperimentale. Ovviamente è una primissima pietra, nessuno dice che è questa è la soluzione, ma stiamo cercando di dare un’organizzazione a masseria Boncuri e, sopratutto, all’accoglienza dei migranti».

Le operazioni di allestimento sono immediate. Oggi, infatti, saranno installati i primi container: in tutto saranno ottanta con quattro posti. «L’accoglienza per noi rappresenta un distintivo di civiltà - spiega l’assessore regionale Sebastiano Leo, accogliere i migranti vuol dire dare dignità al lavoro. Stiamo supportando con grande forza e grande entusiasmo questa iniziativa. Abbiamo stanziato somme ingenti per l’acquisto dei container e anche per la costituzione di infrastrutture, che pensiamo debbano rimanere fisse sul posto, per dare dignità ai lavoratori. I moduli abitativi saranno pronti a breve».

Il ministero dell’Interno, con un contributo di 60mila euro, provvederà alla realizzazione di un sistema di videosorveglianza e garantirà 300 letti e contenitori di acqua potabile. La gestione della struttura avverrà attraverso le associazioni di volontariato di Protezione civile

Il protocollo è la sintesi di un ampio lavoro che ha coinvolto Prefettura, una rete di istituzioni, organizzazioni della società civile, sindacati e organizzazioni di rappresentanza delle imprese agricole. Tutti hanno fornito il proprio apporto e tutti contribuiranno alla realizzazione del protocollo. Coldiretti, Confagricoltura e Confederazione italiana agricoltori effettueranno gli interventi necessari di spianatura e di pulitura dell’area circostante Masseria Boncuri per allestire il campo di accoglienza. La Asl continuerà ad assicurare un presidio medico-sanitaria per interventi di prevenzione, primo soccorso e di formazione-informazione sulla sicurezza sul lavoro. La Provincia, ieri rappresentata dalla vicepresidente Paola Mita, predisporrà una sportello per fornire un supporto ai lavoratori migranti. Ovviamente le forze di polizia vigileranno su eventuali presenze irregolari e per prevenire l’intermediazione illecita nei rapporti di lavori. Sono coinvolte anche la Caritas della Diocesi di Nardò-Gallipoli e il Consiglio italiano per i rifugiati.

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