Mercoledì 23 Gennaio 2019 | 12:19

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Intelligence: rischio infiltrazioni

Tap, l'azienda chiude gli uffici
Allarme dell'antiterrorismo

I dipendenti hanno lasciato il sito di Melendugno per trasferirsi in un albergo: motivi di sicurezza

Tap, l'azienda chiude gli ufficiAllarme dell'antiterrorismo

MASSIMILIANO SCAGLIARINI

Ieri mattina i dipendenti Tap hanno abbandonato gli uffici di Lecce e di Melendugno (dove era attivo un punto informazioni) per trasferire le attività salentine all’interno di un albergo. La decisione, assunta dalla sicurezza della multinazionale svizzera, è probabilmente collegata con il contenuto delle informative che giornalmente la Digos di Lecce fornisce anche al prefetto Claudio Palomba. Sul cui tavolo ci sono anche rapporti dell’Antiterrorismo sul rischio di infiltrazioni da parte degli antagonisti.
Il filo che lega l’anarchismo salentino con i no-Tav si è rinsaldato grazie al presidio contro il gasdotto. La Digos di Lecce ha verificato la presenza a Melendugno di 14 esponenti del movimento no-Tav, non tutti italiani, quasi tutti provenienti da centri sociali di Piemonte e Lombardia. Alcuni di loro sono noti anche all’intelligence, in quanto destinatari di misure di prevenzione o di denunce per reati collegati con le proteste al cantiere di Chiomonte, e sono ritenuti potenzialmente in grado di «agitare» una situazione sempre in bilico.

La Digos di Lecce conosce bene certi ambienti dell’anarchismo, sotto osservazione da lungo tempo: non è una novità l’esistenza di una sorta di cupola dei movimenti eversivi, ritenuta in grado di mobilitarsi in tutta Italia sui palcoscenici della protesta. A fine marzo, alcuni giorni prima dell’apertura del cantiere, a Lecce e Melendugno aveva cominciato a circolare un volantino firmato da un sedicente gruppo «Nemici di Tap». Il volantino, che invitava all’«intervento diretto, a tutela del territorio che viviamo, della nostra salute, delle nostre vite e della nostra dignità» contro «un'opera inutile e nociva, ennesimo progetto di devastazione calato a forza sulle nostre teste», è ritenuto una sorta di «chiamata alle armi», per coinvolgere anche la popolazione locale - finora pacifica - nelle azioni di sabotaggio. L’ipotesi, dunque, è che alcuni degli episodi degli scorsi giorni (vedi la distruzione dei muretti a secco per bloccare le strade di accesso al cantiere) vadano addebitati agli esponenti del mondo anarchico che si sono precipitati in Salento. E che potrebbero avere qualcosa a che fare anche con la bomba carta esplosa nella notte tra venerdì e sabato fuori dall’albergo di Lecce che ospita gli agenti di polizia giunti a rinforzo della questura.

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CANTIERE SEMPRE FERMO - Lavori ancora fermi oggi a San Foca, marina di Melendugno (Lecce), dove dal 20 marzo sono iniziate le operazioni di eradicazione di 211 ulivi che si trovano lungo il tracciato dove dovrebbe sorgere il micro tunnel del gasdotto Tap.
Il presidio permanente istituito dai No Tap nell’area del cantiere - dove intanto ha ripreso a piovere - continua ad essere animato da numerosi manifestanti che hanno istituito delle ronde per monitorare h24 tutti i presidi, dalle strade di accesso all’area di cantiere che continuano ad essere sbarrate da enormi barriere erette dagli attivisti con pietre e materiali di risulta e che in alcuni casi raggiungono anche i due metri di altezza, al centro di stoccaggio di Masseria del Capitano dove vengono messi a dimora gli ulivi sradicati in attesa di essere reimpiantati, per finire alla sede dell’agenzia di vigilanza Alma Roma incaricata da Tap della sicurezza del cantiere.
Non si registra la presenza di forze dell’ordine. Un centinaio di manifestanti ha trascorso la notte nel presidio mentre altri attivisti arrivati anche da fuori provincia sono stati ospitati in B&B del posto. Ai manifestanti ieri si erano aggiunti una trentina di giovani provenienti, con furgoncini e camper, da Torino e da Val di Susa.
Da segnalare infine che alle 12 una delegazione di Sinistra Italiana, capeggiata dal segretario Nicola Fratoianni, andrà in Procura a Lecce per essere ricevuta dal procuratore facente funzione Antonio De Donno.

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