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PATRIZIA GRANDE

È polemica, a Polignano a Mare, per la costruzione di un manufatto di cemento a ridosso della superba Lama Monachile.
La realizzazione dell’opera rientra nei lavori di adeguamento del recapito finale della rete di fognatura pluviale, separazione e ampliamento della rete esistente. L’intervento complessivo è stato finanziato con i fondi del Por Puglia 2007/2013, misura 1.1. azione 5 per un importo di 3.622.500 euro. I lavori sono stati aggiudicati all’impresa Fratelli Andresini che, vincitrice della gara di appalto con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, ha affidato la realizzazione della progettazione esecutiva alla Etacons Srl, società di ingegneria di Lecce.

«La costruzione di quel manufatto monstre nel posto più incantevole di Polignano – tuona il consigliere comunale Angelo Focarelli - non ha senso né dal punto di vista tecnico né dal punto di vista estetico. La vasca per le acque piovane poteva essere fatta prima del recapito finale, magari sotto l’asfalto. Dal punto di vista estetico - incalza Focarelli - deturpa chiaramente la zona coprendo il vecchio frantoio e anche una parte dell’antica via proprio nel punto della scalinata».
«Inoltre i lavori – aggiunge il consigliere comunale - sono stati fatti senza il parere obbligatorio della Soprintendenza e senza prima aver espropriato l’area oggetto dell’intervento, in spregio alle norme più elementari sui lavori pubblici, come dimostra il ricorso al Tar del proprietario».

Il consigliere rimprovera inoltre all’amministrazione comunale guidata da Domenico Vitto, una scarsa attenzione per la storia. «L’accaduto – aggiunge– rimarca la scarsa propensione dell’attuale classe politica alla difesa dell’ambiente, delle bellezze naturali e dei luoghi di cultura e storici, visto che lì sono stati ritrovati dei reperti archeologici. In questa vicenda l’Amministrazione comunale sta dimostrando la stessa insensibilità di cui sta dando prova per il vascone all’inizio di via Martiri di Dogali».

Ieri mattina, intanto, si è tenuto il sopralluogo cui hanno partecipato Antonio Lamanna (dirigente comunale facente funzioni dell’Area V Lavori Pubblici - Suap), Salvatore Colella (consigliere delegato ai lavori pubblici), l’architetto Lucia Caliandro (Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Bari), l’impresa Andresini, il direttore dei lavori Vito Casulli.

«Scopo dell’incontro – spiega Antonio Lamanna – era quello di definire i lavori di completamento della struttura che serve a convogliare le acque piovane. In un clima di grande serenità la Soprintendenza ci ha indicato i lavori da farsi per mitigare l’impatto visivo delle opere in cemento. Abbiamo preso atto delle indicazioni che saranno recepite a breve con ulteriori lavori».

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