Martedì 22 Gennaio 2019 | 10:58

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la classifica

Ricerca, Università del Salento
scivola in fondo alla classifica

Vincenzo Zara: «Sulla performance influisce il basso tasso di conferimento dei prodotti»

Ricerca, Università del Salento scivola in fondo alla classifica

L’Università del Salento scivola in fondo alla classifica stilata dall’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario (Anvur) sulla qualità della ricerca negli atenei italiani nel periodo 2011-2014.

Secondo i primi dati diffusi dall’Agenzia, l’Ateneo salentino si colloca infatti al 62esimo posto, davanti solo a Reggio Calabria, Catania, Urbino «Carlo Bo» e Messina. Un dato in controtendenza con quello medio del Sud e delle Isole che indica una restringimento della forbice rispetto al Centro Nord.

A determinare la performance negativa dell’Ateneo è la differenza, pari al -14%, tra il suo peso secondo l’indicatore IRAS1 (il principale indicatore della quantità e qualità della ricerca) e la sua scala dimensionale. L’IRAS1, infatti, contribuisce per oltre la metà alla definizione della quota premiale del Fondo di finanziamento ordinario (Ffo) da assegnare agli Atenei. «Su questo dato - spiega il rettore Vincenzo Zara - ha influito il tasso di conferimento dei prodotti della ricerca da parte dei professori e dei ricercatori dell’Università del Salento (85,3% rispetto al totale dei prodotti attesi), che è stato sensibilmente inferiore rispetto alla media nazionale (93,8%)».

Sugli altri indicatori, invece, la performance è stata migliore: per esempio l’ateneo salentino registra il 12esimo posto per l’indicatore IRAS3, relativo ai finanziamenti competitivi nazionali e internazionali per la ricerca e un 33esimo posto per quello IRAS4, riguardante studenti di dottorato, assegnisti di ricerca e borsisti post-doc. Per l’indicatore IRAS2, riferito alla qualità dei prodotti relativi ai soli nuovi reclutati o incardinati a fascia o ruolo superiore, l’Unisalento si posiziona in 48ma posizione. La quota premiale dell’Ffo che giungerà alle Università italiane dipenderà da questi indicatori, che peseranno in maniera differenziata (sulla base di apposito Decreto ministeriale) con un peso preponderante di IRAS1.

Il risultato negativo, insomma, non coglie di sorpresa i vertici dell’Ateneo. «Ci aspettavamo di subire un impatto negativo sull’IRAS1 – commenta il rettore Zara – dal momento che l’azione di protesta contro l’ultima Vqr da parte di alcuni docenti ha fatto sì che il nostro Ateneo si collocasse al penultimo posto in termini di tassi di conferimento dei prodotti, con un -9% circa rispetto alla media nazionale. Secondo le nostre prime stime, in presenza di conferimenti in linea con la media nazionale, il nostro Ateneo si sarebbe assestato attorno al -6% anziché -14% sulla base della differenza tra peso secondo indicatore IRAS1 e scala dimensionale, posizionandosi attorno alla 48ma posizione».

Il Ministero ha previsto un lieve fattore correttivo nella quota premiale dell’Ffo per tener conto del minor conferimento dei prodotti (fino a una misura massima del 3%), «ma ciò compensa solo in parte i mancati conferimenti da parte del nostro Ateneo - evidenzia Zara - il quale si è scostato molto dalla media nazionale».

Il Magnifico ricorda anche i numerosi richiami su questi aspetti fatti nel periodo di conferimento dei prodotti e pertanto avverte: «La discussione si aprirà ora negli organi di governo, che dovranno valutare eventuali ripercussioni nei Dipartimenti che hanno partecipato in misura minore al conferimento dei prodotti».

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