Martedì 19 Marzo 2019 | 04:34

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Escluso il razzismo

Spari contro dormitorio
per migranti a Brindisi

BRINDISI - Due colpi di pistola contro la porta d’ingresso di un dormitorio che accoglie, in sovrannumero costante, duecento migranti che di giorno lavorano nei campi, di notte stanno lì. Ad attendere l’alba di un nuovo giorno di speranza, la speranza di ottenere l’assenso alla loro richiesta d’asilo. E’ accaduto a Brindisi, nella notte di ieri. Nello sconcerto generale di una terra che sin dai tempi degli sbarchi dei profughi albanesi si è fregiata dell’appellativo di terra d’accoglienza.
Sull'episodio indagano i carabinieri di Brindisi che hanno ascoltato le testimonianze, sul posto, in via Provinciale San Vito, zona centrale della città. Non si esclude nulla: che si tratti di un gesto xenofobo, innanzitutto. Ma si ritiene più probabile che i due colpi che hanno frantumato una parte della vetrata della porta e della finestra che dà accesso alla struttura siano da ritenersi un avvertimento da inquadrarsi in una vicenda del tutto personale.
A quanto gli investigatori hanno appreso, infatti, nei giorni scorsi qualcuno degli ospiti del dormitorio avrebbe subito minacce. Per aver frequentato, pare, una donna del posto. Su queste circostanze sono in corso accertamenti: non escludono i militari dell’Arma, pur non potendo contare sull'apporto di telecamere di videosorveglianza in quanto l’edificio non ne è dotato, di poter dare una rapida soluzione al caso.
Il dormitorio di via Provinciale San Vito, un tempo gestito dalla Caritas diocesana e oggi invece affidato a una cooperativa, dovrebbe ospitare un’ottantina di persone. Trovano un tetto per trascorrere la notte circa 200 immigrati che hanno vissuto una notte di paura dopo aver udito il fragore degli spari.
Stando alle ricostruzioni qualcuno, poco dopo le 23 di ieri, è entrato nel piazzale antistante all’ingresso. Probabilmente a bordo di un’autovettura. Ha sparato contro la vetrata mandandola in frantumi almeno due colpi. Sul posto non sono stati trovati bossoli, né tantomeno le ogive che potrebbero far risalire alla tipologia di arma usata. Si suppone che ad agire sia stata gente del posto. Sul movente sono in corso indagini. 

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