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Re Tommy Parisi
e i neomelodici
al sapore pugliese

Re Tommy Parisi e i neomelodici  al sapore pugliese

di ALBERTO SELVAGGI

Tunf-tunf-tunf-tunf..! Se ascolti questo ritmo bombardare la via, sovrastato da ugole partenopeistiche che si impennano e decadono in melismi, non devi sudare freddo. E se hai davanti quell’auto ferma al verde puoi anche azzardare un «bi-bip». Perché il popolo ti sta passando sotto gli occhi. Il popolo dei neomelodici. Un’onda che da Napoli ha fecondato ogni provincia, forgiando anche a Bari e in Puglia artisti che cantano in lingua «i problemi della gente», come diceva l’impresario fasanese Saverio Loconsole, difendendo dopo le prime messe all’indice la sua scuderia.

Il popolo non è quello che hai visto nel quadro Quarto stato. Non è quello che cantarono poeti straordinari quali De Andrè, Guccini e Lolli (il resto erano fichetti, cazzuti o melensi, oggi mezzo rincoglioniti). Il popolo è questo che ascolti. Quello che guardi e, stai sicuro, che non leggi. Lavoratori, lavoratrici che Gaber (altro genio pari ai suddetti) definì in versi politicamente scorretti.

Noi lo abbiamo scoperto da quando i giornali hanno portato alla luce il caso del più famoso cantante neomelodico pugliese, Tommy Parisi, scarcerato perché la sua attività e il suo successo, secondo il giudice, «non sono legati in alcun modo con la criminalità organizzata», nella quale ha invece ruolo di leader suo padre «Savinuccio», Savino. E perché il primo giugno scorso, a Monopoli, Capitolo Primo, al cantante di Japigia è stato di fatto impedito di esibirsi per la terza volta di fila. Aveva preparato con il suo quintetto i brani dell’ultimo disco, Vita, una versione jazz sambata di Caruso, oltre alle hit. Set di Leo Baccarella, «D.sabile.J» munito di dred, che gira per Polignano a Mare (paese in cui Tommy ha realizzato il videoclip Bambola) su una carrozzina elettrica crepitante di musica reggae.

Il mercato neomelodico dalle nostre parti è in crisi. Il negozio quasi interamente dedicato al genere, su via Peucezia, a Bari, ha chiuso lasciando il campo a giornalai di periferia, bancarelle, Best Music. La tv Video Emme, nel Baricentro di Casamassima, con le maratone notturne e le dediche «agli ospiti dello Stato per una presta libertà» si è dissolta in 7 Gold Puglia. Non c’è più la diretta del martedì Ciao gente condotta da Parisi su Tele Sveva, Andria, con guest star quali Carmelo e Jano Zappulla, né le altre due prime serate in palinsesto: Euronews Puglia è la nuova meta. Il barlettano Studio Verde, music director Gaetano Morella, con Aldo Valentino di Terlizzi, Enzo Pinelli di Cerignola, Manù di Barletta, per la quale scriveva testi anche il maestro Peppe Esposito, ha chiuso i battenti. Ma fra Bari e il triangolo Trinitapoli-San Ferdinando-Barletta le ugole napoletane fremono ancora, tra incisioni casalinghe, dirette streaming, radio dedicate al genere totalmente escluso dalle altre emittenti, feste di piazza, compleanni, matrimoni e cresime.

Nelle case, nelle macchine i subwoofer pompano ancora musica stradaiola che sa di vita. Il giovane Niko di Bari, Nick Reale, classe ’78, anche lui barese, dopo nomi quali Lino Prati, Pino Diò con le scanzonate O’ spinellato e Ballopazzomatto (anni Novanta). Mimmo e Donato Barone, Franco Barese, Nico Laquale di Santeramo in Colle, con la sua Esplosione d’amore, Saverio Porro, di Andria, Riccardo Moreno e Pino Capuano di Barletta, Tonino Acconciaioco, altro barlettano, che adesso inforna pizze, Enzo Pinelli di Cerignola, Mimmo Rella, foggiano. Niki Carbone, milanese acquisito, William tarantino che in Murì per campà intona il dramma degli operai dell’Ilva. Si registra a Bitonto nello studio di Franco Staco. E i fan baresi mandano a memoria le canzoni di Enzo Primavera.

Nel Paladisfida di Barletta dal 27 al 29 maggio si è tenuto il «Terzo Festival neomelodico e non», con Fabrizio Corona ospite d’onore bene in vista sui manifesti. Ieri Radio Eva Napoletana e Radio Potenza Centrale hanno lanciato il «Primo Raduno Neomelodico» in La Torre Possidente Ricevimenti, contrada Torretta (Potenza), 15 euro per pranzo e cena. E il 18 nel ristorante pizzeria Marabù di Gioia del Colle si terrà il «Super Concerto» con Nico Laquale e Gigi D’Angelo, Emanuele Cellamare special guest. Non conosciamo il prezzo, ma di sicuro conviene. Perché se la neomelodica, come l’hip hop delle gang assassine o il reggae nato tra frange omicide, piace anche ai delinquenti, è soprattutto l’unica, vera musica della povera gente.

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