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Ciampi: che le toghe siano imparziali nei giudizi

Ciampi: che le toghe siano imparziali nei giudizi

Ciampi: che le toghe siano imparziali nei giudizi

 

Venerdì 24 Febbraio 2006, 00:00

09 Marzo 2026, 20:03

ROMA - Anche quest'anno, come due anni fa a Venezia, e nel 2002 a Salerno, Carlo Azeglio Ciampi, ospite d'onore al congresso dell'Associazione Nazionale Magistrati, ha ricevuto lodi, ringraziamenti e applausi a non finire. Un apprezzamento che fa risaltare, per differenza, le rinnovate critiche rivolte dai vertici della magistratura associata al governo.
Il capo dello Stato ha tenuto a recarsi fra i giudici mentre i duri giudizi, rivolti appena due giorni fa da Berlusconi alla magistratura per la vicenda coop e Antonveneta, rischiavano di innescare una nuova spirale di repliche e controrepliche. Secondo il suo costume, si è limitato ad ascoltare. Il saluto del sindaco Veltroni, che ha citato tre volte il capo dello Stato. Quello del presidente dell'Anm di Roma, Auriemma che l'ha indicato quale «strenuo difensore della legalità costituzionale in cui tutti ci riconosciamo».
Ha ascoltato la relazione del presidente dell'Anm Riviezzo, che ha denunciato il pressochè quotidiano bersagliamento di «attacchi indiscriminati e accuse immotivate espresse talora con toni ingiuriosi, verso la categoria dei magistrati e singoli colleghi, una demolizione continua dell'immagine della Magistratura, una istituzione che non ha bisogno del consenso dell'opinione pubblica, ma che deve godere di credibilità e autorevolezza per poter svolgere serenamente i suoi delicati compiti». Parole che esprimono uno stato d'animo diffuso fra i togati, impegnati a incassare, ma sempre sul punto di rispondere per le rime. Come ha fatto, ad esempio, il primo presidente della Corte di Cassazione, Nicola Marvulli, che ha definito «deliranti» le ultime accuse del presidente della Consiglio alla Magistratura.

Ciampi sa con quale stato d'animo le toghe accolgono certe accuse, ma considera doveroso da parte di servitori dello Stato che svolgono una funzione così delicata evitare di rispondere, anche a quelle che sono considerate dalle toghe provocazioni. I giudici lo sanno. Ma oggi, dopo aver ascoltato la relazione di Riviezzo, Ciampi ha voluto ripetere lo stesso le sue raccomandazioni. Lo ha fatto a microfoni spenti, parlando apertis verbis con i capi della magistratura associata. Voi I magistrati, ha detto, avete una particolare responsabilità: avete il dovere non solo di essere, ma anche ad apparire imparziali. E' la raccomandazione che il capo dello Stato non si stanca mai di ripetere e che ha formulato nel modo più organico esattamente un anno fa, al Quirinale, davanti ai nuovi uditori giudiziari. «La stabilità delle istituzioni - disse in quella occasione - si fonda sulla divisione dei poteri e sul rispetto pieno e reciproco delle funzioni di ciascuno. Sicchè sta ai magistrati, come a tutti coloro che sono investiti di pubbliche funzioni, non travalicare i confini istituzionali e non alimentare tensioni. Il Paese può e deve contare su questa serenità e su questo superiore equilibrio, per preservare il quale dovete sempre anestetizzare le vostre reazioni, anche davanti ad attacchi avvertiti come ugualmente diretti alle persone o all'intero ordine giudiziario. E' questo l'unico modo non soltanto di essere, ma anche di apparire autonomi e indipendenti, rafforzando con ciò stesso la fiducia dei cittadini nella giustizia. Per parte mia - assicurò - io sarò sempre garante attento e severo dell'autonomia e dell'indipendenza e strenuo difensore del prestigio della Magistratura».
Alberto Spampinato

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