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C'è meno neve e i ghiacciai si ritirano. Una mappa del Wwf delle aree mondiali

C'è meno neve e i ghiacciai si ritirano. Una mappa del Wwf delle aree mondiali

C'è meno neve e i ghiacciai si ritirano. Una mappa del Wwf delle aree mondiali

 

Domenica 19 Febbraio 2006, 14:16

02 Febbraio 2016, 19:23

ROMA - Sale la febbre del pianeta e nel prossimo secolo mote le aree ghiacciate che andranno perdute, con irreparabili danni ai loro ecosistemi.
Ecco, in dettaglio, la mappa delle aree a rischio redatta in uno studio del Wwf.

- AMERICA DEL NORD: I ghiacciai delle Montagne Rocciose e delle Catene della costa occidentale hanno subito durante lo scorso secolo perdite considerevoli, e la fusione sta accelerando velocemente anche nell'Alaska del Sud. Da quando è stato istituito nel 1910 il Parco nazionale del Ghiacciaio, in Montana, negli Stati Uniti, più di due terzi dei suoi ghiacciai e circa il 75% della sua area sono scomparsi; se l'attuale tasso di riscaldamento non varia, nel 2030 non rimarranno più ghiacciai nel Parco. Nei Parchi Nazionali di Banff, Jasper e Yoho, nelle Montagne Rocciose del Canada, la superficie del ghiacciaio è diminuita di almeno il 25% durante il ventesimo secolo.
Il ghiacciaio della Cascata del Sud, nella costa di Washington, ha perso 19 metri di spessore tra il 1976 e il 1995, dieci volte di più che negli ultimi diciotto anni. Quasi tutti i ghiacciai sotto controllo in Alaska si stanno sciogliendo, e i tassi di assottigliamento degli ultimi 5-7 anni sono più di due volte quelli visti nelle decadi precedenti.

- SUD AMERICA: Le Ande Settentrionali contengono la più grande concentrazione di ghiacciai dei tropici, tuttavia questi stanno indietreggiando rapidamente, e la loro diminuzione si è accelerata durante gli anni Novanta. In Perù, il ghiacciaio Yanamarey ha perso ¼ della sua area durante gli ultimi cinquanta anni, e i ghiacciai di Uruashraju e Broggi hanno perso il 40-50% della loro lunghezza dal 1948 al 1990. In Ecuador, il ghiacciaio Antizana è diminuito 7-8 volte più velocemente durante gli anni Novanta che nelle decadi precedenti.
Ugualmente, il ghiacciaio Chacaltaya, in Bolivia, ha perso quasi metà della sua area e due terzi del suo volume solamente negli anni Novanta, e potrebbe scomparire entro il 2010. Nelle Ande subtropicali umide, le grandi masse di ghiaccio della banchisa della Patagonia del Nord, in Cile, e della banchisa della Patagonia del Sud, in Argentina e Cile, avevano perso, fino a metà degli anni novanta, solo il 4-6% di quella che era la loro area attestata nel 1945, ma l'assottigliamento è accelerato negli ultimi tempi.
Parti della banchisa del sud hanno subito tassi di assottigliamento tra il 1995 e il 2000 che erano due volte più veloci della media di quelli dei tre decenni precedenti.

- EUROPA: Nei quattro decenni passati, la maggior parte dei ghiacciai delle Alpi hanno subito considerevoli perdite di massa; tutto questo è illustrato dall'Hintereisferner, in Austria, dal Gries, in Svizzera, e dal Sarennes, in Francia, ognuno dei quali ha perso l'equivalente di 14 metri di spessore di ghiaccio dal 1960. La fusione dei ghiacciai ha iniziato ad accelerare fin dal 1980, e il 10-20% del ghiaccio delle Alpi si è perso in meno di due decenni.
La scoperta di un uomo di 5300 anni fa sepolto nel ghiaccio in un ghiacciaio italiano, dimostra che molti di essi sono ormai notevolmente più piccoli di come sono stati per migliaia di anni.
L'Organizzazione Meteorologica Mondiale riporta che le temperature dell'estate 2003, che hanno portato a inondazioni, smottamenti di terreno, e alla rapida formazione di laghi glaciali, sono state le più calde mai registrate nell'Europa Centrale e del Nord; se l'attuale tendenza continua, le Alpi perderanno la gran parte dei loro ghiacciai tra pochi decenni.

- AFRICA: L'area dei ghiacciai tropicali in Africa e diminuita di una media del 60-70% fin dall'inizio del 1900. Le distese di ghiaccio sulle cime del Kilimanjaro hanno perso l'80% della loro area durante l'ultimo secolo e nonostante siano sopravvissuti per oltre 10.000 anni, è probabile che scompaiano per il 2020. Sul Monte Kenya, 7 dei 18 ghiacciai presenti nel 1900, erano scomparsi per il 1993, e quattro ghiacciai (Lewis, Tyndall, Gregory e Cesar) avevano perso tra il 60% e il 92% della loro area.
Anche i ghiacciai rimanenti nelle montagne del Ruwenzori in Uganda e nella Repubblica Democratica del Congo si stanno sciogliendo rapidamente, con perdite di superficie durante il ventesimo secolo che vanno dal 53% (Speke) al 90% (Moore ).

- ASIA: La grande maggioranza di tutti i ghiacciai dell'Himalaya si è ritirata e assottigliata durante gli ultimi trent'anni, con perdite in accelerazione durante l'ultimo decennio. Per esempio, i ghiacciai nell'Himalaya del Bhutan si stanno ritirando ad un tasso medio di 30-40 metri all'anno. Nell'Asia Centrale, i ghiacciai si stanno ritirando a velocità eccezionalmente alte.
Nel Tien Shan del Nord, in Kazakhstan, i ghiacciai hanno perso collettivamente due chilometri quadrati di ghiaccio all'anno sino al 1955 ( lo 0.7% della loro massa totale), e il ghiacciaio Tuyuksu è indietreggiato di quasi un chilometro dal 1923. I ghiacciai della catena dell'Ak-shirak, in Kyrgystan, hanno perso il 23% della loro area dal 1977, il Tien Shan del Nord il 29% dal 1955 al 1990, e i Pamir il 16% dal 1957 al 1980.
Nel Tien Shan cinese, il ghiacciaio Urumqihe ha perso l'equivalente di quattro metri di spessore dal 1979 al 1995, e l'Amministrazione Meteorologica Cinese prevede che le montagne della Cina nordoccidentale perderanno oltre ¼ della loro attuale superficie entro il 2050. Questi ghiacciai, sottolinea il dossier del Wwf, forniscono il 15-20% dell'acqua ad oltre venti milioni di persone solo nelle province dello Xinjiang e del Qinghai.

- PACIFICO DEL SUD: I ghiacciai tropicali Carstensz, nella provincia di Papua (già Irian Jaya), in Indonesia, si stanno sciogliendo rapidamente; l'80% della loro area collettiva si è perso tra il 1942 e il 2000. Il ghiacciaio West Meren è indietreggiato di 2600 metri da quando fu controllato per la prima volta nel 1936, prima di ridursi definitivamente tra il 1997 e il 1999.
In Papua Nuova Guinea, tre cupole di ghiaccio sulla cima della catena della Cordigliera Centrale sono scomparse negli anni Sessanta. Nella temperata Nuova Zelanda, 127 ghiacciai sotto osservazione nelle Alpi del Sud. Sono diminuiti del 38% in lunghezza e hanno perso il 25% della loro area dal 1850; comunque molti di questi ghiacciai sono avanzati negli ultimi decenni, presumibilmente grazie all'aumento delle precipitazioni.

- ARTICO: Negli ultimi decenni, i ghiacciai dell'Artico si sono generalmenti ridotti, con l'eccezione della Scandinavia e dell'Islanda, dove l'aumento delle precipitazioni ha avuto un effetto positivo. La fusione dell'Artico sembra essersi accelerata nei tardi anni novanta; le stime della fusione annuale sono salite da 100 km quadrati all'anno dal 1980 al 1989, fino a 320 km quadrati nel 1997, e 540 km quadrati nel 1998.
La Groenlandia da sola contiene il 12% del ghiaccio mondiale, ma il suo equilibrio di massa generale rimane in dubbio. Mentre porzioni della parte interna stanno aumentando di massa, c'è stato un significativo assottigliamento lungo le parti marginali. Questa perdita non è dovuta semplicemente alla fusione delle estremità dei ghiacciai; intere porzioni del manto di ghiaccio della Groenlandia sembrano scivolare verso il mare.
Poichè questo slittamento accelera quando la fusione di superficie è più intensa, si ritiene che l'acqua formatasi in superficie possa gocciolare fino al letto glaciale e lubrificare il movimento del ghiacciaio. Questa recente scoperta mostra un meccanismo di rapida risposta dei ghiacciai al cambiamento climatico, un processo che precedentemente si riteneva richiedesse centinaia o migliaia di anni.

- ANTARTICO: L'Antartico è ricoperto da una superficie ghiacciata contenente circa il 95% dell'acqua dolce del pianeta. Le temperature fredde impediscono una fusione significativa della superficie, ma un recente studio fa vedere come la fusione sul fondo dei ghiacciai, lungo la linea di congiunzione tra terra e mare, è rapida e estesa a tutto l'Antartico, probabilmente a causa dall'aumento delle temperature oceaniche.
Mari più caldi hanno anche contribuito al rapido assottigliamento e alla rottura di molte grandi piattaforme di ghiaccio galleggiante. Queste piattaforme potrebbero sostenere e rallentare i ghiacciai che scivolano intorno a loro; sebbene la velocità dei ghiacciai non è cambiata dopo la perdita della piattaforma di ghiaccio Wordie, molti grandi ruscelli di ghiaccio che alimentavano la piattaforma Larsen A stanno scorrendo verso il mare a velocità due o tre volte maggiore dal suo collasso, nel 1995.
Allo stesso tempo, la parte interna ha subito un aumento di superficie, poichè una quantità maggiore di acqua, a causa delle temperature più elevate, evapora dal mare e cade sotto forma di neve.
Non si sa fino a che punto questi aumenti di superficie compensino la fusione dei margini.
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