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Da Taba (Egitto) a Dronero, l'ultimo viaggio di Jessica e Sabrina

Camera ardente nella sala del consiglio comunale e funerali solenni: è la decisione presa da Luigi Rinaudo e Denise Pomero, i genitori delle due ragazze morte nell'attentato all'hotel Hilton di Taba
TEL AVIV - Per Jessica e Sabrina è stato oggi l'ultimo viaggio attraverso questa regione esotica in cui avevano tanto desiderato venire: la mattina presto da Taba, in Egitto, a Eilat, punta di Israele sul Mar Rosso, poi in elicottero e in ambulanza fino a Tel Aviv, sulla sponda sud del Mediterraneo, infine, in serata, il rientro in Italia.
Le salme delle due ragazze di Dronero uccise giovedì sera nell'attentato contro l'Hilton di Taba, nel pomeriggio sono state sottoposte agli ultimi esami clinici all'Istituto di medicina legale di Abu Kabir, a Tel Aviv. Qui il direttore dell' Istituto il dottor Yehuda Hiss - che ieri aveva proceduto a una prima identificazione generica grazie al Dna dei genitori - ha potuto stabilire con una «certezza del 100 per cento» quale fosse la salma di Sabrina e quale di Jessica.
Parole crude, che suggellano la fine drammatica del'avventura iniziata solo una settimana fa, quando le due giovani erano atterrate vicino a Taba piene di eccitazione per quella che avrebbe dovuto essere solo una bella vacanza sulle splendide spiagge del Sinai. Un sogno comune a tanti ragazzi comuni, che si è infranto alle 10 di sera giovedì scorso, quando un gruppo di terroristi ha lanciato un'autobomba imbottita di 250 chili di esplosivo contro la lobby dell'albergo, distruggendo 10 piani, e le vite di 32 persone.
TRASFERITE A TEL AVIV CON SALME VITTIME ISRAELIANE - A Tel Aviv le salme delle due ragazze di Dronero sono state trasferite oggi con quelle di 6 vittime israeliane della strage che ancora non erano tornate in patria.
Tutte ora sono state identificate, e oggi i giornali israeliani erano pieni delle storie delle loro vite spezzate, a cominciare da quella della famiglia Niv, dimezzata dall' esplosione dell'autobomba di Taba. La madre Tzila e due figli di 3 e 11 anni, Lior e Gilad, sono stati uccisi, il padre Zohar, gravemente ferito. Si trovavano nella stanza 902, al nono piano, esattamente 4 piani sopra quella delle due ragazze italiane, la 502. Le altre due figlie di Tzila e Zohar Nis, due gemelle di 18 anni, invece si sono salvate. Avevano un'altra stanza, allo stesso piano, rimasta intatta miracolosamente.
Gli esami clinici delle due salme sono durati poche ore. Il dottor Hiss ha precisato che l'identificazione delle sorelle è stata resa possibile anche da elementi personali trasmessi al suo istituto dall'ambasciatore italiano in Israele, Sandro De Bernardin. Ieri Hiss aveva stabilito che il profilo genetico delle due salme corrispondeva a quello dei genitori, ricevuto dall'Italia. Ma al momento di quella identificazione, i due cadaveri si trovavano ancora in Egitto. Oggi l'arrivo dei corpi a Tel Aviv e le informazioni addizionali relative a loro particolarità fisiche gli hanno permesso di distinguere Sabrina da Jessica. Un riconoscimento che «non ha lasciato alcun dubbio residuo», ha detto il medico, al rappresentante italiano, il console Andrea de Felip, che è stato aggiornato di volta in volta su ogni stadio del processo di identificazione.
«I nostri esami di identificazione hanno valore internazionale» ha ricordato Hiss, che in quattro anni di intifada ha esaminato numerosissime vittime di attentati palestinesi e ha quindi maturato una esperienza significativa a livello internazionale nei casi difficili. In generale, ha spiegato, l'esame patologico delle vittime degli attentati di Taba è stato particolarmente arduo perchè molte di loro sono state esposte prima a una deflagrazione, poi al crollo di un'ala intera dell'Hilton e infine a un forte incendio.
Francesco Cerri

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