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La D'Addario: così vivevo con la prostituta uccisa

La D'Addario: così vivevo con la prostituta uccisa
Suo malgrado, ancora protagonista. L'escort barese Patrizia D'Addario potrebbe nuovamente varcare la soglia degli uffici giudiziari. Questa volta a Trani nella possibile veste di testimone nel processo che inizierà il 26 gennaio dinanzi alla Corte d'Assise per il barbaro omicidio di Marisa Scopece, la 23enne di origini foggiane rapinata, uccisa a colpi di pistola, data alle fiamme e rinvenuta sfigurata l'11 settembre 2007 nelle campagne di Barletta
• I verbali dell'interrogatorio: «Volevano ammazzare anche me»
• Sette imputati nell'omicidio Scopece

08 Ottobre 2009

di ANTONELLO NORSCIA

TRANI - Suo malgrado, ancora protagonista. L'escort barese Patrizia D'Addario potrebbe nuovamente varcare la soglia degli uffici giudiziari. Questa volta a Trani nella possibile veste di testimone nel processo che inizierà il 26 gennaio dinanzi alla Corte d'Assise per il barbaro omicidio di Marisa Scopece, la 23enne di origini foggiane rapinata, uccisa a colpi di pistola, data alle fiamme e rinvenuta sfigurata l'11 settembre 2007 nelle campagne di Barletta. 
La D'Addario era infatti molto amica della vittima, tanto da accompagnarla in questura per sporgere denunzia contro il suo presunto sfruttatore e condividere la stanza di un albergo di Corato, per paura di restare a Bari, dove, evidentemente, le due temevano che le minacce già ricevute potessero trascendere nelle vie di fatto. 

E la D'Addario fu una delle ultime persone che la Scopece cercò di contattare prima di esser uccisa, ma senza successo. Poco prima che la D'Addario frequentasse Palazzo Grazioli, il suo vissuto era ben lontano da patinature e potere. Minacce, denunce, e «paura di tutti», tanto che nell'interrogatorio sulle indagini dell'omicidio Scopece un poliziotto le chiese se «ritenesse di necessitare della protezione della giustizia». 

la prostituta uccisa, Marisa ScopeceLa D'Addario, dunque, conosceva molto bene la Scopece, tanto da esser interrogata - il 18 settembre 2007 - a pochi giorni dall'identificazione del cadavere dell'amica. Dalle sue dichiarazioni emergono alcuni importanti tasselli dell'inchiesta sul delitto Scopece: le recenti frequentazioni, il timore di certe persone, la violenta rapina subita dalla vittima, nonché la circostanza che la Scopece girasse con la sua Opel Tigra, con molti soldi e con 2 agendine fitte di nomi: tutte cose mai rinvenute dopo il delitto. 

La D’Addario, dunque, potrebbe esser inserita nella lista testi che nelle prossime settimane il pm e i difensori degli imputati depositeranno nella cancelleria della Corte d'Assise di Trani. Per avere una valenza probatoria le dichiarazioni della D'Addario dovranno esser ribadite in aula. Del resto la sua testimonianza fu già ritenuta importante dal gip Francesco Zecchillo che la richiamò ampiamente nell'ordinanza di custodia cautelare che portò in carcere alcuni degli imputati ora rinviati a giudizio dal gup Angela Schiralli.
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