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In Puglia e Basilicata

il caso

Apulia Film Commission, le accuse di Dellomonaco in un verbale

Cinema: 3 mln di euro per nuovo bando Apulia Film Commission

Da quasi un anno, è in atto uno scontro ai vertici di Afc sfociato anche in una denuncia penale

21 Settembre 2022

Redazione online

BARI - Parla di «criticità riscontrate nel corso della mia presidenza"; di «una concentrazione di deleghe e poteri in capo alla direzione generale, che creano una reale paralisi dell’attività dell’Ente». Accusa il direttore generale, Antonio Parente, di «mancata produzione di atti e documenti richiesti», ritenendo «opaca la gestione». E poi riferisce di un bando 2021 a sostegno delle produzioni cinematografiche "pubblicato per appena due settimane ad agosto e poi chiuso senza nessuna pubblicità e senza informativa al presidente».

Sono solamente alcuni dei rilievi contenuti in una relazione di 16 pagine che la presidente di Apulia Film Commission, Simonetta Dellomonaco, questa mattina ha depositato in II commissione del Consiglio regionale pugliese durante l’audizione convocata per fare chiarezza sulla situazione di stallo amministrativo e gestionale in cui verserebbe l’Agenzia regionale, secondo quanto sostenuto dallo stesso Cda e dal collegio dei revisori. Da quasi un anno, è in atto uno scontro ai vertici di Afc sfociato anche in una denuncia penale che Dellomonaco ha presentato in procura nei confronti di Parente, accusandolo di una presunta aggressione fisica avvenuta al termine di una riunione nel novembre del 2021. Per questo episodio, Parente è stato sospeso per 10 giorni nella sua veste di dipendente di Afc. Proprio questa situazione di attrito ha già portato il vecchio Cda a dimettersi e a essere sostituito in tre componenti. Ma anche il cambio nel consiglio di amministrazione non sembra essere riuscito a portare la serenità nell’Agenzia.

Anche sui cineporti pugliesi la presidente di Apulia Film Commission, Simonetta Dellomonaco, nella relazione depositata oggi in Commissione, rivolge delle accuse al direttore generale, Antonio Parente. «Mi preme chiarire - si legge - che, con riferimento alla gestione dei Cineporti, così come riscontrabile dall’organigramma attuale della Fondazione, il signor Parente, come dipendente con inquadramento di livello Q2, risulta responsabile quindi della gestione, comunicazione e coordinamento dei Cineporti di Puglia. In tal senso è riscontrabile, oltre che acclarata, una gestione degli stessi a dir poco preoccupante, pericolosa e certamente non in linea con le norme di sicurezza sui luoghi di lavoro, come più volte denunciato dalla scrivente».

«È possibile affermare - scrive ancora Dellomonaco - che alcuni di essi sono in completo stato di abbandono come riportato nella cospicua documentazione anche fotografica depositata agli atti del Cda del 14-03-2022. Il Cda da me informato ha deliberato una prima messa in sicurezza dando mandato al Dg, ovvero al dipendente con funzioni di responsabile dei Cineporti, di ripristinare al più presto lo stato dei luoghi e non solo presso il CineLab, ma anche presso gli uffici a noi assegnati dalla Provincia di Lecce, dove sono dislocate le unità lavorative (come da Camera di Commercio), provvedimento non ancora espletato, infatti gli uffici giacciono in condizioni fatiscenti e insalubri e i dipendenti sono temporaneamente in altra sede».

Sarà trasmesso alla Procura di Bari e alla Corte dei conti il verbale consegnato questa mattina dalla presidente di Apulia Film Commission, Simonetta Dellomonaco, durante le audizioni in II commissione del Consiglio regionale pugliese. Un verbale di 16 pagine in cui la presidente dell’Agenzia evidenzia presunte «opacità» nella gestione amministrativa. «Dopo nove mesi di audizioni - commenta il gruppo di Fdi - sulla situazione all’interno dell’Apulia Film Commission, vale a dire nove mesi nei quali abbiamo ascoltato un 'tutto contro tuttì, nel silenzio assordante del presidente Emiliano, primo responsabile di ciò che sta accadendo nella Fondazione, non potevamo non condividere la decisione, presa all’unanimità in Seconda Commissione, di trasmettere alla Procura della Repubblica di Bari e alla Procura della Corte dei Conti Puglia tutti i documenti che abbiamo acquisito in questi mesi, ma soprattutto la relazione che ha depositato la presidente dell’Afc, Simonetta Dellomonaco, audita oggi. Non è un lavarsene le mani, non è un atteggiamento pilatesco, ma continuare ad ascoltare in modo dettagliato fatti che potrebbero avere ben altre connotazioni, ben diverse dalle divergenze politiche e gestionali che pur ci possono essere all’interno di un ente, ci rendeva di fatto complici non solo di eventuali reati penali o amministrativi, ma dello sfascio in atto nella Fondazione». «La situazione attuale dell’Apulia Film Commission è una brutta telenovela, in cui il regista, la Regione Puglia azionista di maggioranza della fondazione, è il grande assente», aggiunge Paolo Pagliaro, capogruppo La Puglia Domani.

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