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Un'infermiera sola su tre reparti, accade a Brindisi

Un'infermiera sola su tre reparti, accade a Brindisi

 
Antonio Portolano

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Antonio Portolano

Un'infermiera sola su tre reparti, accade a Brindisi

L'ospedale Perrino di Brindisi

Turno da incubo per un'operatrice sanitaria, un'altra finisce la giornata in lacrime. La Cgil denuncia la gravissima carenza organici al «Perrino»

Martedì 23 Agosto 2022, 12:33

«Costretta» a seguire le pazienti Covid del reparto di Ostetricia, quelle non covid di un'altra ala dello stesso reparto e, per via di una emergenza, anche il paziente della “stanza 100”, quella in cui vengono ospitati e curati i detenuti. Notte da incubo quella occorsa ad una infermiera dell'ospedale Perrino tra l'8 e il 9 agosto scorso. Da sola su tre «fronti caldi» differenti, quando già uno sarebbe stato già abbastanza impegnativo di suo. Il caso, sarebbe tuttavia, solo la punta dell’iceberg di tante situazioni paradossali che si verificano e, purtroppo, potrebbero continuare a verificarsi, se non si dà corso ad una politica di assunzioni. «Si tratta solo di una delle tante situazioni limite», spiega Francesco Pollasto - coordinatore del Comitato degli iscritti Cgil - che il 10 agosto ha formulato la segnalazione del gravissimo episodio alla Asl.
E cosa vi hanno risposto?
«Al momento ancora nulla».
Ma cosa è accaduto quella notte?
«Quella notte c'era una sola infermiera in turno per prendersi cura delle pazienti ricoverate in Ostetricia sia nell'ala Covid e quindi positive, sia nell'ala non covid. Una situazione difficilmente gestibile già da se. Ci sarebbero dovute essere almeno una infermiera per ala. Considerate che per i percorsi covid in Ostetricia sono calcolati 800 metri da fare e poi uno deve spogliarsi e cambiarsi nuovamente per mantenere la sicurezza. Quindi la gestione non può essere affidata ad una sola persona».
Poi si è aggiunta un'altra di situazione critica da seguire.
«Sì, purtroppo un paziente della “stanza 100” con necessità di cure chirurgico-vascolari ha avuto bisogno di soccorso e l’infermiera ha dovuto prestare soccorso anche a quest’ultimo paziente».
Non solo infermieri, ma anche medici, operatori socio sanitari ecc., ogni giorno i sindacati di categoria denunciano la mancanza di personale ma cosa sta succedendo?
«Succede che il Perrino sta implodendo, manca personale dappertutto. E questo la gente lo deve sapere, perché poi queste persone non solo arrivano da anni pesantissimi in cui sono stati spremuti come limoni per l’emergenza pandemica e ora continuano a farlo anche più di prima, ma anche perché inevitabilmente diventano il parafulmine contro cui si scarica tutta l’insoddisfazione dei pazienti per l’inadeguata risposta al bisogno di salute che hanno».
Quali reparti versano in situazione critica?
«In Ortopedia su 36 pazienti ci sono solo 2 infermieri e un OSS, idem in Chirurgia, Pronto soccorso, ma in tutti i reparti il grido è univoco. L’Asl ha chiesto 40 operatori socio sanitari dalle liste della graduatoria di Foggia, ma sinora non ne è arrivato uno».
Intanto i casi continuano.
«La gente rischia di impazzire, si sottovaluta lo stress da lavoro correlato che aumenta il rischio clinico del paziente. Ieri un’altra infermiera ha lasciato il turno in lacrime, piangeva e diceva: “Non ce la faccio più”, possiamo tollerare tutto questo?».

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