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In Puglia e Basilicata

Guardia di finanza

«Puglia, i bonus edilizi fanno gola anche ai clan»

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Il generale Mattana: speculazioni sul prezzo dei carburanti, vanno combattute

24 Giugno 2022

Massimiliano Scagliarini - Giovanni Longo

BARI - Dopo quasi due anni di sto per il covid, «riprendiamo un po’ della nostra normalità». Ieri anche in Puglia la Guardia di Finanza ha festeggiato il 248° anniversario dalla sua fondazione: «Non possiamo dimenticare - dice il comandante regionale, il generale di divisione Francesco Mattana - che nel frattempo è scoppiata una guerra, e quindi un pensiero di pace va al popolo ucraino. Ma è una festa in cui ci piace celebrare il nostro anniversario ed esprimere ringraziamenti alle prefetture e alle autorità giudiziarie, ma anche ricordare gli sforzi fatti durante la pandemia e il tributo che la Guardia di Finanza ha dato in Puglia con i nostri cari colleghi che non ci sono più».
Comandante Mattana, tra le varie emergenze questo è stato l’anno delle truffe ai bonus edilizi. Qual è il panorama in Puglia?
«È un tema dominante perché sono veramente tante le risorse che il governo ha appostato su questo obiettivo. C’è un allarme molto forte e - insieme all’Agenzia delle Entrate - stiamo cercando di presidiare al massimo il settore. Anche recentemente il Nucleo di polizia economico-finanziaria di Bari ha eseguito un sequestro di 140 milioni, in precedenza a Foggia c’era stata un’altra operazione di quasi un miliardo. Il nostro interesse non è tanto e solo sulla scoperta delle truffe, ma puntiamo al recupero dei soldi sottratti. Per questo mettiamo in campo tutte le nostre energie. Abbiamo sviluppato software che consentono analisi mirate e soprattutto sfruttiamo i canali di cooperazione internazionale perché molte volte i soldi sottratti allo Stato finiscono oltreconfine».

Ci sono segnali di interessamento della criminalità organizzata ai bonus edilizi?
«Non dobbiamo pensare alla criminalità organizzata come al rapinatore con la mascherina. È una criminalità che si è evoluta tantissimo, sta dietro le scrivanie, è organizzata e molto strutturata perché la pianificazione di queste operazioni illecite richiede conoscenze e competenze».

E intanto il Covid ha portato anche un’intensificazione delle truffe sui sussidi.
«Insieme all’Inps abbiamo continuato nella verifica della regolarità della corresponsione del reddito di cittadinanza che, come abbiamo visto negli ultimi tempi, è finito nel mirino di soggetti senza requisiti. Per noi la tutela della spesa pubblica e la difesa del cittadino diventano la prorità».

Ma il cittadino vuole farsi difendere? Denuncia, collabora? Perché uno dei grandi problemi delle indagini sulla pubblica amministrazione è che le denunce sono lettere anonime...
«Noi al cittadino dobbiamo dare fiducia così da poterne raccogliere le confidenze. Ultimamente abbiamo svolto importanti servizi in materia di usura, dove è difficile - per la vittima - convincersi che raccontare alla Guardia di Finanza possa essere il modo di uscirne. Con questo lavoro, quasi di psicologia, abbiamo avuto buoni riscontri. Molto spesso la lettera anonima è l’espediente cui qualcuno ricorre per denunciare delle situazioni, perché esporsi può fare paura. Ma bisogna evitare di diventare in questo modo strumenti di qualcuno».

Dal boom delle segnalazioni di operazioni sospette emerge che anche in Puglia c’è una enorme fetta di ricchezza sommersa. Cosa possiamo dire?
«Le Sos sono uno strumento investigativo importantissimo e che in Puglia ci ha aiutato in tante circostanze. Si sta facendo molto affinché anche liberi professionisti e pubblica amministrazione siano partecipi di questo meccanismo di segnalazione».

Nell’ultimo anno il Corpo ha fatto anche importanti operazioni di pubblica amministrazione, non solo e non tanto di corruzione ma di grandi appalti. Il cambiamento continuo delle regole nasconde un’ulteriore possibilità di truccare le carte?
«In questa difficile situazione il governo ha scelto di accelerare le procedure per rimettere in moto il sistema. A fronte di questo da parte nostra c’è stato sforzo ulteriore per mantenere alto il livello di guardia nella lotta alla corruzione e nel controllo degli appalti. Per quello che riguarda il Pnrr, ci poniamo a presidio delle risorse e abbiamo stipulato accordi con le amministrazioni anche a livello locale».

Dalle inchieste sulla Protezione civile a quelle sulle agenzie della Regione. Esiste secondo lei un caso Puglia?
«Non parlerei di caso Puglia. Ci sono stati episodi e situazioni gravi, ma questo non mina la Pubblica aministrazione che è fatta di tanti dipendenti onestissimi che fanno regolarmente il proprio lavoro, di cui non si parla perché non fanno notizia».

Negli ultimi mesi si parla un po’ meno dei traffici illeciti dall’Albania. Com’è la situazione?
«In Puglia ci sono più di 800 km di coste, questo fa sì che ci sia una costante attenzione con la nostra componente aeronavale perché i traffici illeciti ci sono e si sono evoluti. Qualche giorno fa a Foggia abbiamo eseguito 17 arresti in materia di droga, qualche mese fa abbiamo svolto l’operazione Astrolabio con il coordinamento di Eurojust e la collaborazione di Albania e Grecia per smantellare un’organizzazione internazionale per il traffico di immigrati. È sempre più difficile trovare il motoscafo che attraversa in solitaria: adesso le tecniche sono sempre più sofisticate».

L’aumento dei prezzi per la guerra in Ucraina ci tocca soprattutto per i carburanti. Il cittadino si chiede se l’incremento sia giustificato. I controlli cosa ci dicono?
«Proprio recentemente, su direttive del Comando generale, stiamo approfondendo i controlli in questo ambito. A fronte della riduzione delle imposte decisa dal governo per calmierare i prezzi, sono indubbiamente in atto manovre speculative: abbiamo trovato riscontri anche sul nostro territorio. È un fenomeno da tenere a bada».

Comandante, come ha trovato Bari in questi anni?
«È una città che ho apprezzato e a cui mi sto affezionando. Tra poco andrò via: conserverò il ricordo di una bella esperienza».

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