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Il caso

Caro gasolio, tutto come prima: stato di agitazione dei pescatori nel Barese

Mola di Bari

Mola di Bari

Le proteste a Molfetta, Mola e Monopoli. I sindaci sollecitano l'intervento del Governo

25 Maggio 2022

Redazione online

BARI - I pescatori di Molfetta, di Mola di Bari e di Monopoli, tra le marinerie più importati della Puglia, hanno dichiarato lo stato di agitazione per protestare contro il caro-gasolio. «Abbiamo iniziato la protesta a inizio marzo, quando il costo del gasolio iniziava ad aumentare. Ormai la spesa è diventata insostenibile - spiega Francesco Minervini, vicepresidente nazionale di Federpesca e direttore di Assopesca Molfetta - . Riconosciamo che Governo e Regione si sono subito attivati con interventi come credito imposta, contributi a fondo perduto, fermo su base volontaria, ma questi interventi ancora non si sono concretizzati».

Minervini spiega che «gli animi sono esasperati, tutte le marineria pugliesi stanno protestando, da Manfredonia a Gallipoli, perché andare in mare non potendo neanche recuperare le spese del gasolio è insostenibile». «I pescatori - continua - sono stanchi di decisioni annunciate e non ancora rese esecutive e chiedono impegni precisi e non più prorogabili tesi a dare soluzioni alle gravi problematiche che stanno fortemente indebolendo il settore, condannandolo ad una definitiva e irrecuperabile desertificazione».

A sostegno dei pescatori molfettesi anche il sindaco Tommaso Minervini, che chiede «un fermo biologico straordinario per arginare il problema del caro gasolio e permettere alle marinerie di sopravvivere». «In questi giorni - dice Minervini - la Regione sta finalmente sbloccando i contributi Covid per il comparto pesca, ma questa misura è insufficiente». 

Lo stato di agitazione delle marinerie riguarda anche Monopoli e Mola di Bari. I sindaci Angelo Annese, e Giuseppe Colonna hanno scritto al Prefetto di Bari, Antonia Bellomo, al Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, all’Assessore Regionale alla Pesca, Donato Pentassuglia, al Dirigente regionale della Sezione Gestione Sostenibile e tutela delle risorse naturali e forestali, Domenico Campanile, e al Contrammiraglio Vincenzo Leone della Direzione Marittima di Bari.

 «Le marinerie di Mola di Bari e Monopoli hanno comunicato ai sottoscritti - spiegano - la proclamazione dello stato di agitazione della categoria.  Motivo principale della protesta è il “caro-gasolio” arrivato al costo di 1,20 euro al litro che rende praticamente improduttiva l’attività di pesca e va aggiungersi alle ulteriori difficoltà di un settore produttivo da anni alle prese con problemi di varia natura. Settore che, allo stesso tempo, offre lavoro a centinaia di famiglie delle città da noi amministrate», scrivono nella nota Annese e Colonna.

 I due sindaci hanno voluto rappresentare la loro «più viva preoccupazione per la situazione venutasi a creare che attiene a problematiche non solo sociali ed economiche ma anche di ordine pubblico» e sollecitato un «diretto ed autorevole intervento presso il Governo affinché possa essere attivato un tavolo di crisi per affrontare questo delicato momento».

IL COMMENTO DI FITTO

«Il grido d’allarme lanciato in questi giorni in diverse marinerie pugliesi, ma anche in altre realtà italiane, dagli addetti del settore va non solo colto ma necessità di risposte immediate al fine di evitare un blocco della pesca italiana e l’assenza sul mercato di prodotto ittico nazionale fresco e di qualità». Così in una nota il copresidente del gruppo Ecr- FdI al Parlamento europeo Raffaele Fitto insieme con l’eurodeputato di FdI-Ecr Raffaele Stancanelli, componente della commissione Pesca. «Per questo - dicono - è necessario che governo e Unione europea intervengano per supportare un settore tra i più colpiti dalla crisi energetica, per scongiurare la chiusura di diverse attività ma soprattutto per garantire un futuro ad uno dei comparti più importanti dell’economia italiana. Riteniamo siano necessarie misure come una fiscalità più leggera grazie al credito di imposta, l’accesso agli ammortizzatori sociali oltre alla proposta di Fratelli d’Italia di istituire un Fondo europeo per compensare i settori più colpiti».

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