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In Puglia e Basilicata

Lei voleva separarsi barese l'ammazza eppoi si toglie la vita

Lei voleva separarsi barese l'ammazza eppoi si toglie la vita
Domenico Di Giglio, 47 anni, ex ispettore di polizia penitenziaria, originario di Bari, verso l’una di notte ha costretto la moglie Emanuela Pettenò, 43 anni, nata a Venezia, guardia giurata, a salire in macchina, l’ha portata in una strada isolata a Campalto (Venezia), ai margini della laguna, dove l’ha uccisa sparandole con la pistola che le aveva sottratto. Poi ha rivolto la pistola contro di sè. Sono stati trovati l’uno accanto all’altra, dentro all’auto. Tre i figli della coppia, di 26, 21 e 17 anni

27 Settembre 2009

VENEZIA – Un nuovo caso di violenza in famiglia è stato consumato alle prime ore di oggi nel veneziano, in un campo sul fronte nord della laguna di Venezia. Un ex ispettore di polizia penitenziaria ha ucciso la moglie, guardia giurata all’aeroporto Marco Polo di Tessera (Venezia), e poi si è suicidato. 

Ancora una volta, la causa scatenante sembra essere una separazione in corso abbinata ad uno stato di depressione dell’uomo, il quale fino a poco tempo fa prestava servizio in diversi istituti penitenziari, tra i quali il carcere veneziano di Santa Maria Maggiore. Domenico Di Giglio, 47 anni, originario di Bari, verso l’una di notte ha costretto la moglie Emanuela Pettenò, 43 anni, nata a Venezia, a salire in macchina, l’ha portata in una strada isolata a Campalto (Venezia), ai margini della laguna, dove l’ha uccisa sparandole con la pistola che le aveva sottratto. Tre i figli della coppia, di 26, 21 e 17 anni. 

E' stato il più grande a dare l’allarme quando si è reso conto di quanto stava avvenendo in casa. Non è stato un omicidio d’impeto, quello messo in atto dall’ex ispettore della penitenziaria: ieri sera aveva atteso a lungo il rientro della moglie nella casa di Marghera (Venezia), dove i due ancora vivevano assieme. Si era già procurato una copia delle chiavi della cassaforte in cui la donna custodiva la propria arma di servizio e se ne è impossessato. Quando la donna è tornata, l’ha costretta a risalire in auto e l’ha portata lungo la laguna. Le ha sparato e ha poi rivolto la pistola contro di sè. Sono stati trovati l’uno accanto all’altra, dentro all’auto: lei già morta, lui agonizzante. 

Di Giglio è deceduto davanti agli agenti delle volanti giunti sul posto per l’allarme lanciato dal figlio più grande della coppia. Il giovane temendo quanto stava per succedere aveva telefonato spaventato al 113, segnalando che la madre era in compagnia del padre a bordo dell’auto di famiglia, che quest’ultimo aveva con sè la pistola della donna e che aveva minacciato di ucciderla. I timori sono stati confermati quando la sala operativa ha composto il numero di cellulare della donna, che ha confermato di trovarsi sotto la minaccia dell’arma, ma il marito ha interrotto la comunicazione, dicendo che voleva farla finita. 

Immediatamente accorsi a Campalto, gli agenti delle volanti hanno sentito dei colpi di arma da fuoco – avvertiti anche da alcuni turisti di un vicino campeggio – e hanno localizzato l'automobile, parcheggiata nei pressi di via Cimitero. Sul posto anche personale della squadra mobile e della polizia scientifica che ha effettuato i rilievi.
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