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Storie a 4 zampe

Animali domestici: cremazione o no? Il calvario dell’addio

Cane e gatto

Sepoltura in cimitero ad hoc o incenerimento, costi, procedure e consigli anti speculatori. E c’è chi chiede «la sala del commiato»

27 Marzo 2022

Nicola Pepe

I suoi occhi si illuminano per l'ultima volta, quell'ultimo guardo ti trasmette un amore così grande che non vorresti finisse mai. Non sai se urlare, piangere, disperarti, eppure sai che quegli occhi si chiuderanno per sempre. Come per gli umani, anche per i nostri cari animali domestici arriva quel terribile momento in cui dobbiamo separarci. Quel compagno fedele, che magari ha accompagnato l'infanzia e l'adolescenza dei nostri figli, o un momento importante della nostra vita (bello o brutto che sia), prima o poi purtroppo deve lasciarci. Sia che muoia tra le nostra braccia o tra quelle di un veterinario, o che d'improvviso ci svegliamo senza il suo sguardo, quel momento segna la nostra esistenza.

Quando il nostro amico ci lascia, la prima domanda che ci viene posta o che ci poniamo è: cosa fare? Il voler fare allude alle modalità con cui dire addio e ricordare per l’ultima volta a quel compagno di vita. Purtroppo è un momento in cui bisogna fare delle scelte, trovando la lucidità giusta evitando soprattutto di finire tra le mani di speculatori.

LA SEPOLTURA VIETATA Tutti, istintivamente, vorremmo tenere il nostro amico vicino, in un terreno vicino casa o in una campagna. Ma tutto ciò non è consentito dalle norme in materia di igiene che vietano di seppellire - come spesso accade - il nostro piccolo amico in terreni pubblici o fondi di proprietà altrui: alla pari di un essere umano, la carcassa di un animale non può essere seppellita ovunque e la sua tumulazione in qualche modo soggiace ad alcune regole.
Esclusa la possibilità di una sepoltura «libera», le alternative non sono tante: o la «tumulazione» in un cimitero «attrezzato» (esisterebbe solo un caso in provincia di Bari) oppure – quella più diffusa – è la cremazione. E non sono pochi quelli che, in questi casi, preferiscono un rito singolo e conservare le sue ceneri in un'urna dove poterlo periodicamente ricordare con una preghiera o più semplicemente un saluto guardando la foto di un momento più bello vissuto con lui.
Un cane, un gatto, un coniglio, un criceto, un canarino rappresentano un pezzo della nostra vita da cui non vorremmo mai separarci. Ed è per questo che, come già detto, quando muoiono (ebbene sì, utilizziamo questa parola che non vorremmo mai pronunciare), dobbiamo decidere e subito cosa intendiamo fare perché, dal momento in cui il suo cuore cessa di battere, non abbiamo molto tempo. Proprio come accade per un essere umano.

IL SERVIZIO PUBBLICO Naturalmente parliamo di chi ha sentimenti, non di chi è animato da barbarie che non lesina a sbarazzarsi di quelle «carcasse» lasciandole a un angolo delle strada o depositandole accanto a un cassonetto. In questo caso, infatti, la procedura è abbastanza chiara e definita: ogni ente pubblico (comune o provincia ovvero città metropolitana) affida il servizio di rimozione carcasse attraverso una procedura ad evidenza pubblica a una società incaricata che s occupa anche al trasporto o alla conservazione in un mezzo refrigerato e al conseguente smaltimento presso un impianto di incenerimento. Tutte operazioni, in teoria, tracciate e documentate. Il prezzario, per questo tipo di servizio (consultando un contratto di una società pubblica) prevede il costo di 103 euro per il ritiro della carcassa (fino a 100 chili) e un «supplemento» di 2,50 euro al chilo per il trattamento cat. 1 (in cui rientrano appunto le carcasse di animali).

LE CREMAZIONI Nel caso di cremazione, invece, le ipotesi sono due: il corpo senza vita della bestiolina può essere trasportato presso una delle società che si occupano di cremazione e qui decidere (in base ai costi) se procedere all'«incenerimento» collettivo o singolo. Nel primo caso, l'animale viene preso in custodia e trasferito in una apposita cella frigorifera in attesa di essere cremato insieme ad altre bestie. Nella cremazione singola, invece, l'animale è collocato in una celletta singola del forno (ce ne sono più di uno per ogni impianto) e i resti vengono poi restituiti al proprietario al quale è data la possibilità di dare «l'ultimo saluto» concedendo un momento di privacy in cui ricordare per l'ultima volta il vostro amico. I tempi di cremazione dipendono dalle dimensioni e dal peso. Servono 30 minuti per riscaldare il forno, circa 2-4 ore per la cremazione ed altri 8 ore per raffreddare il forno.

I PREZZI Possono oscillare tra i 60 e i 90 euro per le cremazioni collettive ai 90-160 euro per quelle singole: in questo caso si parla di animali di piccola taglia il cui peso non supera i cinque chili.

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