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Gazzetta: sacrifici e sofferenze, tre anni tra sequestri e fallimenti

Da domani il giornale non sarà in edicola. La speranza che sia per pochi giorni

Gazzetta: sacrifici e sofferenze, tre anni tra sequestri e fallimenti

La Gazzetta del Mezzogiorno non sarà in edicola domani. Questo è l’esito tragico di tre anni di vicissitudini vissute dalla comunità dei giornalisti e dai lavoratori del quotidiano.

Tutto è iniziato il 24 settembre 2018 con il sequestro dei beni e delle società di Mario Ciancio Sanfilippo, tra cui la società editrice della Gazzetta del Mezzogiorno, Edisud. La gestione del quotidiano viene, così, affidata dal tribunale di Catania a due custodi giudiziari, Angelo Bonomo e Luciano Modica, rivelatisi inadeguati a guidare una azienda così complessa. Da allora, anche le promesse dei soci di minoranza sono svanite nel nulla: nelle more del sequestro giudiziario si fece avanti l’azionista di minoranza, l’immobiliarista Valter Mainetti, ipotizzando un concordato preventivo per mettere al sicuro il giornale. Gli effetti? All’annuncio non è mai seguito un impegno concreto (l’imprenditore è poi svanito a marzo 2020 e della sua iniziativa non è rimasta traccia).

Una possibile svolta si palesa il 24 marzo 2020, quando furono dissequestrati i beni di Ciancio, ma l’editore, rientrato in possesso della Gazzetta, scelse di mettere in liquidazione l’azienda. Inevitabile, senza un editore-imprenditore in grado di rilevare i beni, la via del declino finale. Tempestivamente, la Procura di Bari poche settimane dopo chiede il fallimento della Gazzetta, accompagnando la richiesta dall’autorizzazione all’esercizio provvisorio. Il 15 giugno il Tribunale di Bari decreta il fallimento delle due aziende che detengono la testata (Mediterranea) e le attività editoriali con giornalisti e poligrafici (Edisud) e, il 16 giugno 2020, nomina i curatori fallimentari (per Edisud il prof. Michele Castellano e il dott. Gabriele Zito, per la Mediterranea, il dott. Rosario Marra e l’avv. Paola Merico).
Esaurite le risorse per l’esercizio provvisorio, in autunno l’unica chance per tenere in edicola il quotidiano è quella di predisporre (da parte dei curatori) un bando di affitto del ramo di azienda Edisud. Per partecipare a questa procedura, il 18 novembre 2020 la Ledi srl dei fratelli Vito e Sebastiano Ladisa chiude un accordo con tutte le rappresentanze sindacali al fine di proseguire le pubblicazioni della Gazzetta, Il 20 novembre Ledi risulta l’unico soggetto partecipante al bando e se lo aggiudica, subentrando il 10 dicembre nelle attività della Edisud come editore affittuario.

Questa attività è previsto si chiuda il 31 luglio 2021 in virtù della scadenza del contratto tra Mediterranea (proprietaria) e Edisud per l’uso in esclusiva della testata della Gazzetta del Mezzogiorno. In vista di questa scadenza, il giudice autorizza la curatela fallimentare Edisud ad una ulteriore proroga di tre mesi (al 31 ottobre 2021) dell’affitto del ramo d’azienda e la Ledi, con l’approssimarsi del termine per la conclusione del precedente fitto, si dichiara disponibile ad una prosecuzione solo per un mese, fino al 30 agosto. Il 30 luglio, però, a sole 24 ore dalla fine dell’affitto, la Ledi comunica alla curatela Edisud e alle parti sociali di non voler proseguire nel contratto e di attendere l’esito delle votazioni - avviate il 28 luglio - sui piani di concordato fallimentare sulla Mediterranea presentati dalla stessa Ledi e della Ecologica spa.

Ora si è in attesa - con un’autorizzazione del giudice per le votazioni sino al 30 agosto - dell’esito, che inevitabilmente arriverà quando il giornale - a partire da domani - non sarà più in edicola. La prossima pagina? Speriamo sia quella di un ritorno alla normalità, con le procedure fallimentari concluse e una stabilità per tutti i lavoratori. Ma anche la certezza per i cittadini pugliesi e lucani di continuare ad essere informati dalla principale voce delle due regioni.

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