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Il movimento civico «ApertaMente» è sceso in campo chiedendo al Comune di sospendere la gara pubblica

02 Febbraio 2016

BOTRUGNO (LECCE) - Sta suscitando proteste ed una mobilitazione dei cittadini del piccolo paese di Botrugno (meno di 3.000 abitanti a 40 km da Lecce) il progetto di realizzare un tempio crematorio a ridosso dell’abitato.
Il movimento civico «ApertaMente» è sceso in campo chiedendo al Comune di sospendere la gara pubblica indetta per la realizzazione e la gestione del primo forno crematorio di defunti nel Salento e di indire un referendum per ascoltare il parere dei cittadini.
L’associazione chiede «la immediata revoca in autotutela del bando di gara; la convocazione di un Consiglio comunale aperto ai cittadini; l’avvio un processo di confronto partecipato. Chiedono anche - affermano in una nota - di indire un referendum consultivo sulla questione. Si tratta - precisa Apertamente - di un investimento di circa 2 milioni e mezzo di euro per la realizzazione e la concessione trentennale dell’opera. Il concessionario - sottolinea la nota - dovrà riconoscere all’amministrazione comunale un canone annuo non inferiore al 4% del fatturato derivante dalle operazioni di cremazione e con un valore minimo di 15.000 euro. Il project financing ha come proponente l’Ati formata da tre società: Altair srl, Edilver srl di Verbania (VB) e la salentina Futurcrem srl di Ruffano, una società di recente costituzione guidata dall’amministratore unico Pasquale Toma. 

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