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Caso Capristo: la rete di Paradiso per l’amico giudice

Carlo Capristo (a sinistra) e Filippo Paradiso

Bari - Filippo Paradiso è un uomo con un passato molto discusso, che lui stesso definisce «una terribile esperienza giudiziaria», ma che non gli ha impedito di frequentare le segreterie politiche dell’intero arco costituzionale. È stato lui a presentare l’avvocato Amara al procuratore Capristo. E con i suoi rapporti privilegiati - documenta l’indagine di Potenza - Paradiso è stato in grado di mettere insieme una squadra di altissimo livello per portare Capristo alla guida della Procura di Taranto. Chi è Paradiso? E perché ha «relazioni istituzionali» che gli permettono di trattare con ministri e magistrati? Chi indaga lo ha chiesto al suo ultimo datore di lavoro politico, la presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, che per un breve periodo lo ha tenuto nel suo staff. «È un funzionario di polizia, del quale il sottosegretario Gianni Letta mi parlava assai bene», ha detto a verbale Casellati, che lo ha ingaggiato «a ottobre del 2018 a titolo gratuito, nella qualità di consigliere, per l’organizzazione di convegni». Casellati (che dal 2014 al 2018 è stata membro laico del Csm) nega di aver fatto parte della «squadra» che ha sponsorizzato Capristo. Ma la Procura di Potenza valorizza un messaggino trovato nel cellulare di Capristo («È una grande donna come sai bene e si è sempre battuta per me») e un appuntamento con Amara organizzato da Paradiso, e annota che tra chi votò per Capristo, nel 2016, c’era anche la Casellati che però ieri ha smentito «di aver mai incontrato l’avvocato Amara».

Secondo la Procura di Potenza non era l’unica amica. È l’avvocato Giuseppe Calafiore a fare l’elenco delle persone coinvolte nel piano dal suo ex socio Pietro Amara e da Paradiso: non solo componenti del Csm, ma anche politici e imprenditori di altissimo livello. «Emergevano, invero - oltre al più volte menzionato Palamara - i nomi dei componenti del Csm, Forciniti (Marco, togato di Unicost, ndr) e Balducci (Paola, laico ex vendoliano, ndr); gli onorevoli Boccia e Lotti; l’imprenditore Bacci, vicino alla famiglia Renzi, Sia Boccia che Bacci, sentiti sul punto, confermavano che Paradiso si era interfacciato con l’onorevole Boccia e che l’imprenditore Bacci aveva conosciuto Capristo tramite Paradiso». Anche l’ex ministro Boccia (nessuna delle persone citate in questo paragrafo è indagata) è stato sentito a Potenza come testimone, e ha confermato il suo interessamento escludendo qualunque tipo di pressione indebita: «Mi venne richiesto dal dottor Capristo o forse da Paradiso dì avere informazioni sulla procedura di nomina da parte del Csm per il procuratore di Taranto. In tale contesto ebbi a richiedere tali informazioni a Paola e appresi dalla Balducci stessa che Capristo era uno dei papabili per la nomina. Ben mi sono guardato, rispettando l’autonomia dell’organo, di fare pressioni o altro e semplicemente raccolsi questa informazione generica e ben nota».

Nella «squadra», secondo Potenza, c’era anche l’ex gip tranese Michele Nardi. È un avvocato di Trani, Giuseppe Maralfa, a raccontare ai carabinieri un curioso episodio: a fine 2015, incontrato per caso Nardi in stazione a Barletta, il magistrato gli chiede un passaggio fino a casa e gli dice «che a breve Capristo sarebbe stato trasferito alla procura di Taranto e che al suo posto sarebbe arrivato Antonino Di Maio, sponsorizzato dallo stesso Nardi in quanto Di Maio conosceva Capristo e avrebbe garantito continuità. Maralfa replicava che non si parlava affatto di trasferimenti e di quei nomi, ma Nardi lo scherniva dicendo “ma tu che ne sai”». Una ricostruzione confermata dall’ex pm Antonio Savasta, condannato come Nardi per l’indagine di Lecce sulla giustizia svenduta. «Nardi mi riferì che sicuramente Capristo sarebbe andato a fare il procuratore a Taranto. Di seguito, con altrettanta sicurezza, Nardi mi precisò anche che a Trani sarebbe arrivato il dottor Di Maio come procuratore». E il grande accusatore dei giudici tranesi, Flavio D’Introno, racconta ancora un altro episodio: «Io aspettavo davanti la stanza dei procuratore e Nardi entrava nell'ufficio di Capristo per dare le indicazioni allo stesso Capristo».

GLI INTERROGATORI A POTENZA - Cominceranno domani dinanzi al gip di Potenza Antonello Amodeo gli interrogatori di garanzia degli arrestati nell’ambito dell’indagine su presunti episodi corruttivi per pilotare indagini penali, tra le quali quella sull'ex Ilva di Taranto, che coinvolge l’avvocato siciliano Piero Amara (finito in carcere) e l’ex procuratore di Trani e Taranto Carlo Maria Capristo (per lui è stato disposto l’obbligo di dimora). Il primo interrogatorio fissato è quello di Filippo Paradiso, il poliziotto materano considerato il collegamento tra Amara e Capristo. Paradiso, assistito dagli avvocati Michele Laforgia e Gianluca Tognozzi, potrà rispondere domani alle domande del gip a partire dalle 10.30, collegato da remoto dal carcere. Poi toccherà ad Amara (non è noto quando), mentre non sono stati ancora fissati gli interrogatori degli altri due indagati che sono agli arresti domiciliari, l’avvocato tranese Giacomo Ragno e l’ex consulente di Ilva in AS Nicola Nicoletti, e dell’ex procuratore Capristo che è sottoposto alla misura dell’obbligo di dimora a Bari. 

«L'ipotesi di reato appare travisata in fatto ed erronea in diritto». Lo ha detto  l'avvocato Salvino Mondello, difensore dell’avvocato Piero Amara, arrestato ieri per corruzione in atti giudiziari nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Potenza su vicende giudiziarie di Trani e dell’ex Ilva di Taranto. «La misura cautelare - ha aggiunto Mondello - non sembra giustificabile giuridicamente a fronte di fatti privi di qualsiasi attualità».

Intanto si terrà domani mattina, alle ore 12, nel carcere di Potenza davanti al gip Antonello Amodeo, l'interrogatorio di garanzia dell’avvocato Piero Amara, arrestato ieri nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Potenza su vicende giudiziarie di Trani e dell’ex Ilva di Taranto.
La Guardia di Finanza e la Polizia ieri hanno eseguito anche una misura di custodia cautelare in carcere per il poliziotto Filippo Paradiso, e ai domiciliari per l’avvocato di Trani Giacomo Ragno e per Nicola Nicoletti, che è stato consulente dei commissari dell’ex Ilva dal 2015 al 2018. La misura dell’obbligo di dimora a Bari è stata invece disposta per l’ex Procuratore di Trani e Taranto, Carlo Maria Capristo. 

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