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Il sottosegretario Moles: «Aiutare i cittadini a crescere, così l’informazione si rilancia»

Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Editoria, commenta così la nuova pagina della Gazzetta «Diritto&Economia»

Il sottosegretario  Moles: «Aiutare i cittadini a crescere, così l’informazione si rilancia»

Giuseppe Moles, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Editoria, la nuova pagina della Gazzetta, «Diritto&Economia», nasce per rilanciare il ruolo dell’informazione di servizio e ridurre la distanza fra il cittadino e tematiche tecniche a volte inaccessibili al profano. Nella complessità dei tempi attuali quanto può incidere il ruolo dell’informazione in questo senso?

«La nuova pagina Diritto&Economia, all’interno del vostro quotidiano, è un’iniziativa lodevole della quale mi complimento con l’editore, con il direttore De Tomaso e con tutti i giornalisti della Gazzetta del Mezzogiorno. Questa pagina rappresenterà, senza alcun dubbio, un utile strumento di approfondimento tecnico e normativo per mettere in contatto i lettori con temi spesso ostici, ma che incidono in maniera significativa sulla vita quotidiana. L’informazione si conferma indispensabile, affinché i cittadini possano conoscere e svolgere, così, un ruolo attivo nella nostra società. Metterli al corrente, con puntualità e precisione, anche di argomenti che possono apparire lontani, settoriali, a volte addirittura incomprensibili, è una priorità, e bene fate a percorrere questa strada virtuosa».

La carta stampata, spesso nei dibattiti «pensionata» troppo in fretta, sembra prestarsi meglio all’approfondimento e alla «traduzione» di norme e provvedimenti. Potrebbe essere la strada per un rilancio?
«Non perdo occasione per dichiarare il mio amore per la carta stampata e quanto sia piacevole sfogliare un quotidiano, senza nulla togliere alla immediatezza offerta dalle nuove tecnologie, alla possibilità di fruirne su vari dispositivi, dal cellulare al computer. L’affrontare tematiche tecniche e delicate, puntare sulla specializzazione può essere una chiave per il rilancio dell’editoria tradizionale, che comunque intendo sostenere convintamente durante il mio mandato. La digitalizzazione non deve sentenziare la morte dei giornali tradizionali, che significano anche posti di lavoro, e sono quindi da tutelare. Come ho più volte affermato, nessuno deve restare indietro. Accompagnare tutto il settore verso il futuro, in un cammino condiviso: questo è l’obiettivo che mi sono prefissato quando ho accettato l’incarico di sottosegretario all’Editoria, e intendo raggiungerlo».

In Italia, in realtà, diritto ed economia tendono a dialogare poco fra di loro. La parte giuridica ignora gli effetti economici dei provvedimenti, quella economica trascura le implicazioni giuridiche delle proprie indicazioni. Come si può spezzare questo circolo non virtuoso?
«Questo è assolutamente vero e genera spesso dei problemi non marginali. Servirebbe un confronto costante tra i temi del diritto e quelli dell’economia, sono due mondi più interconnessi di quanto si possa immaginare. Il “circolo non virtuoso” si può spezzare anche scrivendone e approfondendo, e aiutando così il cittadino a costruirsi solide basi metodologiche e pratiche».
Informazione e Mezzogiorno. Quanto la prima può pesare sui destini e lo sviluppo del secondo?
«L’informazione gioca un ruolo determinante per tutti i cittadini, del Nord, del Centro e del Sud. Risulta fondamentale certamente nel Mezzogiorno che ha sete di sapere, perché la conoscenza rappresenta un mezzo di riscatto, e spesso lo è stato per tanti ragazzi meridionali. I giovani, fin dalla scuola, devono imparare ad informarsi, ad avere familiarità con le notizie e con la lettura, a costruirsi una propria identità e a rivendicare un preciso ruolo nella società. Anche per questo ho prorogato fino al 30 aprile i termini per presentare la documentazione prevista per i contributi in favore delle scuole statali e paritarie per l’acquisto di giornali e riviste. Un aiuto concreto per gli studenti e per gli istituti».


Da più parti si invoca un rilancio concreto del settore editoriale in termini di ricambio generazionale, transizione digitale, distribuzione, informatizzazione, formazione, ammodernamento delle edicole. Quali novità potrebbero arrivare a stretto giro e soprattutto quanto potrà pesare per il comparto l’impatto del Recovery Fund?
«Questo Governo non può prescindere dallo stanziamento di risorse per l’editoria. Non possiamo permettere che le imprese editoriali, realtà di vera eccellenza nel nostro Paese, siano costrette a chiudere schiacciate dal peso della crisi economica. Soprattutto durante la pandemia abbiamo potuto constatare l’importanza di una informazione seria e di qualità. Il Piano nazionale di ripresa e resilienza sarà uno strumento essenziale per il rilancio del settore, per accompagnare la modernizzazione del comparto, la formazione dei professionisti e al tempo stesso per la salvaguardia dell’occupazione».

Più in generale il Recovery Fund sembra l’ultima occasione per ridurre il divario Nord-Sud e rilanciare il Mezzogiorno. Enfasi eccessiva o reale occasione da non perdere?
«Il Recovery Fund è una grandissima opportunità anche e soprattutto per il Sud. Non ci si può permettere alcun margine di errore. Le risorse che saranno messe a disposizione dall’Unione Europea andranno sfruttate nel migliore dei modi per rilanciare il Meridione, partendo dalla realizzazione di quelle infrastrutture necessarie che inspiegabilmente ancora mancano. Se non investiamo nel Sud e non ci adoperiamo per il suo reale sviluppo, non riusciremo mai a colmare il divario con il Nord, e ciò impedirà all’intero Paese di crescere. Il Recovery è, dunque, un’occasione irripetibile, e sono certo che il governo Draghi sia l’esecutivo migliore per portare avanti il piano ed utilizzare scrupolosamente i fondi Ue. Dobbiamo fare di tutto per uscire rafforzati dalla crisi e per consentire al Mezzogiorno di voltare definitivamente pagina».

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