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Scuola e Covid 19, nuova ordinanza in Puglia: rientro lezioni in presenza per le superiori dal 1 febbraio al 50%

Per il momento si prosegue con la proroga di quella già emanata

Bitritto, dipendente di una scuola positivo: istituto annulla attività in presenza

BARI -  Dal 25 al 30 gennaio in Puglia tutti gli studenti delle scuole superiori svolgeranno le lezioni con la didattica digitale, mentre gli alunni delle scuole elementari e medie, nonché i bimbi della scuola dell’infanzia, proseguiranno con la didattica in presenza con possibilità per i genitori di chiedere la didattica a distanza. È quanto stabilisce la nuova ordinanza regionale emanata dal presidente della Regione Puglia Michele Emiliano relativa alla scuola. Dal primo febbraio e sino al 6 febbraio, invece, i ragazzi delle superiori potranno tornare a svolgere le lezioni in presenza, ma con il limite del 50% di presenza di studenti in ogni istituto. 

LEGGI QUI IL TESTO COMPLETO DELL'ORDINANZA

Con decorrenza dal 25 gennaio e sino a tutto il 30 gennaio 2021:

- L’attività didattica ed educativa per i servizi educativi per l’infanzia, per la scuola dell’infanzia, per il primo ciclo di istruzione e per i CPIA si deve svolgere in applicazione del D.P.C.M. 14 gennaio 2021, salvo quanto previsto al successivo punto 2;

- Le Istituzioni scolastiche del primo ciclo di istruzione nonché i CPIA garantiscono comunque il collegamento online in modalità sincrona per tutti gli alunni le cui famiglie, o loro stessi ove maggiorenni nel caso dei CPIA, richiedano espressamente di adottare la didattica digitale integrata, tenendo presente che agli studenti che hanno chiesto la didattica digitale integrata, non può essere imposta la didattica in presenza. Tale scelta è esercitata una sola volta e per l’intero periodo di vigenza delle presenti disposizioni, salvo deroga rimessa alle valutazioni del Dirigente scolastico;

- Le Istituzioni Scolastiche secondarie di secondo grado, adottano forme flessibili nell'organizzazione dell'attività didattica ai sensi degli articoli 4 e 5 del decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, in modo che il 100 per cento delle attività sia svolta tramite il ricorso alla didattica digitale integrata. Resta sempre garantita la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’uso di laboratori o per mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali, secondo quanto previsto dal decreto del Ministro dell’istruzione n. 89 del 7 agosto 2020, e dall’ordinanza del Ministro dell’istruzione n. 134 del 9 ottobre 2020, garantendo comunque il collegamento on line con gli alunni della classe che sono in didattica digitale integrata;

Con decorrenza dal 1 febbraio e sino a tutto il 6 febbraio 2021:

- L’attività didattica ed educativa per i servizi educativi per l’infanzia, per la scuola dell’infanzia e per il primo ciclo di istruzione, per i CPIA, si deve svolgere in applicazione del D.P.C.M. 14 gennaio 2021, salvo quanto previsto al successivo punto 2;

- Le Istituzioni scolastiche del primo ciclo di istruzione, per i CPIA garantiscono comunque il collegamento online in modalità sincrona per tutti gli alunni le cui famiglie, o loro stessi ove maggiorenni nel caso dei CPIA, richiedano espressamente di adottare la didattica digitale integrata, tenendo presente che a coloro che hanno chiesto la didattica digitale integrata, non può essere imposta la didattica in presenza. Tale scelta è esercitata una sola volta e per l’intero periodo di vigenza delle presenti disposizioni, salvo deroga rimessa alle valutazioni del Dirigente scolastico;

- Le Istituzioni Scolastiche secondarie di secondo grado, adottano forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica ai sensi degli articoli 4 e 5 del decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, in modo che l’attività didattica in presenza venga svolta nel limite del 50% della popolazione scolastica. A tal fine, nell’ambito della propria autonomia, le istituzioni scolastiche organizzano le attività scolastiche, applicando preferibilmente la percentuale ad ogni singola classe e garantendo comunque la didattica digitale integrata per tutti gli studenti le cui famiglie ne facciano richiesta, tenendo presente che a coloro che hanno chiesto la didattica digitale integrata, non può essere imposta la didattica in presenza. Tale scelta è esercitata una sola volta e per l’intero periodo di vigenza delle presenti disposizioni, salvo deroga rimessa alle  valutazioni del Dirigente scolastico. Resta sempre garantita la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’uso di laboratori o per mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali, secondo quanto previsto dal decreto del Ministro dell’istruzione n. 89 del 7 agosto 2020, e dall’ordinanza del Ministro dell’istruzione n. 134 del 9 ottobre 2020, garantendo comunque il collegamento on line con gli alunni della classe che sono in didattica digitale integrata;

Le Istituzioni Scolastiche devono comunicare, ogni lunedì della settimana, all’Ufficio Scolastico Regionale e al Dipartimento della Salute, attraverso la procedura predisposta su piattaforma, il numero degli studenti e il numero del personale scolastico positivi al Covid-19 o in quarantena, nonché tutti i provvedimenti di sospensione dell’attività didattica adottati a causa dell’emergenza Covid. 

IL COMMENTO DEI PRESIDI PUGLIESI - La nuova ordinanza della Regione Puglia «ripropone i vizi delle precedenti e li estende anche al rientro a scuola degli studenti delle superiori, che potrà avvenire a partire dal 1 febbraio prossimo e non da lunedì 25, come prospettato in un primo momento». Ne è convinto Roberto Romito, presidente pugliese dell’associazione nazionale presidi.

Il rientro a scuola dal primo febbraio - spiega Romito - è «l'unica concessione fatta dal Presidente Emiliano alle nostre richieste. Per il resto rimane, quindi, e si estende alle superiori, la cosiddetta 'libertà di sceltà nel senso che non può essere imposta la frequenza scolastica a coloro che richiedono espressamente di svolgere didattica a distanza, con l'elemento peggiorativo che tale opzione può essere mutata con deroga richiesta e autorizzata volta per volta dal dirigente scolastico».
«Rimaniamo in attesa della partenza, promessaci per il 1 febbraio, del piano di inserimento nelle scuole dei cosiddetti operatori sanitari scolastici che dovrebbero coadiuvare le scuole nello screening e nell’adozione di tutte le misure organizzative e sanitarie atte a contrastare la diffusione del virus nelle scuole stesse», conclude Romito. 

I SINDACATI - «Restiamo fermi sul nostro no alla scuola 'on demand’che dall’1 febbraio verrà estesa anche alle superiori». Lo afferma Gianni Verga, segretario generale della Uil Scuola Puglia, dopo l’ordinanza della Regione Puglia emanata oggi e che prevede, tra l’altro, che dall’1 febbraio i ragazzi delle superiori potranno tornare a svolgere le lezioni in presenza, ma con il limite del 50% di presenza di studenti in ogni istituto. «La scelta se mandare o meno i propri figli a scuola - spiega il sindacalista - non può essere delegata ai genitori e il presidente Emiliano non può continuare ad adottare mezze misure come quella del sistema misto di frequenza con la didattica digitale integrata».
«Lunedì 25 gennaio - conclude - scenderemo di nuovo in piazza, alle ore 16, davanti alla sede della presidenza della Regione Puglia, contro la Did a domanda individualizzata: non si può proseguire con questa politica dello scaricabarile il cui conto è pagato solo dai lavoratori del sistema scuola e dalle famiglie pugliesi».
«La Regione - prosegue - ha annunciato interventi importanti quali i presìdi sanitari e l’introduzione della figura professionale dell’Oss, interventi questi che la Uil Scuola chiede da tempo al fine di presidiare le comunità scolastiche sotto il profilo sanitario e supportare gli alunni diversamente abili, unitamente a quelli della scuola dell’infanzia, nell’utilizzo dei servizi e nella cura dell’igiene personale. Sono tasselli di una scuola che dovrà riguardare non soltanto l'emergenza ma soprattutto il futuro». 

«Dal primo febbraio il regime di didattica mista su richiesta delle famiglie, imposto per ordinanza alle scuole pugliesi e che finora aveva colpito solo il primo ciclo, viene esteso anche alla secondaria di secondo grado. E così ora in Puglia il cerchio si chiude con una doppia limitazione nel caso delle superiori: la facoltà attribuita alle famiglie di non far frequentare in presenza le attività didattiche si aggiunge ad una riduzione delle frequenze, prevista già a monte e contenuta entro il vincolo del 50% rispetto al totale delle presenze». E’ quanto sostiene la Flc Cgil Puglia, commentando l’ordinanza emanata oggi dal governatore Michele Emiliano. «Riteniamo questa misura seriamente lesiva del lavoro e della dignità di tutto il personale scolastico - conclude il sindacato - e per questo ci attiveremo affinché, unitariamente con le organizzazioni sindacali di categoria, si individuino forme di mobilitazione adeguate al livello di attacco che il mondo della scuola pugliese da settimane sta sopportando, e che saranno comunicate in una conferenza stampa convocata ad hoc».

«Annunciare date per la ripresa significa solo lanciare proclami al vento. La scuola in presenza potrà ripartire quando avremo la necessaria sicurezza e, quindi, solo quando i contagi cominceranno a diminuire e saranno recuperati i ritardi per l’attuazione di alcune importanti misure che andavano previste da tempo a tutela della salute del personale scolastico e degli alunni. Inoltre, restiamo fermi sul nostro no alla scuola on demand, che dall’1 febbraio verrà estesa anche alle superiori. Lo diciamo da tempo: la scuola è funzione dello Stato costituzionalmente garantita e non servizio a domanda individualizzata». Sono le considerazioni di Gianni Verga, segretario generale della Uil Scuola Puglia.
Per Roberto Calienno, segretario generale Cisl Scuola Puglia, "la possibilità estesa anche alle famiglie degli studenti delle superiori - oltreché sinora a quelle del 1° ciclo - di scegliere la frequenza in presenza o a distanza delle lezioni è un fatto gravissimo, non più tollerabile». Calienno esprime «netta contrarietà per quanto attiene la facoltà di scelta delle famiglie, peraltro va precisato che - dal punto di vista ordinamentale - non esiste una modalità di 'didattica mista', esiste una forma di didattica in 'presenzà e un’altra 'digitale integratà come indicato con chiarezza dalle linee guida dello scorso 7 agosto».

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