Mercoledì 30 Settembre 2020 | 06:55

NEWS DALLA SEZIONE

Il virus
Covid in Basilicata, 16 nuovi contagi in casa di riposo a Marsicotevere

Covid in Basilicata, 16 nuovi contagi in casa di riposo a Marsicotevere

 
L'appello
Coronovirus, altri 4 casi a Locorotondo, il sindaco ai cittadini: «Rispettate voi e gli altri»

Coronavirus, altri 4 casi a Locorotondo, il sindaco ai cittadini: «Rispettate voi e gli altri»

 
Calcio
Il Bari dice addio a Berra e Scavone: arrivano al Pordenone

Il Bari dice addio a Berra e Scavone: arrivano al Pordenone

 
Serie B
Lecce calcio, arriva l'attaccante Stepinski in prestito dal Verona

Lecce calcio, arriva l'attaccante Stepinski in prestito dal Verona

 
Il virus
Coronavirus Bari, positivo addetto alle pulizie dell'Amtab: chiuso ufficio

Coronavirus Bari, positivo addetto alle pulizie dell'Amtab: chiuso ufficio

 
Il batterio killer
La Xylella avanza verso Nord: 50 nuovi ulivi infetti nell'area di Monopoli

La Xylella avanza verso Nord: 50 nuovi ulivi infetti nell'area di Monopoli

 
La cerimonia
Bari, 400 pergamene per i laureati durante il lockdown: cerimonia in piazza del Ferrarese

Bari, 400 pergamene per i laureati durante il lockdown: cerimonia in piazza del Ferrarese VD

 
Il bollettino nazionale
Covid 19 in Italia, 1648 contagi e 24 morti nell'ultimo giorno

Covid 19 in Italia, 1648 contagi e 24 morti nell'ultimo giorno

 
Salute
Andria, prelievo multiorgano al Bonomo: 86enne dona fegato e reni. Saranno trapiantati a Bari

Andria, prelievo multiorgano al Bonomo: 86enne dona fegato e reni. Saranno trapiantati a Bari

 
Il virus
Coronavirus in Puglia, attivi 35 focolai in tutta la Regione

Coronavirus in Puglia, attivi 35 focolai in tutta la Regione

 
Nel Potentino
Basilicata, cerca di vendere sui social un pappagallo australiano: denunciato

Basilicata, cerca di vendere sui social un pappagallo australiano: denunciato

 

Il Biancorosso

Calcio
Il Bari dice addio a Berra e Scavone: arrivano al Pordenone

Il Bari dice addio a Berra e Scavone: arrivano al Pordenone

 

NEWS DALLE PROVINCE

PotenzaIl virus
Covid in Basilicata, 16 nuovi contagi in casa di riposo a Marsicotevere

Covid in Basilicata, 16 nuovi contagi in casa di riposo a Marsicotevere

 
BatLa visita
Comunali, Di Maio ad Andria: «Sindaco M5s farà rinascere la città»

Comunali, Di Maio ad Andria: «Sindaco M5s farà rinascere la città»

 
BariL'appello
Coronovirus, altri 4 casi a Locorotondo, il sindaco ai cittadini: «Rispettate voi e gli altri»

Coronavirus, altri 4 casi a Locorotondo, il sindaco ai cittadini: «Rispettate voi e gli altri»

 
FoggiaIl caso
Partecipano a festa di Prima Comunione: 20 contagi nel Foggiano

Partecipano a festa di Prima Comunione: 20 contagi nel Foggiano

 
LecceIl video
Lecce, ecco l’assassino mentre rientrava casa dopo aver ammazzato i fidanzati

Lecce, ecco l’assassino mentre rientrava a casa dopo aver ammazzato i fidanzati. Tutti gli errori del killer

 
TarantoLa celebrazione
Mittal, a Taranto la cerimonia in memoria delle vittime del lavoro

Mittal, a Taranto la cerimonia in memoria delle vittime del lavoro

 
MateraNel Materano
Francis Ford Coppola è cittadino onorario di Bernalda

Francis Ford Coppola è cittadino onorario di Bernalda

 
BrindisiNel Brindisino
Campo di Mare, sbarcati 47 migranti egiziani nella notte: stanno tutti bene

Campo di Mare, sbarcati 47 migranti egiziani nella notte: stanno tutti bene

 

il siderurgico

Acqua allo stabilimento ex Ilva: Regione e Aqp a muso duro

Lettera a Mittal: «Avete l’obbligo di utilizzare i reflui affinati e l’eventuale trattamento non può che essere a carico vostro»

Acqua allo stabilimento ex Ilva: Regione e Aqp a muso duro

Bari - I costi dell’eventuale trattamento aggiuntivo sull’acqua in uscita dal Gennarini-Bellavista non possono che essere a carico di Arcelor Mittal. Regione e Acquedotto Pugliese respingono dunque al mittente le pretese dell’ex Ilva, che in una lettera della scorsa settimana indirizzata tra gli altri al sottosegretario alla presidenza del Consiglio, il tarantino Mario Turco, aveva sostanzialmente subordinato l’utilizzo dei reflui affinati all’interno dello stabilimento alla garanzia che questi avessero caratteristiche chimiche in linea con l’acqua oggi prelevata dal Sinni. Scaricandone la responsabilità, in ultima analisi, sul gestore della rete.

Ma la risposta che la Regione e Aqp hanno recapitato negli scorsi giorni al direttore dello stabilimento di Taranto lascia poco spazio alle interpretazioni. L’Autorizzazione integrata ambientale del 2011 - ricordano Regione e Acquedotto - impone che l’acciaieria utilizzi «prioritariamente» i reflui prodotti dai depuratori civili, a canone fisso (cioè non previa misurazione dei flussi) a carico dell’allora Ilva. Aqp ha proposto di consegnare l’acqua affinata allo stabilimento «senza costi», ma «gli oneri aggiuntivi di trattamento sostenuti dal gestore dell’impianto di recupero per conseguire eventualmente valori limite più restrittivi di quelli previsti» dalle tabelle ministeriali «non potranno che essere ovviamente a carico della società Arcelor Mittal Italia».

Il vantaggio della multinazionale indiana nell’utilizzo dei reflui affinati è evidentemente economico, perché oggi l’acqua prelevata dal Sinni andrebbe pagata all’Ente irrigazione, al costo storico fissato da un vecchio accordo tra Puglia e Basilicata (20 centesimi al metro cubo): moltiplicato per le quantità in gioco (parliamo di numeri variabili tra i 10 e 15 milioni di metri cubi l’anno) sono 2-3 milioni di euro l’anno. I reflui affinati costerebbero zero, salvo l’eventuale costo di super-affinamento che, fanno notare Regione e Aqp, «essendo ad esclusivo servizio» di Arcelor Mittal «non può in nessun caso gravare solo sulla collettività o essere finanziato solo con risorse pubbliche».

La partita sull’acqua dell’acciaieria non è secondaria, perché è fatta di spinte e contro-spinte. Emersa da un oblio decennale dopo una audizione dei commissari dell’ex Ilva al tavolo del Contratto di sviluppo, la questione ha infatti riacceso vecchie polemiche. Ma le pressioni per lasciare tutto così com’è hanno radici lontane da Taranto. Se non avesse più i soldi dell’ex Ilva, per esempio, l’eterno carrozzone dell’Ente irrigazione non saprebbe più come pagare gli stipendi. D’altro canto alimentare il ciclo produttivo dello stabilimento ionico con reflui affinati sarebbe comunque un esperimento, perché mai prima ad ora in Italia un impianto industriale di quella complessità ha rinunciato alle risorse idriche provenienti da una fonte primaria. D’altro canto però il progetto di ultra-affinamento delle acque dei depuratori Gennarini-Bellavista (di cui si parla da 10 anni) è sulla carta in grado di garantire acque con qualità addirittura superiore a quella prevista dal Dm 185/2003, dunque quasi potabile, e - soprattutto - permetterebbe di spostare l’acqua (buona) del Sinni agli usi potabili, liberando circa 500 metri cubi al secondo di picco che potrebbero risultare preziosissimi nelle fasi di crisi, cioè quando gli invasi lucani sono vuoti. 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

LE RUBRICHE

Speciale Abbonamento - Scopri le formule per abbonarti al giornale quotidiano della Gazzetta
Gazzettaffari - Portale di annunci de La Gazzetta del Mezzogiorno
Gazzetta Necrologie