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centrosinistra

Primarie Puglia, Emiliano è il candidato governatore con oltre 70%. In 80mila al voto. Gli sfidanti: «Uniti batteremo la destra»

I dati non ancora definitivi. Il commento del governatore uscente: «Da domani inizia la battaglia per la Puglia»

Pd, Emiliano sbatte la porta: i suoi fuori dalla segreteria

Michele Emiliano

l presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha vinto le primarie del centrosinistra confermandosi il candidato che guiderà la coalizione alle elezioni regionali di primavera, con il 72,9% dei voti (58.887). E' il dato definitivo comunicato dall’Associazione Primarie Puglia 2020 relativo allo scrutinio di ieri sera. A sfidarlo erano il consigliere regionale Fabiano Amati, che ha totalizzato il 13,2% (10.636 voti), l’ex europarlamentare del Pd Elena Gentile con il 10,7% (8.615 voti) e il sociologo Leonardo Palmisano il 3,3% (2.679 voti).

Il risultato più alto Emiliano lo ha raggiunto in provincia di Lecce, dove ha ottenuto l’84% dei consensi, Amati in provincia di Brindisi (50,1%), Gentile in provincia di Foggia (19.9%), Palmisano a Bari (5,1%). Il dato complessivo dei votanti nella regione è di 81.478, di cui 80.817 voti validi. È Bari la città dove ha votato il maggior numero di persone, 7.008, il 76,3% delle quali a favore del governatore uscente. Barletta è, invece, quella dove Emiliano ha ottenuto il maggiori consensi, l’88,4%.

LE PAROLE DI EMILIANO - «Il freddo e la pioggia non hanno fermato i pugliesi, non hanno fermato la coalizione della Puglia che è il nome che la nostra coalizione, la nostra alleanza assume da oggi. Siamo pugliesi e ci siamo uniti nella democrazia partecipata attraverso le primarie con migliaia e migliaia di cittadini che hanno messo su una giornata meravigliosa di democrazia ancora una volta». Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, commentando la sua vittoria alle primarie del centrosinistra.
«Il primo grazie va ai pugliesi. Questo popolo meraviglioso - ha detto - mi ha insegnato a fare il sindaco e mi sta insegnando a fare il presidente della Regione. Penso che qui ci sia qualcosa di diverso dal resto del mondo. I pugliesi sono diversi, sono andati a votare il 12 gennaio, ha cominciato pure a piovere oggi pomeriggio. Ora lo possiamo dire, il risultato era abbastanza scontato e quindi perché sono andati a votare? Più che per far vincere qualcuno, lo hanno fatto per testimoniare per tutti noi, hanno fatto un atto di testimonianza. Sono usciti di casa per dire 'io sto quà. Una cosa così non succede da nessun’altra parte. Questa cosa è bellissime ed è una poesia della politica che va conservata». "Il secondo grazie va ai volontari e il terzo a Leonardo Palmisano, Elena Gentile e Fabiano Amati. Penso che loro - ha concluso - renderanno migliore anche me, perché tutte le critiche che mi hanno fatto durante questa campagna per le primarie le ho ascoltate tutte con grande attenzione».

GLI SFIDANTI - Dopo il successo del governatore uscente Michele Emiliano che alle primarie del centrosinistra in Puglia ha incassato ieri il 70,4% dei consensi con 56.773 voti, i suoi tre sfidanti - l’ex europarlamentare del Pd Elena Gentile, il consigliere regionale del Partito democratico, Fabiano Amati e il sociologo Leo Palmisano (indipendente) - sono "pronti a lavorare tutti insieme» in vista delle regionali in primavera «al fine di contrastare la destra».
«Con il mio risultato, di cui sono molto contenta - ha detto Gentile (12,1%, 9.753) - sarò a disposizione della coalizione perché io voglio vincere, perché sento di poter rappresentare un pezzo di società che chiede un’attenzione differente rispetto al passato: donne, terzo settore, le tante persone che non ce la fanno, i ragazzi e le ragazze di questa regione a cui dobbiamo restituire la speranza di un futuro». «Michele Emiliano ha dimostrato di avere consenso - ha aggiunto - e quindi siamo in campo, con la stessa forza e determinazione di sempre, per non consentire alla destra di scippare questa regione al centrosinistra».
«Ci mettiamo al lavoro per incontrare coloro che ci hanno sostenuto - ha detto Palmisano (3,1%, 2.532) - per capire se abbiamo la forza per coagulare questo consenso e farlo crescere in una lista. Per quanto mi riguarda è fuori di dubbio la nostra adesione alla coalizione. Una ventata di aria pulita che deve spazzare le nubi del sovranismo che incombono sul cielo della regione Puglia».
«Prendo atto del risultato - ha commentato Amati (14,3%, 11.559 voti) - le primarie servivano a decidere il candidato presidente del centrosinistra ed è stato deciso che sarà Michele Emiliano. Ora tutti a lavoro per il voto di primavera». «Bisogna tenere larga la coalizione - ha concluso Amati - e coinvolgere chi non ha partecipato, perché il dato sull'affluenza ha un significato imponente e quindi tutti a lavoro per evitare che la destra possa vincere».

«Il dato dell’affluenza suggerisce di fare al più presto qualcosa, altrimenti le elezioni di primavera potrebbero rivelarsi un disastro». Lo dichiara il consigliere regionale del Pd, Fabiano Amati, all’indomani dell’esito delle primarie del centrosinistra che lo hanno visto arrivare secondo dopo il governatore Michele Emiliano.
Amati, che nelle scorse ore ha annunciato che sosterrà Emiliano candidandosi come consigliere regionale, oggi annuncia che «nei prossimi giorni ascolterò tutti i protagonisti della mia campagna elettorale, a cominciare dai colleghi consiglieri regionali, per valutare e decidere assieme. Per me la condivisione è un valore».
«Come è evidente - prosegue Amati - non è scattato il voto d’opinione, cioè quello che riempie i gazebo e misura l'entusiasmo, forse perché c'è una cattiva opinione su numerose questioni non trattate in questi anni di governo, su cui abbiamo posto più volte la nostra attenzione. Penso che Emiliano abbia vinto le primarie aiutato dal fatto che non c'era un’unica candidatura alternativa, e purtroppo più di una volta avevamo provato a convincere tutti su questa necessità, e per via della decisione di non partecipare - sia pur comprensibile - espressa da alcuni importanti partiti, movimenti politici e cittadini».
«Ciò significa - per Amati - che nonostante il presidente Emiliano abbia avuto dalla sua il prestigio e la popolarità derivanti dalla carica, che pure hanno avuto rilievo, sarebbe stato possibile vincere le primarie se solo ci fosse stata un’unica candidatura alternativa e l’impegno convinto di tutti».
«Sul presupposto che in base all’affluenza si possa ribadire che l’aria politica non è a noi favorevole - conclude - c'è bisogno di fare negli ultimi mesi di legislatura cose così utili da sembrare pazzesche, e soprattutto allargare la coalizione».

IL COMMENTO DI BORRACCINO - «Il risultato delle elezioni primarie in Puglia è positivo. Il fatto che hanno votato 80mila persone, sfidando il freddo e l’umidità, pagando almeno 1 euro, conferma la voglia di partecipazione ancora forte nell’elettorato di Centrosinistra». Lo afferma in una nota l’assessore allo Sviluppo economico della Regione Puglia, Mino Borraccino (LeU), evidenziando che «non è proponibile il confronto con le precedenti primarie del 2014, con 134mila partecipanti, non fosse altro che per il fatto che allora tutte le forze che si riconoscevano nel centrosinistra parteciparono, mentre in questa occasione alcuni pezzi che pure si richiamano a quell'area hanno dichiarato apertamente di non essere interessate alla competizione».
«Emerge con chiarezza - prosegue l’assessore - la vittoria netta del presidente Emiliano, pure in presenza di ben quattro candidature, ciascuna delle quali portatrice di sensibilità politiche qualificate e responsabili».
«Archiviato il risultato positivo - conclude - occorre ora pensare subito alle elezioni regionali vere e proprie, che si avvicinano. Tutti, nessuno escluso, sono chiamati a fare la loro parte, per non dilapidare quanto realizzato in 15 anni di centrosinistra e per non consegnare la Puglia alla destra».

LOIZZO: ORA AVVIAMO PERCORSO UNITI - «Dopo le primarie, uniamoci in un percorso partecipato». Così Mario Loizzo, presidente del Consiglio regionale, commenta le primarie che hanno ricandidato Michele Emiliano a governatore della Puglia.
«Domenica scorsa - sottolinea Loizzo in una nota - la massiccia partecipazione dei pugliesi alle primarie del centrosinistra ha rappresentato un messaggio di fiducia e di consapevolezza che sarebbe sbagliato sottovalutare. Il successo di Michele Emiliano è in realtà il successo di una intera comunità politica che vuole battersi affinché la Puglia non ritorni al passato. Si tratta di un’evidente prova di democrazia con la quale il popolo del centrosinistra ha deciso di scegliere il suo candidato al di fuori delle logiche estranee agli interessi della Puglia, come sta avvenendo per altri, accettando una sfida difficile in termini non puramente difensivi ma propositivi».
«Compito di tutti i protagonisti in campo - prosegue Loizzo . è ora quello di costruire un percorso partecipato che, partendo dal rilancio della attività di governo di questi ultimi mesi, sappia mettere in campo un programma all’altezza delle aspettative di una Regione che in questi anni, nonostante le tante criticità registrate, si è rivelata una delle più attrattive sullo scenario nazionale e oltre. La cultura dell’unità e la fiducia nella nostra gente, debbono spingere a recuperare l’autostima necessaria di una classe dirigente che ha saputo trasformare la Puglia, allo scopo di superare contrasti e diffidenze, in modo che tutti i protagonisti della società civile e dei movimenti organizzati, mettano a fattor comune la loro storia e la loro esperienza per il futuro della Puglia». 

PISICCHIO: ORA VERSO REGIONALI - «L'affermazione di Michele Emiliano dimostra ancora una volta la sua capacità di intercettare le politiche progressiste del centrosinistra pugliese. Un centrosinistra quanto mai vivo, in grado di dare un’offerta politica chiara, trasparente e partecipata». Così gli esponenti di 'Senso civico-Un nuovo Ulivo per la Puglià - l’assessore all’Urbanistica della Regione Puglia, Alfonso Pisicchio e il consigliere regionale Giuseppe Turco - commentano l’esito delle primarie del centrosinistra pugliese.
«Le primarie - sostengono - restano uno strumento utilissimo, alternativo a tutte quelle forze politiche che preferiscono invece restare nei palazzi e decidere le candidature nel segreto delle stanze». «Archiviata la prima sfida - proseguono - occorre non abbassare la guardia. Mettiamoci al lavoro per un programma organico, strutturato e inclusivo».
«Il vero nemico da battere resta la destra oscurantista e populista - concludono - pronta a far tornare indietro la nostra Puglia. La Puglia invece deve andare avanti e deve farlo con Michele Emiliano».

FdI: SCARSA AFFLUENZA -  «I pugliesi hanno risposto alle primarie del centrosinistra come immaginavamo: scarsa affluenza, addirittura molto meno del 2014. I candidati avevano annunciato una festa della democrazia e della partecipazione, ma i pugliesi li hanno già puniti, prima ancora dell’appuntamento elettorale della primavera prossima». Lo affermano in una nota congiunta il coordinatore e il vice coordinatore di FdI Puglia, Erio Congedo e Francesco Ventola, commentando le primarie con cui ieri sera il governatore uscente Michele Emiliano è stato eletto candidato presidente per le regionali in primavera.
«Non avevamo alcun dubbio - aggiungono - dopo la collezione di fallimenti di Michele Emiliano non è stato sufficiente neppure far partecipare al voto studenti universitari fuorisede e stranieri. La Puglia ha detto di voler cambiare rotta».
«Spetta quindi al centrodestra, adesso - concludono - unirsi coeso e compatto per costruire un’alternativa che riconsegni alla Puglia dignità, meritocrazia, progettualità».

L'ACCUSA DI FORZA ITALIA - Sulle primarie con cui ieri il centrosinistra ha scelto il governatore uscente Michele Emiliano quale prossimo candidato presidente della Regione, «ci sono aspetti gravissimi come la 'discesa in campò di alcuni dirigenti della Regione in favore di Emiliano con l’unico intento di salvaguardare privilegi personali anziché preservare il loro ruolo terzo ed imparziale». Lo affermano in una nota il commissario e il vicecommissario di Forza Italia in Puglia, i parlamentari Mauro D’Attis e Dario Damiani.
«Il dato di partecipazione in Puglia alle primarie - proseguono - conferma la scelta dei pugliesi di voltare pagina e di affidare al centrodestra la guida della Regione, così come emerge con chiarezza dai sondaggi delle ultime settimane. Si registra un crollo della partecipazione rispetto alle precedenti primarie del 2014 (da 134.000 a poco meno di 80.000) e c'è il rischio concreto che Emiliano sia chiamato a rappresentare il suo schieramento avendo ottenuto poco più dell’1% del consenso dei pugliesi».
«Il Pd ed i suoi alleati - sottolineano - sono riusciti a portare alle urne poco più dei quasi 60.000 elettori che il centrodestra ha mobilitato per le primarie lo scorso anno solo in sei comuni pugliesi (Bari, Corato, Lecce, Foggia, San Severo e San Giovanni Rotondo)». «Si tratta di un autentico suicidio politico del Partito democratico - concludono - che ha avuto anche la pretesa di far pagare chi andava a votare. Unico dato positivo per loro è che ora hanno incassato 80.000 euro».

LA GIUSTA CAUSA: PREOCCUPA NUMERO VOTANTI - «In Puglia ci sono oltre tre milioni di elettori. Alle ultime elezioni regionali il centrosinistra vinse con il 47,12%, pari a poco meno di 800.000 voti validi: un pugliese su due, infatti, non andò a votare. A queste primarie hanno partecipato circa 80.000 persone, un elettore del centrosinistra su dieci. Erano 200.000 alle primarie del 2010, 134.000 nel 2014. Sono numeri che denunciano una crisi profonda e che dovrebbero preoccupare tutti coloro che hanno a cuore il futuro della nostra regione». Così l’avvocato Michele Laforgia, fondatore dell’associazione politica La Giusta causa, commenta la partecipazione alle primarie del centrosinistra che ha registrato oltre 80.617 votanti.
La Giusta causa, Italia Viva di Matteo Renzi e la Puglia in più del senatore del Pd, Dario Stefano, hanno disertato l'appuntamento con le primarie in polemica con la politica del governatore uscente Michele Emiliano. L’associazione La Giusta causa, attraverso un post su Facebook, spiega i motivi della scelta: «Invocano unità perché il nemico è alle porte: leghisti, sovranisti, fittiani. Ma sindaci di destra - non di centrodestra - chiedono voti per loro, loro aprono le porte ai leghisti (sino a poco tempo fa, anche in Giunta) e sempre loro un tempo definivano Raffaele Fitto fratello salentino».

STEFANO: PLATEA RISTRETTA - «Avevamo ragione noi: i risultati delle primarie sono la rappresentazione in numeri di un approccio amministrativo, ma anche politico di Michele Emiliano che non produce valore aggiunto. Le sue intenzioni erano quelle di allargare il perimetro della coalizione coinvolgendo civismo e moderati del centrodestra, ma il risultato è stato un significativo restringimento della platea di elettori». Lo sottolinea in una nota il senatore del Pd, Dario Stefano, il cui movimento 'La Puglia in più' non ha partecipato alle primarie del centrosinistra con cui ieri è stato eletto il governatore uscente Michele Emiliano quale candidato presidente della Regione.
Parlando di un «calo» rispetto alle primarie del 2014, Stefano evidenzia che «mancano all’appello almeno 55mila elettori del popolo del centrosinistra» nonostante «l'estensione della possibilità di voto ai sedicenni e la partecipazione massiccia di esponenti di destra». «L'affermazione di Emiliano era prevedibile - rileva il senatore - anche» per «la inusuale agibilità negli spazi politici del Pd da candidato non iscritto, rispetto ai partecipanti invece iscritti».
Per Stefano, le «primarie sono state volutamente esautorate" della «loro funzione» di «confronto sulle questioni amministrative come Ilva, Tap e Xylella» e «occasione per condividere una visione della Puglia del futuro». «Ora - conclude Stefano - spero che anche Emiliano vorrà raccogliere questo segnale, altrimenti sarà difficile che torni la Primavera in Puglia».

M5S: SI TORNA A LAVORARE IN AULA - «Finite le primarie del centrosinistra (senza la sinistra), con un risultato più che scontato, ci auguriamo che finalmente si possa ricominciare a lavorare per i pugliesi senza i (finti) siparietti e prove di forza tra i contendenti, che di fatto hanno paralizzato il Consiglio portando addirittura ad approvare il bilancio senza emendamenti». Così i consiglieri regionali del M5s commentano, in una nota, le primarie che domenica hanno ricandidato Michele Emiliano a governatore del centrosinistra.
Un periodo, questo delle primarie, «in cui Emiliano - afferma il M5s - ha solo pensato a farsi campagna elettorale con stabilizzazioni e inaugurazioni spot, ma in cui di fatto non è stato fatto niente: dal piano casa atteso da tutto il comparto e rimandato a data da destinarsi, alla riforma della rete dell’emergenza-urgenza, fino al piano rifiuti che si spera arrivi almeno in Giunta questa settimana per poi passare dalle Commissioni. Tutto bloccato a causa di una competizione di cui tutti già conoscevano l’esito. Poco ci interessano le questioni interne a quello che rimane del centrosinistra, ma ci chiediamo come gli altri candidati, dopo aver più volte denunciato i fallimenti di Emiliano e lo stato in cui versano ad esempio sanità e agricoltura nella nostra regione a causa della sua gestione disastrosa, oggi vadano a braccetto con lui all’insegna del 'volemose benè. Noi continueremo a lavorare per cercare di rimediare ai loro disastri e per elaborare un programma condiviso con i cittadini e basato su dati reali per far rinascere la nostra splendida terra e per permettere ai nostri ragazzi di non dover lasciare la Puglia per lavorare e potersi realizzare. Le lotte per le poltrone - concludono - le lasciamo agli altri, che in questo davvero possono definirsi 'espertì». 

I VOTANTI - Hanno votato in totale 80.608 persone. I dati si riferiscono a 234 seggi sui complessivi 248. Il segretario regionale del Pd, Marco Lacarra, ha espresso «evidente soddisfazione per il risultato straordinario della partecipazione. Quando parlavo di una ipotesi di 50mila votanti era perché c'era preoccupazione rispetto ad un clima che era stato invelenito anche al nostro interno. La competizione c'è stata e la partecipazione è stata assolutamente inaspettata. Abbiamo superato i dati del congresso del Pd di un anno fa, abbiamo superato gli 80mila votanti».
Lacarra ha evidenziato che «le primarie si sono svolte con una regolarità straordinaria, non ci sono state contestazioni o situazioni ambigue. Una vera festa di partecipazione, il punto di partenza per una campagna elettorale difficile. Oggi non abbiamo vinto niente, abbiamo il candidato presidente che sfiderà il centrodestra. Da domani partiamo con la campagna elettorale. Quello che è accaduto fino ad oggi viene archiviato, l'obiettivo è tenere dentro questa coalizione anche tutti coloro che non hanno condiviso il percorso e il metodo con una sola finalità: sconfiggere il centrodestra per evitare che la Puglia torni indietro. Abbiamo bisogno di tutti, anche di coloro che hanno espresso scetticismo in queste settimane».

In realtà una tendenza al calo c'è ma l’astensione di massa del popolo pugliese del centrosinistra dalle primarie non c'è stata.  La soglia dei 50mila voti, prudenzialmente indicata alla vigilia dallo stesso segretario regionale de Pd, Marco Lacarra, è stata superata già nei rilevamenti del pomeriggio. Alle 17 erano oltre 55.700 i cittadini andati a votare (alle precedenti analoghe consultazioni del 2014 alla stessa ora erano stati oltre 77mila) per scegliere il candidato alla presidenza della Regione. 

AFFLUENZA IN CALO RISPETTO AL 2014 - Sull'affluenza (nel 2014 votarono in 134mila) considerata fondamentale anche per valutare la forza della coalizione in vista delle regionali di primavera, hanno probabilmente pesato le polemiche che hanno accompagnato la campagna elettorale condotta tutto sommato in sordina, il disimpegno dei renziani di Italia Viva e di alcune associazioni e movimenti di area. E probabilmente anche il fatto che la vittoria di Emiliano in questa fase non è mai sembrata in discussione malgrado forti dissensi interni alla sua stessa maggioranza.

L’invito a disertare le urne era arrivato in primis dalla ministra pugliese renziana, Teresa Bellanova, che aveva parlato di «primarie farsa» annunciando il disimpegno di Italia Viva, e accusando Emiliano di una «gestione del potere opaca e divisiva». Ma un disincentivo alla partecipazione era arrivato anche dell’ex governatore Nichi Vendola, che in una intervista aveva parlato di primarie «fiction». È prevedibile che l’esito del voto, che quasi certamente porterà alla vittoria di Emiliano, non spegnerà le polemiche interne almeno fino a che resteranno vuote le caselle dei candidati delle altre forze politiche alle regionali pugliesi. I 5Stelle sceglieranno a breve con la consultazione on line il proprio candidato. E' invece ancora in stallo la situazione nel centrodestra dove da tempo l’ex ministro berlusconiano ed ex governatore (sconfitto nel 2005 da Vendola), Raffaele Fitto, approdato a Fratelli d’Italia e sostenuto da Giorgia Meloni, resta bloccato ai box perchè parte della Lega pugliese si oppone alla sua candidatura. Tra gli esponenti salviniani locali, infatti, ci sono diversi ex alleati di Fitto che temono di trovarsi in un vicolo cieco in caso di vittoria dell’ex governatore.

ASSUNTELA MESSINA (SENATRICE PD) - «Una bella festa di partecipazione. Grandissima soddisfazione. Oltre 80mila  presenze in Puglia rappresentano la volontà dei Pugliesi di contribuire fattivamente alla vita politica», ha commentato la senatrice Assuntela Messina - Presidente PD Puglia -.  Oltre il 70 per cento di preferenze per il Presidente Emiliano testimoniano una storia della coalizione che, nel segno della continuità, intende lavorare per un ulteriore salto di qualità della Puglia . Michele Emiliano è il candidato in grado di frenare l’onda sovranista, unitamente al sempre maggiore impegno e responsabilità che tocca a tutti noi interpretare. Con La tenacia, la determinazione e l’entusiasmo per le “buone battaglie”, in nome dell’ Amore per la nostra Terra. Con Michele Emiliano, la Puglia non si ferma». 

ALBERTO LOSACCO (ONOREVOLE PD) - «Per la quarta volta consecutiva, il candidato governatore del centrosinistra è stato individuato da circa centomila elettori attraverso le primarie», commenta il deputato barese del PD, Alberto Losacco. «Da stasera noi abbiamo il nostro candidato, scelto attraverso una bellissima giornata di partecipazione democratica. La destra invece è in attesa di conoscere i risultati dell’Emilia - Romagna e della Calabria, perché la Puglia è solo una tessera nel mosaico di equilibri che nulla c’entrano con l’interesse della nostra regione. È una differenza abissale, di metodo e di sostanza, che mai quanto stasera vale la pena ricordare. Il merito è dei nostri elettori che ogni volta mostrano una generosità, un impegno e una passione davvero incredibili. Da oggi tutto il popolo del centrosinistra sarà con forza e lealtà accanto a Michele Emiliano candidato governatore».

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