Martedì 03 Marzo 2026 | 15:49

Sparatoria a Torre Santa Sabina, Cosimo Saponaro nega di essere il «pistolero»

Sparatoria a Torre Santa Sabina, Cosimo Saponaro nega di essere il «pistolero»

Sparatoria a Torre Santa Sabina, Cosimo Saponaro nega di essere il «pistolero»

 
fabiana agnello

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fabiana agnello

Sparatoria a Torre Santa Sabina, Cosimo Saponaro nega di essere il «pistolero»

L’episodio avvenne il 17 giugno scorso.Secondo la Procura, Saponaro avrebbe inseguito un 42enne e fatto fuoco con una calibro 6,35, colpendolo al fianco destro. Le accuse sono di tentato omicidio e porto abusivo di arma da fuoco

Martedì 03 Marzo 2026, 13:52

Cosimo Saponaro, 35 anni, ha negato ogni responsabilità nell’interrogatorio di garanzia davanti al gip Vittorio Testi, sostenendo di non aver mai impugnato un’arma, né di aver sparato, pur comparendo nei filmati che riprendono le fasi immediatamente vicine alla sparatoria del 17 giugno a Torre Santa Sabina. Negativo, l’esito dello stub, l’esame che rileva eventuali residui da sparo: un dato che, secondo la ricostruzione accusatoria, non basta a escludere l’uso della pistola.

Al termine dell’udienza il giudice ha confermato la misura cautelare e Saponaro resta in carcere. La difesa, rappresentata dagli avvocati Cosimo Deleonardis e Mariangela Calò, sta valutando se proporre ricorso al Riesame.

Secondo la Procura, Saponaro avrebbe inseguito un 42enne e fatto fuoco con una calibro 6,35, colpendolo al fianco destro. Le accuse sono di tentato omicidio e porto abusivo di arma da fuoco, aggravate dal fatto che l’indagato si trovava già in misura alternativa alla detenzione.

La ricostruzione dei carabinieri di San Vito dei Normanni colloca l’origine della tensione in via Monte Bianco, dove tre uomini ritenuti appartenenti alla fazione rivale – oggi indagati – sarebbero arrivati quasi in contemporanea, armati di mazze e bottiglie. Per gli inquirenti il gruppo avrebbe avuto l’intenzione di raggiungere la struttura turistica dove Saponaro lavorava. Le telecamere mostrano l’uomo dirigersi verso un magazzino e poi uscire sistemando qualcosa all’altezza della cintura. Da lì parte l’inseguimento verso via Gran Sasso: la vittima corre, si volta e si tocca il fianco come se avesse percepito un impatto; pochi secondi dopo, nello stesso punto, compare Saponaro. In quell’area sono stati recuperati due bossoli calibro 6,35.

Gli investigatori inseriscono l’episodio in un contesto di ostilità tra due famiglie, già sfociata in passato in scontri e alimentata anche da contrasti di natura sentimentale.

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