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Cariche batteriche elevate per 5 campionamenti su 29 tra foci di fiumi e canali e solo tre sono "fortemente inquinati». Nel mirino restano canali e foci che continuano a riversare in mare scarichi non adeguatamente depurati come lo sbocco della vasca di Boccadoro a Trani (Bat), la foce del canale in contrada Posticeddu sul litorale Apani, a Brindisi e il canale di scarico di Marina di Leuca a Castrignano del Capo (Lecce).

E’ in sintesi l’esito del monitoraggio lungo le coste pugliesi sullo stato di salute delle acque, compiuto dall’equipe tecnica di Goletta Verde di Legambiente e presentato a Bari da Francesco Tarantini, presidente Legambiente Puglia e Mattia Lolli, portavoce Goletta Verde, alla presenza di Vito Colucci, direttore generale Autorità Idrica Pugliese, Vito Bruno, direttore generale Arpa Puglia e del contrammiraglio Giuseppe Meli, direttore marittimo della Puglia e della Basilicata ionica.

«Il risultato del monitoraggio di Goletta Verde è positivo nel suo complesso - sottolinea Tarantini - anche se permangono criticità su tutti i tratti di mare interessati dalle foci di fiumi e canali. Rispetto allo scorso anno non cambia di molto la situazione sul fronte della depurazione: restano 3 gli impianti che continuano a scaricare nel sottosuolo e salgono a 44 quelli soggetti a scarichi anomali. Il 23% dei depuratori pugliesi continua a non essere conforme alla direttiva europea sulla depurazione mentre procedono gli interventi di potenziamento/adeguamento, compresi quelli per il contenimento delle emissioni odorigene. Viste le numerose iniziative finalizzate ad affinare le acque reflue depurate, chiediamo alla Regione Puglia di lavorare per puntare al massimo riutilizzo di queste in agricoltura».

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