Domenica 18 Agosto 2019 | 17:28

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A Trani

Bancarotta, l'ex patron del Bari in cella sarà interrogato lunedì

Altre 4 persone ai domiciliari per reati contro la pubblica amministrazione, tra loro Alberto Altieri, vicepresidente dell'ASD Vigor Trani Calcio, Michele Amato e Emanuele Mosconi. Indagate 10 persone

Bari, pasticcio «F24: indagato Giancaspro

Il presidente del Bari Cosmo Giancaspro

Sarà interrogato lunedì mattina e risponderà alle domande del gip nel carcere di Trani l’ex patron del Bari Calcio, Cosmo Antonio Giancaspro, arrestato ieri dalla magistratura tranese per associazione per delinquere, bancarotta fraudolenta, riciclaggio e auto-riciclaggio, nell’ambito di un indagine della Guardia di Finanza su trasferimenti di denaro alla società Vigor Trani Calcio in cambio di appalti al Comune di Trani.
«Saremo in grado certamente di offrire una ricostruzione completa dei fatti e dare una spiegazione alle operazioni economiche poste a base delle imputazioni - ha detto il difensore di Giancaspro, il professore Vito Mormando - mi riferisco alle contestazioni di riciclaggio e autoriciclaggio. Spiegheremo che operazioni sono e perché, a nostro modo di vedere, non sono illecite».
Oltre Giancaspro sono state arrestate, con concessione dei domiciliari, altre quattro persone: gli ex dirigenti della Vigor Trani Calcio (il presidente Michele Amato, il vicepresidente Alberto Altieri, il tesoriere Michele Bellomo), e l’imprenditore Emanuele Mosconi, tutti ritenuti prestanome di Giancaspro.
I loro interrogatori di garanzia saranno fissati la prossima settimana. Nell’inchiesta sono indagate in stato di libertà altre cinque persone, tra le quali il sindaco di Trani, Amedeo Bottaro, accusato di peculato, abuso d’ufficio e falso.

COSA È ACCADUTO - La Guardia di Finanza di Bari ha arrestato l’imprenditore Cosmo Damiano Giancaspro, ex patron del Bari Calcio, e altre quattro persone, ritenute suoi prestanome, per i reati, a vario titolo contestati contro il patrimonio e la Pubblica Amministrazione, bancarotta, riciclaggio, auto-riciclaggio, peculato e abuso d’ufficio in concorso con pubblici ufficiali.

L’indagine, coordinata dalla Procura di Trani, costituisce uno stralcio dell’inchiesta sul crac dell’azienda Ciccolella di Molfetta. Giancaspro è in carcere, gli altri sono ai arresti domiciliari. Tra gli indagati in stato di libertà per i reati di peculato, falso e abuso d’ufficio c'è anche il sindaco di Trani, Amedeo Bottaro che ha subito un sequestro di beni del valore di circa 46 mila euro. Oltre Giancaspro, anche lui destinatario di un sequestro di beni per 300 mila euro, sono stati arrestati (ai domiciliari) l’ex vicepresidente del Trani Calcio, Alberto Altieri, Michele Bellomo, Michele Amato, Emanuele Mosconi, tutti ritenuti prestanome di Giancaspro. In totale gli indagati sono dieci. Oltre ai cinque arrestati e al sindaco Bottaro, ci sono il dirigente dell’Area Affari Generali e Istituzionali del Comune di Trani Leonardo Cuocci Martorano, il segretario generale del Comune di Trani Carlo Casalino, l'istruttore amministrativo Pasquale Ferrante, il consigliere comunale Diego Di Tondo. Nell’inchiesta della Procura di Trani, Giancaspro che era già ai domiciliari, è indagato nella sua qualità di amministratore di alcune società attraverso le quali avrebbe cercato di entrare in affari con la pubblica amministrazione.

Dalle indagini della Guardia di Finanza di Bari, coordinate dal pm di Trani Silvia Curione, è «emersa l’esistenza di un comitato di affari illeciti, gestito dall’indagato Giancaspro, - spiegano gli investigatori - finalizzati all’ottenimento di appalti pubblici della città di Trani, mediante una strumentale e occulta sponsorizzazione della locale squadra di calcio, la ASD Vigor Trani, realizzata con liquidità provenienti da distrazioni presso altre società riconducibili al gruppo societario di riferimento, tra cui la football club Bari 1908 S.p.A.». Agli indagati sono contestati, a vario titolo, i reati di associazione per delinquere, bancarotta fraudolenta, autoriciclaggio, appropriazione indebita, riciclaggio, peculato, falso e abuso d’ufficio. I fatti contestati risalgono al periodo settembre 2016-luglio 2018. Il sindaco Bottaro, indagato in stato di libertà e destinatario di sequestro e perquisizione presso gli uffici comunali, avrebbe "favorito Giancaspro nell’affidamento di appalti di opere e servizi in seno al Comune di Trani, quale contropartita dell’intervento finanziario, in forma occulta, a vantaggio della Vigor Trani mediante l’utilizzo di prestanome».

LE PAROLE DEL SINDACO BOTTARO - «Sono molto dispiaciuto ma serenissimo come tutte le persone perbene. Mi sono interessato delle sorti della società del Trani così come avrebbe fatto qualsiasi sindaco mosso dall’amore verso la squadra di calcio della sua città ma senza mai compiere illegittimità di qualsiasi natura. Lasciamo lavorare i magistrati. Ai cittadini dico di aver fiducia nel loro sindaco». Lo scrive su Facebook il sindaco di Trani, Amedeo Bottaro, indagato dalla magistratura tranese per i reati di peculato, falso e abuso d’ufficio, nell’inchiesta che oggi ha portato all’arresto dell’ex patron del Bari Calcio, Cosmo Damiano Giancaspro (in carcere) e di altre quattro persone (ai domiciliari), tra le quali gli ex dirigenti della Vigor Trani Calcio, il presidente Michele Amato, il vicepresidente Alberto Altieri e il tesoriere Michele Bellomo. 

Il sindaco di Trani, Amedeo Bottaro, «per ragioni di carattere evidentemente di consenso politico, era giunto a consegnare all’entourage di Giancaspro le chiavi della città». È uno dei passaggi evidenziati dal gip di Trani Lucia Anna Altamura nell’ordinanza di arresto che ha portato oggi in carcere l’ex patron del Bari Calcio, Cosmo Antonio Giancaspro, e ai domiciliari altre quattro persone, ex dirigenti della Vigor Trani Calcio, nell’ambito di una inchiesta nella quale è indagato lo stesso Bottaro su presunti finanziamenti occulti alla squadra tranese in cambio della garanzia «di massima disponibilità» da parte del sindaco, il quale avrebbe dato ai sodali di Giancaspro «una sorta di delega in bianco nella predisposizione di bandi ritagliati su misura per l'imprenditore». Per il giudice, infatti, «il rilancio delle squadre dilettantistiche, sostenuto finanziariamente da Giancaspro, si era dimostrato soltanto la chiave di accesso nelle amministrazioni locali».
Bottaro «con tali scelte operative - scrive il gip - dimostrava l’asservimento, proprio e soprattutto dell’interesse pubblico del Comune di cui era primo cittadino, agli interessi economici della compagine capeggiata da Giancaspro». Il «ritorno» per Bottaro sarebbe stato, secondo gli inquirenti, che «scongiurato il fallimento della squadra di calcio tranese», venisse «riportata in auge la gestione dell’amministrazione comunale in carica».

CRAC BARI CALCIO PER LA GESTIONE DELLO STADIO DI TRANI - Circa 77 mila euro sottratti dalla cassa parcheggi del Bari Calcio e dai conti correnti della società sportiva barese sarebbero finiti nelle casse della ASD Vigor Trani Calcio per consentire all’allora patron del Bari, Cosmo Damiano Giancaspro, di «ottenere occasioni di illecito profitto nella città di Trani, - si legge nelle imputazioni - come l’affidamento temporaneo della gestione dello stadio comunale a condizioni di favore, la creazione di una newco a partecipazione mista, pubblico-privata, che si sarebbe occupata della commercializzazione dell’energia elettrica e del gas, un progetto di efficientamento energetico della città, l'organizzazione di eventi nell’ambito dell’estate tranese, mediante collusione con pubblici ufficiali compiacenti e predisposizione di bandi di gara su misura». Oltre al denaro degli incassi dei parcheggi nelle partite casalinghe della FC Bari, Giancaspro e i suoi presunti sodali avrebbero autoriciclato e riciclato nella Vigor Trani Calcio somme sottratte a diverse società riconducibili al 'Gruppo Giancasprò (Football Club Bari 1908 Spa, Albicocco Srl, Apulia Re Srl, Kreare Impresa srl, Stella Power srl). Dagli atti emerge che a gestire la società sportiva tranese era di fatto Giancaspro, il quale «decideva quando e a quali calciatori o componenti dello staff dovessero essere pagati gli stipendi, stabilendo anche le modalità di pagamento» e «decideva di cambiare i vertici della società individuando i ruoli gestionali sulla scorta di precise strategie». Le indagini hanno rivelato anche il progetto di «acquisire la squadra molfettese del Borgorosso, con l’intento di intavolare affari anche con il Comune di Molfetta». I reati contestati al sindaco Bottaro e ai funzionari comunali riguardano la modifica delle condizioni di affidamento dello stadio comunale alla Vigor Trani, prevedendo, per esempio, gli interventi di manutenzione a carico del Comune e non del concessionario, e stabilendo un fittizio rimborso spese di 46 mila euro alla società sportiva, che in realtà costituiva - secondo gli inquirenti - la restituzione delle somme investite dai soci di Giancaspro.

Secondo quanto si apprende il gruppo stava costituendo una società mista tra pubblico e privato per la gestione di una serie di affari, tra cui la vendita di energia elettrica e la gestione della Lampara di Trani. Per il procuratore di Trani Antonino Di Maio: «Se la Procura di Bari non fosse intervenuta su Giancaspro, probabilmente questa operazione a Trani sarebbe stata portata a termine». «Una indagine del genere - ha detto il colonnello Pierluca Cassano, comandante del Nucleo Pef della Finanza di Bari - richiedono una grande competenza da parte degli investigatori che devono leggere decine e decine di provvedimenti amministrativi estremamente complessi». «I più performanti sistemi anticorruzione - aggiunge il comandante provinciale della Finanza, Nicola Altiero - naufragano quando gli autori delle condotte sono le stesse persone che dovrebbero vigilare». «Dare “le chiavi della città”, parole testuali, ad una associazione per delinquere come è stata riconosciuta dal gip - dice il colonnello Giacomo Ricchitelli, comandante del Nucleo tutela spesa pubblica - non ci stupisce ma ci indigna. Se i controllori non controllano, non se ne esce. Sono in corso le perquisizioni in tre uffici del Comune».

LE PAROLE DEL PM IN CONFERENZA STAMPA - Il pm Curione ha poi aggiunto in conferenza stampa: «I primi contatti da parte del Comune di Trani con il gruppo di Giancaspro sono iniziati a settembre 2016. Il gruppo pretese un segno tangibile da parte del sindaco che fu rappresentato in quel momento storico dalla gestione dello stadio comunale, attraverso alcuni funzionari pubblici che risultano indagati. Venne revocato il vecchio affidamento alla società di calcio Trani, si da un affidamento temporaneo senza gara al gruppo Giancaspro alle loro condizioni e si elabora il bando per un affidamento definitivo. Emerge che il sindaco Bottaro dà disposizione agli uomini di Giancaspro di predisporre il bando, loro stessi diranno "a nostra immagine e somiglianza"» sulla scorta della presunta incapacità dei dipendenti del Comune a occuparsi di questa questione. Bando che noi poi abbiamo trovato in sede di perquisizione», ha sottolineato il pm. «Sì liquidano come fossero state spese sostenute dalla squadra quelli che in realtà sono veri e propri rimborsi ai finanziatori. Sia Giancaspro attraverso le sue società come la Fc Bari, sia altri, hanno finanziato la Vigor Trani in ossequio a questo accordo con Bottaro. C’è dunque questa delibera di giunta che costituisce un vero e proprio peculato». «C’erano molti progetti di ben altro valore economico che non hanno trovato attuazione, verosimilmente anche per via dell’arresto di Giancaspro nel procedimento barese. I soldi nel Trani sono arrivati anche attraverso finti contratti di compravendita che servivano a spostare soldi dalle società di Giancaspro. Circa 80.000 euro vengono dal Bari Calcio, dai soldi dei parcheggi dello stadio che venivano distratti in contanti».

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