Mercoledì 26 Giugno 2019 | 12:57

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Ex Ilva, scuole chiuse: sfiorata rissa al presidio dei genitori a Taranto

Una delegazione di mamme ha incontrato il dirigente scolastico dell’istituto comprensivo Vico-De Carolis

Ex Ilva, scuole chiuse: presidio dei genitori a Taranto

Foto Todaro

TARANTO - Grande tensione e rissa sfiorata tra genitori questa mattina davanti alla scuola Vico del rione Tamburi di Taranto, dove si svolge un presidio di protesta per i disagi causati dalla chiusura temporanea, disposta con ordinanza dal sindaco Rinaldo Melucci, dei plessi scolastici De Carolis e Deledda per la loro vicinanza alle collinette ecologiche dell’ex Ilva sequestrate per problemi di inquinamento.
Durante un confronto con l’assessore all’Ambiente Francesca Viggiano, alcuni genitori hanno litigato tra di loro, manifestando opinioni differenti sulle soluzioni prospettate per la ripresa delle attività didattiche, e la situazione è degenerata. Lo scontro fisico è stato evitato solo per l'intervento della Polizia locale. Molti genitori delle scuole Deledda e De Carolis rifiutano l’ipotesi dei turni pomeridiani e degli spostamenti in altre scuole della città, come l’Acanfora e la Dante. Sarebbero numerosi i disagi perchè, sottolineano, "alcune famiglie hanno figli che frequentano contemporaneamente più scuole e non potrebbero materialmente organizzare diversamente le proprie vite. I nostri figli si vedrebbero negare anche il diritto al gioco e alla spensieratezza perché con le turnazioni pomeridiane non potrebbero più frequentare incontri di calcio, piscina, scuole danza, catechismo e, ancora più importante, diventerebbe impossibile conciliare gli appuntamenti medici o la necessità di far riposare il pomeriggio alcuni bambini che assumono i farmaci, mentre per altri piccoli è difficile abituarsi ai cambiamenti, anche quelli più insignificanti per noi», hanno concluso.

Una delegazione di mamme ha incontrato il dirigente scolastico dell’istituto comprensivo Vico-De Carolis. A quanto si è appreso, sarebbero state prospettate due soluzioni ritenute peraltro insoddisfacenti: doppio turno con orari da rimodulare rispetto a quanto anticipato nei giorni scorsi o lezioni di mattina in una scuola di un’altra zona della città (la Dante Alighieri). Il presidio prosegue in attesa di un confronto con l'assessore all’Ambiente Francesca Viggiano. Sono stati distribuiti volantini informativi per chiedere la solidarietà degli altri genitori «che - hanno spiegato i promotori dell’iniziativa - saranno comunque liberi di portare o meno i propri figli a scuola. Siamo consapevoli che le cause dei problemi che stiamo vivendo in questi giorni sono di responsabilità dell’ex Ilva (ora Mittal) e a seguire del Comune. Siamo preoccupati per la negazione del diritto alla salute e allo studio dei nostri bambini e per le condizioni del nostro quartiere e più in generale della nostra città». I genitori delle scuole Deledda e De Carolis pretendono «l'individuazione immediata di spazi conformi che consentano ai propri figli di continuare a seguire le lezioni scolastiche senza alcuna riduzione nel proprio quartiere». 

I GENITORI TARANTINI: SINDACO DECIDA CON CORAGGIO - «Riteniamo vi siano sufficienti motivazioni a che si possano prendere decisioni, sì, coraggiose, ma in linea con quel senso di giustizia che si respira in ogni articolo della Costituzione italiana, della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, della Dichiarazione dei Diritti del Fanciullo. Un sindaco e una Giunta attenti all’ambiente e alla salute dei propri concittadini saprebbero già cosa fare». Lo scrivono le associazioni Genitori Tarantini Ets e LiberiAmo Taranto in una lettera al sindaco di Taranto Rinaldo Melucci, sollecitando azioni forti che tutelino la popolazione dai rischi derivanti dall’esposizione alle emissioni dello stabilimento siderurgico ArcelorMittal (ex Ilva).
Le associazioni sottolineano che il sindaco può già adottare provvedimenti come ordinanze urgenti e contingibili «a partire dall’applicazione del principio di precauzione enunciato all’art. 191 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea, già introdotto dal trattato di Maastricht e poi ripreso dalla Costituzione europea art. III-233».

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