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Gazzetta, altri 3 giorni di sciopero
«I commissari non rispondono»
Fnsi: violati diritti dei giornalisti

Giornale non in edicola da mercoledì a venerdì. I giornalisti, senza stipendio da due mesi, contestano la gestione dell'amministrazione giudiziaria che non risponde alle istanze

Cari Lettori della «Gazzetta», per il 29 prenotate una copia in più

La Gazzetta del Mezzogiorno, a partire da mercoledì, mancherà dalle edicole per tre giorni per uno sciopero indetto dai giornalisti nell'ambito di un pacchetto di 10 giornate di sciopero decise dall'assemblea di redazione e una delle quali si è svolta già lo scorso 7 gennaio. Lo sciopero riguarderà anche l'informazione on line. Il giornale, dunque, tornerà in edicola il 19 gennaio. Oltre al mancato pagamento degli stipendi da due mesi - i giornalisti hanno percepito appena il 40% della retribuzione di novembre, ma non la tredicesima e lo stipendio di dicembre - contestano il silenzio assordante dei due amministratori giudiziari nominati dal tribunale di Catania che continuano a non rispondere alle istanze dei giornalisti e la cui la cui «azione sembra stridere con la finalità della norma e le stesse aspettative dei magistrati». I giornalisti avevano scritto anche una lettera al Presidente della Repubblica, Mattarella.

Di seguito, il comunicato del Comitato di Redazione:.

Cari Lettori,

la Vostra e nostra Gazzetta da domani e per tre giorni non sarà in edicola per uno sciopero proclamato dal Comitato di redazione al quale l'Assemblea aveva affidato nei giorni scorsi un pacchetto di dieci giornate di astensione dal lavoro, la prima delle quali è stata indetta lunedì scorso, 7 gennaio. Pertanto, torneremo in edicola nella giornata di sabato 19 gennaio prossimo.

Come sapete, ormai da settimane i lavoratori della Gazzetta del Mezzogiorno sono impegnati in una vertenza quanto mai complicata. La confisca della Edisud Spa, società che edita il nostro giornale, disposta dal Tribunale di Catania sezione misure di prevenzione nell'ambito di un procedimento della Procura siciliana, ha amplificato le difficoltà di una situazione finanziaria ed economica già difficile. Il successo del Gazzetta Day, occasione in cui avete dimostrato tutto il vostro affetto e per la quale vi ringraziamo ancora, ha testimoniato quanto sia importante questo giornale per voi tutti.

Purtroppo, tutto questo non è bastato. Dallo scorso novembre lavoriamo senza percepire lo stipendio, fatto salvo un piccolo acconto. Lo abbiamo fatto con grande spirito di sacrificio e con il solo obiettivo di continuare a garantire alle comunità pugliese e lucana il diritto a informarsi, sancito dalla Costituzione. Per questo nostro sacrificio non abbiamo mai ricevuto una sola parola di ringraziamento e incoraggiamento dai nostri datori di lavoro e dalla loro dirigenza.

I due amministratori giudiziari nominati dal Tribunale di Catania e il direttore generale dell'azienda che continua a godere della loro fiducia non rispondono alle nostre istanze. Se lo fanno, non forniscono le informazioni richieste e in ogni caso non ci fanno sapere se, quando e in quale misura il nostro lavoro verrà retribuito. Un silenzio assordante, specie perché proviene da rappresentanti dello Stato, tali sono infatti gli amministratori giudiziari, la cui azione sembra stridere con la finalità della norma e le stesse aspettative dei magistrati.

Val la pena a questo proposito ricordare quanto riferito dal sostituto procuratore di Catania, Fanara, il 25 settembre 2018, in occasione della conferenza stampa sul sequestro-confisca ai beni dell'editore Ciancio Sanfilippo. "A differenza degli imprenditori noi abbiamo dei fini sociali, l'occupazione è il valore sociale dell'impresa per noi è importante nella misure di prevenzione. Noi dobbiamo riportare le azienda da un lato a un utile, dall'altra parte a produrre un bene socialmente utile". E ancora: "Partiamo da una situazione pessima, pensiamo che non sia stata più grave di come sia adesso (...). Pur tuttavia cercheremo di fare l'impossibile anche in ordine al livello occupazionale...e speriamo di avere la possibilità, la professionalità, le capacità di rilanciare addirittura il gruppo imprenditoriale, nell'ambito della piena libertà di editoria e di pensiero".

L'unica proposta più volte ribadita consiste in un piano di "lacrime e sangue" del tutto disgiunto da qualsiasi ipotesi di rilancio del giornale. Più volte abbiamo ribadito che siamo disposti ad affrontare sacrifici come del resto accade ormai da anni. Ma i fatti dimostrano che, in assenza di un serio piano editoriale e industriale, la politica dei tagli fine a se stessi si rivela inutile per non dire dannosa.

Cari Lettori, continueremo ad aggiornarvi sullo stato della nostra vertenza, certi che comprenderete i motivi di una decisione così sofferta e che saprete, come sempre, farci sentire tutto il Vostro sostegno.

LA CONDANNA DELLA FNSI: AMMINISTRATORI INCURANTI - A partire da mercoledì, la Gazzetta del Mezzogiorno non sarà nuovamente in edicola per uno sciopero di tre giorni proclamato dal comitato di redazione a causa della totale assenza di risposte  da parte degli amministratori giudiziari della Edisud Spa, nominati dal tribunale di Catania, sul pagamento delle retribuzioni ai giornalisti, costretti a lavorare senza stipendio ormai da novembre 2018. Al fianco dei colleghi in sciopero per protestare contro una gestione dissennata dell'azienda editoriale  si schierano la Federazione nazionale della Stampa italiana e le Associazioni regionali di Stampa di Puglia e di Basilicata. 

“Non solo il Tribunale di Catania non sta ottemperando alle prescrizioni di legge in materia di retribuzione dei lavoratori, ma gli amministratori giudiziari appaiono totalmente incuranti della qualità del prodotto da mandare in edicola e delle relazioni sindacali con i giornalisti, visto che hanno inspiegabilmente lasciato la gestione dell’azienda nelle mani del direttore generale che l'ha governata in questi anni portandola al disastro economico-finanziario cui dicono di voler rimediare”.

Il sindacato dei giornalisti chiede che sia fatta chiarezza una volta per tutte sulla situazione del giornale e auspica una svolta dalla riunione convocata presso la Task Force della Regione il prossimo 22 gennaio. “Oltre ad assicurare la continuità aziendale e la qualità dell’informazione da parte del principale giornale di Puglia e Basilicata, è dovere da parte dei rappresentanti di un organismo dello Stato rispettare i diritti dei giornalisti, il cui senso di responsabilità ha consentito sinora al giornale di essere in edicola nonostante questi diritti siano stati quotidianamente calpestati da chi è chiamato a governare l’azienda”.

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