Mercoledì 23 Gennaio 2019 | 06:21

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L'allarme batteriosi

La Xylella sbarca in Toscana, timori nel resto d’Italia. In Puglia altri 144 ulivi infetti

Il consigliere pugliese Amati: io aggredito sui social, ho svelato una frode in cui si attribuivano successi infondati alle sperimentazioni Silecc e Scortichini

xylella

Il batterio della Xylella è stato individuato in un giardino in Toscana: appartiene al ceppo Multiplex, diverso da quello che stermina gli ulivi in Puglia. Ora è l’Italia intera a tremare.
I monitoraggi, intanto, si intensificano nel Barese (soprattutto a Polignano a mare) dove sarebbero stati riscontrati segni evidenti di sofferenza su alcuni ulivi.

E il clima politico si arroventa sempre più. «Sto subendo un’aggressione a mezzo social solo perché ho svelato una clamorosa frode comunicativa sulla Xylella, finalizzata a attribuire infondati esiti trionfalistici alle sperimentazioni Silecc e Scortichini. Ritengo perciò utile divulgare la relazione finale del progetto Silecc e attestare l’inesistenza di qualsiasi relazione iniziale, intermedia o finale sulla “cura” Scortichini», afferma il presidente della Commissione Bilancio del Consiglio regionale della Puglia, Fabiano Amati (Pd). «Stiamo assistendo - denuncia - alla divulgazione di esiti trionfalistici sul progetto Sillec da parte degli autori, che però hanno nel frattempo depositato una relazione finale di segno tutt'altro che trionfalistico. E mentre denuncio tutto ciò accade il grottesco: uno degli autori della relazione finale mi dedica un pensiero social aggressivo e inutilmente intimidatorio, chiedendomi notizie sul come io sia entrato in possesso della relazione finale al progetto Silecc e chi me l'abbia consegnato. Mi chiedo: ha forse qualcosa da nascondere? Oppure sta cominciando a crollare il castello di menzogne pagate peraltro dall’amministrazione pubblica? Non è noto che i consiglieri regionali possono accedere a tutti gli atti dell’amministrazione e divulgarne il contenuto? Gli scienziati dell’anti-scienza preferiscono amministratori pubblici che si girano i pollici e disponibili a trasformarsi in palle di gomma a cui tirare pugni?».

Solidarietà ad Amati dal consigliere regionale del Pd, Sergio Blasi: «Esprimo la mia totale vicinanza al consigliere Amati, raggiunto in queste ore da messaggi offensivi e del tutto ingiustificati in merito alla sua smentita circa i presunti successi scientifici riportati dal progetto Silecc nella lotta alla Xylella. Progetto finanziato dalla Regione e nella cui relazione tecnico-scientifica finale, disponibile agli atti per qualunque consigliere regionale, si ammette l’inefficacia dei trattamenti effettuati».
E sulla convocazione da parte dei consiglieri regionali Amati e Pentassuglia dei sindaci della Valle d’Itria, dura la posizione di del presidente del gruppo di Direzione Italia, Ignazio Zullo: «Siamo sconcertati per l'iniziativa dei due consiglieri regionali renziani, Fabiano Amati e Donato Pentassuglia, che domani (oggi per chi legge, ndr) hanno chiamato a Bari, in audizione, tutti i sindaci della Valle d’Itria perché la Xylella ha raggiunto quel territorio. Come dire che siccome è arrivata a “casa loro” in qualità di presidenti, della prima e della quarta Commissione, mobilitano i primi cittadini in un'audizione che a noi di Direzione Italia sembra tanto dal sapore elettorale. Perché sono tante le domande che sorgono spontanee: ma Amati e Pensassuglia non sono forse al governo di questa Regione da svariati anni? Non fanno forse parte della maggioranza che sostiene Michele Emiliano?».

Ma il Servizio fitosanitario regionale della Toscana, a seguito di oltre 1000 rilievi, smentisce: «Non sono state assolutamente evidenziate infezioni di Xylella fastidiosa a carico di olivi». Tra le piante trovate infette, 13 ginestre, 11 poligala mirtifolia, tre mandorli, due calicotome, un rosmarino, una lavanda, un cisto, e un eleagno. L'area interessata, situata nei dintorni di Porto Santo Stefano, è particolarmente isolata dal resto del territorio toscano per la presenza della laguna di Orbetello che la separa dalla terraferma. Non è nota l’origine dell’infestazione, ma tra le ipotesi accreditate l’introduzione nella zona di piante infette o il trasporto di insetti vettori della malattia, provenienti da località poste al di fuori del territorio italiano. Si procederà immediatamente, annuncia il Mipaaft, all’applicazione delle misure fitosanitarie di eradicazione. Verrà inoltre istituita un’area delimitata comprendente la zona infetta interessata, dove ricadono le piante colpite, e una zona cuscinetto circostante di 5 km dove verrà svolta un’attenta sorveglianza.

Da fine settembre ad oggi sono stati individuati in Puglia 144 nuovi ulivi infetti dal batterio della Xylella fastidiosa. Di queste 144 piante, 100 rientrano nell’area della Piana monumentale degli ulivi, ma al momento gli ulivi monumentali infetti risultano solo nove.

IN PUGLIA ALTRE 144 PIANTE INFETTE - Le 144 nuove piante infette si trovano: 41 nella cosiddetta zona di contenimento, e 103 nella zona di ex contenimento (85 piante a Carovigno, 11 a San Vito dei Normanni, 5 a Ostuni e 2 a Ceglie Messapica, in provincia di Brindisi). Non sono stati trovati ulivi infetti nella zona cuscinetto. Nella zona di ex contenimento non vige più l’obbligo di monitoraggio, secondo una decisione dell’Ue, ma la Regione Puglia ha ritenuto comunque utile proseguire.

Queste nuove 144 piante infette rilevate nell’ambito del monitoraggio 2018-2019, si aggiungono alle 3.800 individuate nel 2017-2018 (3.100 abbattute), alle 1.900 individuate nel monitoraggio 2016-2017, e alle migliaia trovate infette tra il 2013 e il 2015.

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