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Xylella e cura con corna di mucche: invitare in commissione gli scienziati in rivolta

Nigro, Uniba: «L'agricoltura biodinamica? Una pazzia totale». Franzoso invita i tre esperti Montemurro, Nigro e Nardone

Xylella, corna di mucche per curarla, rivolta degli scienziati

Un perito agrario nominato da Michele Emiliano come segretario della Task force sulla Xylella va a Milano al congresso nazionale sull’agricoltura biodinamica, per parlare di una ricerca (di cui è coautore) su una «cura» per gli ulivi molto controversa. Il mondo scientifico pugliese è, da giorni, in grande agitazione: la biodinamica è considerata stregoneria o poco più, mentre la ricerca Scortichini (zinco e rame per curare la Xylella) non sembra mantenere le promesse.

Il caso del congresso del Politecnico di Milano, sollevato in una lettera aperta della senatrice Elena Cattaneo, è stato raccontato alcuni giorni fa dalla «Gazzetta». Tra i relatori anche Gianluigi Cesari (la sua posizione è nell’articolo in basso), che andrà a parlare del metodo Scortichini nel consesso dedicato all’agricoltura basata su una strana preparazione (il cornoletame) al chiaro di luna. «La colpa - dice Franco Nigro, docente di Patologia vegetale all’Università di Bari - è di una legge scellerata del ministro Martina che equipara biologico e biodinamico. Una pazzia totale.

Sono previsti investimenti per ricerca e formazione su qualcosa che è al 99% esoterismo e magia». Un approccio, quello biodinamico, che sembrerebbe avere soprattutto motivazioni commerciali, le stesse che hanno spinto la Regione a prevedere finanziamenti all’interno del Programma di sviluppo rurale: secondo fonti di settore, la Puglia è terza in Italia per produzioni biodinamiche. «È allocco il consumatore - dice Nigro -, se crede all’applicazione della polverina di cornoletame al chiaro di luna, non è certo colpa dei produttori». Che, tuttavia, si difendono osservando che la certificazione Demeter (rilasciata in Germania) garantirebbe davvero, a differenza di quelle del biologico, la genuinità del prodotto coltivato senza ricorrere alla chimica di sintesi. «Sono strategie commerciali - secondo Nigro- per screditare quelle aziende che fanno veramente il biologico. Parliamo di un sistema di produzione che, nella migliore delle ipotesi, richiede l’utilizzo di un mastello "biodinamizzatore" in legno, in cui rimestate con una certa ritmica il preparato "speciale"».

Il tema si fa ancora più delicato quando si parla della «cura» Scortichini, un aerosol di zinco e rame che dovrebbe far regredire l’infezione da Xylella. «Stiamo parlando - secondo Nigro - di una ricerca accettata dal mondo scientifica ma che non ha nulla a che fare con la realtà del campi. Quando si ottengono risultati che migliorano la condizione rispetto al non trattato dell’ordine del 10%, siamo in un ambito puramente speculativo che non si può portare in campo. Inoltre, non mi sembra che ci siano risultati sul ripristino della produttività delle piante. Anche perché, purtroppo, dopo qualche anno le piante trattate in quel modo muoiono come tutte le altre». Sul punto, anche la Regione sta mantenendo un approccio cauto, anche perché la ricerca Scortichini fa riferimento a un prodotto commerciale (il brevetto è israeliano). Le altre ricerche finanziate dalla Regione, come quelle sul reimpianto, mirano infatti a trovare soluzioni di lungo corso per tutti, limitandone lo sfruttamento economico. L’imbarazzo è dunque palpabile.

LA REPLICA DEL RICERCATORE GIANLUIGI CESARI - «La Puglia rappresenta una regione importante per la presenza di aziende biodinamiche che alla certificazione da agricoltura biologica aggiungono la storica certificazione Demeter nata nel 1927 in Germania». È quando dice Gianluigi Cesari, barese, segretario della Task force regionale contro la Xylella a proposito della sua partecipazione al congresso nazionale di biodinamica di Milano. «Il mondo della ricerca nel settore agroalimentare - secondo Cesari, smentito però da tutti gli scienziati sentiti dalla “Gazzetta” - negli ultimi anni ha riconosciuto nelle produzioni biodinamiche importanti caratteristiche salutistiche e una gestione di spiccato valore ambientale fornendo un modello da diffondere per la tutela della benessere della popolazione pugliese.

Per questo l’associazione per l’agricoltura biodinamica ha ritenuto importante approfondire l’esperienza che da 3 anni la Regione Puglia finanzia attraverso i 30 progetti finalizzati alla risoluzione del disseccamento degli ulivi e al contenimento della diffusione della Xylella fastidiosa». Tra cui appunto la ricerca Scortichini, che - secondo Cesari - «ha raggiunto risultati significativi descritti in una pubblicazione scientifica e confermata in pieno campo da olivicoltori che ne hanno adottato il protocollo restituendo ad oliveti colpiti dal disseccamento la piena produttività. La ricerca curata dal professor Porcelli dell’Università di Bari permetterà il monitoraggio degli inseetti vettori e il controllo attraverso una metodologia sostenibile ambientalmente. La Regione Puglia continuerà a favorire tutte le ipotesi che possano recuperare la produttività persa in questi anni».

CONVOCARE GLI ESPERTI IN COMMISSIONE - “Accertare la presunta validità scientifica dell’Agricoltura biodinamica. Ma soprattutto, conoscere come la Regione Puglia - suggestionata da tale pratica - intenda programmare la spesa per promuoverla e finanziarla”.  È, in estrema sintesi, il contenuto della richiesta di audizione avanzata da Francesca Franzoso, consigliere regionale di Forza Italia, in modalità congiunta ai presidenti delle commissioni Bilancio e Attività produttive, rispettivamente Fabiano Amati e Donato Pentassuglia. 

Franzoso chiama in causa la delibera di giunta 132 del 2018 dal titolo “The Apulian Lifestyle, per una lunga vita felice”, con cui la Regione prevede, tra le azioni da realizzare, “lo sviluppo di una rete biodinamica della qualità alimentare della Puglia”. Sempre in delibera si prevede la “copertura economica delle spese di attivazione del percorso” attraverso “i fondi a disposizione per la comunicazione Por Fesr 2014-2020”. 

Il consigliere ha quindi chiesto di ascoltare in commissione Cinzia Montemurro, e Franco Nigro, entrambi docenti del Dipartimento di Scienze del Suolo, della Pianta e degli Alimenti dell’Università di Bari, per la parte scientifica; Gianluca Nardone, Direttore Dipartimento Agricoltura delle Regione, per quanto attiene la programmazione regionale dei fondi comunitari destinati all’agricoltura biodinamica. “Emiliano - dichiara Franzoso - ha già sdoganato in Puglia il complottismo sulla xylella, la cura Scortichini, le tesi no vax. Sentivamo la mancanza della stregoneria agricola: le forze astrali e il potere esoterico del cornoletame. È ora di mettere un argine a questa deriva antiscientifica. O, di questo passo, vareremo presto la prima legge regionale sulle scie chimiche”

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