Giovedì 20 Giugno 2019 | 01:02

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L'inchiesta

Bari, quiz esami di guida truccati:
92 indagati, 70 patenti sequestrate

Microcamere e microfoni per suggerire le risposte ai test: costo 3mila euro

patente

BARI - Di certo, dopo avere fornito un aiutino a chi doveva sostenere i quiz per conseguire la patente, segnali stradali e Codice della strada non avevano davvero più segreti. Perché per mesi, in tempo reale, avrebbero fornito le risposte «Vero» o «Falso» ai candidati che baravano durante la prova svolta nella sede della Motorizzazione civile. Una settantina di candidati avrebbe conseguito la licenza di guida in modo illecito, attraverso un complesso meccanismo che consentiva di inviare le immagini della schermata del monitor della scheda d’esame e ricevere via audio le risposte. In tempo reale e a tutta tecnologia.

Del resto, la dotazione prevedeva abbigliamento ad hoc, imbracature, una complessa strumentazione tecnologica per inviare le domande e auricolari per captare le risposte. Un pacchetto all inclusive, comprese le simulazioni, che costava intorno ai 3mila euro. Chiavi in mano, è il caso di dire. E siccome l’organizzazione non lasciava nulla al caso e poiché, si sa, la tecnologia gioca brutti scherzi, nel pacchetto erano comprese anche le prove tecniche di trasmissione. Una simulazione prima dell’esame per verificare che tutto funzionasse al meglio. Altro che il bello della diretta.

Il periodo oggetto delle indagine è compreso tra l’estate 2014 e l’inizio del 2017. In tutto sono una novantina gli indagati, una decina dei quali, compresi presunti esponenti della criminalità barese, accusati anche di associazione a delinquere. Chissà, forse il crimine non paga più come un tempo. Oppure, qualcuno di loro si sarebbe dedicato ad altre attività, sempre illecite, ma meno cruente. I candidati sono invece indagati per avere violato un vecchio Regio decreto del 1925 che punisce sostanzialmente chi copia durante un concorso pubblico. Si tratta della stessa norma, per intenderci, di chi, l’inchiesta risale ormai a una decina di anni fa, barava durante i test di ammissione alle Facoltà di Medicina e Odontoiatria.
In questi giorni l’inchiesta sugli «aiutini» per prendere la patente, coordinata dalla Procura di Bari e condotta dagli agenti della Polizia stradale, ha avuto una parziale discovery a seguito del sequestro preventivo di 70 licenze di guida.

Stando alle indagini, c’era chi istruiva i candidati sulle modalità di utilizzo delle apparecchiature e forniva le istruzioni operative, impartendo anche le direttive perché tutto filasse liscio. Un esperto informatico manteneva i contatti vocali e telematici con i candidati suggerendo le risposte «vero» e «falso». Qualcuno si dedicava alle attività di staffetta e vedetta. Altri erano specializzati nei comandi vocali e telematici. I candidati venivano istruiti nella sede, non lontano da via Gentile, accompagnati negli uffici della Motorizzazione e anche aiutati quando, a test effettuato, c’era da restituire l’attrezzatura così preziosa.

Durante le indagini gli agenti hanno sequestrato computer portatili collegati in rete, modem, auricolari, telefoni cellulari. Anche di qui il sequestro delle patenti, giustificato anche con il pericolo per l’incolumità pubblica degli utenti della strada. Il provvedimento è stato adottato insomma pure per evitare il rischio che i possessori delle licenze che hanno barato ai test, potessero commettere altri reati legati alla loro incapacità di tenere adeguate condotte di guida adeguate. Della serie, chi ti ha dato la patente?...

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