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In Puglia e Basilicata

«Alla Regione Puglia sprechi e consulenze»

«Alla Regione Puglia sprechi e consulenze»
di BEPI MARTELLOTTA
BARI - «Fiumi di sprechi e consulenze», ma ciò che è più grave, «determine assunte dagli 8 direttori d’area senza la benché minima comunicazione pubblica, come invece avviene per gli atti della giunta». Il centrodestra alza il sipario su quello che considera il «vero bluff» del governo Vendola, pronto a «predicare trasparenza» mentre continua a «razzolare in tutt’altra direzione».

08 Maggio 2009

di BEPI MARTELLOTTA

BARI«Fiumi di sprechi e consulenze», ma ciò che è più grave, «determine assunte dagli 8 direttori d’area senza la benché minima comunicazione pubblica, come invece avviene per gli atti della giunta». Il centrodestra alza il sipario su quello che considera il «vero bluff» del governo Vendola, pronto a «predicare trasparenza» mentre continua a «razzolare in tutt’altra direzione».

Sotto accusa il progetto Gaia, ovvero il nuovo modello organizzativo della Regione con gli 8 super-manager, che ha fatto aumentare la spesa perincarichi esterni del 44%: «Basti pensare che, il solo assessorato alla Trasparenza da gennaio 2007 ad oggi ha attuato ben 13 incarichi di collaborazione e consulenza esterna, che costano 336.051 euro l’anno. Non solo - attacca il capogruppo FI Rocco Palese - tra assessorati e presidenza, dal primo gennaio 2009 ci sono 37 contratti di affidamento di incarichi di collaborazione e consulenza che in totale costano 792.886 euro l’anno e alcuni dei quali scadono dopo il mandato della giunta, nel 2011». Atti che spesso, fa intuire An, finiscono in qualche corridoio della magistratura, come l’appalto dei servizi pulizia nelle Asl vinta tramite gara Consip dalla ditta Romeo grazie «alla determina del dirigente degli Affari generali Giorgianni».

Nel mirino, però, finisce anche la sanità, ovvero quella proposta di legge che l’assessore al ramo Fiore aveva presentato come emendamento al Bilancio e che il consiglio aveva rinviato alla giunta. «Vogliono chiudere il recinto dopo che i buoi sono scappati», visto che si blocca il turn over del personale che va in pensione nelle Asl riservando il 50% dei risparmi a spese della Regione ritenute prioritarie e l’altro 50% alle nuove assunzioni nelle Asl ma previa autorizzazione della giunta. «Dopo anni di critiche sul blocco delle assunzioni nella sanità del governo Fitto - aggiunge Palese - eccoli fare lo stesso, replicando ciò che decidemmo con le nostre leggi 28 e 32». Perché i «buoi sono scappati?». Perché «nella Asl di Lecce sono stati recentemente assunte 26 persone e la Asl di Taranto sta per assumerne altre 104, in gran parte amministrativi».

Insomma, un pasticcio «che avviene senza aver prima analizzato - incalza Gianmarco Surico (MIsto) - dei modelli organizzativi. E in base a cosa si chiede alle Asl di ridurre il personale mentre la sola Asl di Bari ha erogato 30 milioni di euro di prestazioni aggiuntive?».

 «Alla Asl di Taranto hanno addirittura preso un consulente - dice Pietro Lospinuso (An) - con il compito di ridurre le consulenze», mentre Francesco Damone (Puglia Prima di Tutto) punto l’indice sul degrado cui sono stati ridotti dal piano salute gli ospedali, ormai «tutti ospedali di base». Ignazio Zullo (Ppdt) ricorda «i piani di zona dei servizi sociali mai partiti» e l’assenza nella «prevenzione degli incendi». Si aggiunge l’Ugl, che tramite Antonio Testini vede nella decisione di Fiore la conferma del fatto che «non è possibile procedere a stabilizzare precari nelle Asl, senza criteri logici».

L'assessore al Personale, Guglielmo Minervini, rintuzza al Pdl: «Ancora una lezione dall'opposizione, forse non sanno che siamo l'unica Regione virtuosa del Mezzogiorno in termini di spesa del personale».
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