Mercoledì 19 Dicembre 2018 | 01:56

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Ferrovie Appulo Lucane

Fal, Colamussi è fuori
Lite Toninelli-Emiliano

Oggi la nomina dell'avvocato brindisino Rosario Almiento. I grillini: «Finora gestione disastrosa»

Fal, Colamussi è fuoriLite Toninelli-Emiliano

il ministro Toninelli

I dieci anni di Matteo Colamussi alla guida di Ferrovie Appulo Lucane si concluderanno oggi alle 14,30, con l’assemblea dei soci in cui il ministero delle Infrastrutture presenterà la lista dei nuovi amministratori. A prendere il posto del manager barese sarà l’avvocato brindisino Rosario Almiento, decisione ufficializzata già lunedì con la trasmissione del dossier per l’assemblea al capo di gabinetto del ministro Toninelli. Ed è questo il contesto in cui, ieri, si è consumata la lite tra Toninelli e Michele Emiliano, con un botta e risposta carico di accuse reciproche.
La Regione accusa il ministro di non aver voluto condividere il percorso di scelta del nuovo presidente, il ministero replica che Emiliano ha rifiutato un incontro a Roma. Dall’entourage del governatore fanno però notare che Emiliano aveva chiesto di vedere il ministro, e che ieri pomeriggio avrebbe dovuto accontentarsi di un sottosegretario visto che Toninelli era impegnato a Berlino per l’Innotrans. Sia gli uni che gli altri concordano su un punto: Toninelli aveva fatto sapere alla Regione di considerare «non negoziabile» la scelta dei vertici di Fal, e in particolare l’ipotesi di una proroga di Colamussi. Da qui la decisione di Emiliano di non accettare, per stamattina, un incontro con il ministro.
«Riteniamo imprescindibile la discontinuità, anche perché la gestione di Colamussi non è stata così brillante quanto oggi Emiliano vorrebbe far credere», spiega chi nei Cinque Stelle ha seguito da vicino la questione. È infatti possibile che il nuovo cda chieda a Colamussi di dimettersi dalla carica di direttore generale (ha un contratto fino al 2022), come peraltro lo stesso manager barese si era offerto di fare la scorsa settimana in un colloquio con il capo di gabinetto del ministro.
Resta la grande irritazione della Regione, emersa quando la «Gazzetta», il 7 settembre, aveva dato notizia della designazione di Almiento, attuale numero uno della Ctp di Brindisi nonché esponente del Cotrap, il consorzio che gestisce i servizi su gomma in Puglia. Proprio a seguito di queste voci Emiliano aveva deciso di chiedere un incontro a Toninelli, per manifestargli i timori relativi alla continuità degli interventi infrastrutturali (il raddoppio del tratto pugliese della Bari-Matera, finanziato dalla Regione con fondi europei). «Se Emiliano avesse accettato l’incontro, lo avremmo rassicurato sulla volontà di garantire l’effettuazione delle opere per Matera 2019», dicono dal ministero. Che ribadisce «la piena disponibilità del ministro alla collaborazione istituzionale con tutti i livelli di governo interessati al raggiungimento degli obiettivi nell'interesse dei cittadini della Puglia e della Basilicata».
La scelta di Almiento non è comunque stata semplice, perché pure tra i parlamentari Cinque Stelle del territorio si è aperta una discussione serrata: l’avvocato brindisino è finora stato sostenuto dal Pd nell’incarico in Ctp, incarico che potrebbe mantenere dando una spallata agli attuali equilibri nella governance dei trasporti. Oggi in Puglia c’è una separazione netta tra gomma (con il Cotrap) e ferro, e portare Fal nell’orbita dei primi indurrà senz’altro uno scossone. Scontenti anche i grillini lucani, che avrebbero voluto un esponente del proprio territorio.
A sparare ad alzo zero su Emiliano, difendendo indirettamente la scelta di Almiento, sono i consiglieri regionali pugliesi dei Cinque Stelle: «Oggi la situazione delle Fal è tutt'altro che rosea e lo dimostrano le quotidiane lamentele dei pendolari. Se il raddoppio è in ritardo la responsabilità non può che essere di Colamussi, Emiliano e Giannini». Ha replicato Giannini parlando di «mistificazioni»: «Su quei cantieri non c’è nessun ritardo, sono stati avviati e proseguono regolarmente. Treni e bus hanno l’età media più bassa d’Italia. Non ci risultano proteste dei pendolari. I consiglieri contraddicono anche quanto rilevato sul posto dal loro ministro Barbara Lezzi».

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