Sabato 07 Marzo 2026 | 07:12

Il gruppo Facebook «Mia moglie» fondato da un 70enne di Lecce. Lui è morto, la vedova è indagata: «Ha usato i miei documenti»

Il gruppo Facebook «Mia moglie» fondato da un 70enne di Lecce. Lui è morto, la vedova è indagata: «Ha usato i miei documenti»

Il gruppo Facebook «Mia moglie» fondato da un 70enne di Lecce. Lui è morto, la vedova è indagata: «Ha usato i miei documenti»

 
Redazione online

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«Mia moglie», il gruppo Facebook sessista era gestito dall'account di un 70enne leccese (deceduto): le indagini

La Polizia postale ha eseguito in Salento i decreti di perquisizione emessi dalla Procura di Roma: nei guai anche l'ex fidanzato della figlia

Sabato 10 Gennaio 2026, 10:01

11 Gennaio 2026, 08:07

Era un 70enne leccese (nel frattempo deceduto) l'ideatore e il gestore della pagina Facebook «Mia Moglie», oggetto di numerose segnalazioni ad agosto 2025 al sito della Polizia Postale www.commissariatodips.it che hanno condotto alla sua chiusura. E' quanto emerso oggi quando si è avuto notizia dell'esecuzione da parte della Polizia dei decreti di perquisizione emessi dalla Procura di Roma e delegati agli operatori del Servizio Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica, del Cosc di Bari e della Socs di Lecce: la moglie del 70enne, di 52 anni, e l'allora fidanzato della figlia, sono indagati per diffusione illecita di immagini e video espliciti e diffamazione aggravata.

A seguito della segnalazione della Polizia Postale, il gruppo - costituito da migliaia di utenti che condividevano e commentavano immagini di donne, definite nei commenti mogli o compagne, pubblicate verosimilmente senza il consenso delle persone ritratte - è stato definitivamente chiuso da Meta. Sono centinaia le denunce presentate nel frattempo da chi lamenta di aver trovato pubblicate senza consenso le proprie foto.

I DETTAGLI DELL'INTERROGATORIO

La 52enne è stata interrogata per diverse ore negli uffici della questura di Lecce, assistita dall'avvocato Salvatore Rondine, negando di avere alcuna responsabilità nella creazione e nella gestione del gruppo Facebook in cui, secondo la difesa, sarebbero anche state pubblicate sue immagini. A creare la pagina social - ha infatti detto la donna - sarebbe stato il marito 70enne, morto a marzo 2025, prima che scoppiasse lo scandalo. Gli investigatori della polizia postale hanno individuato le utenze telefoniche attraverso le quali era stata creata la pagina, identificando gli intestatari nella 52enne e nel 24enne ex fidanzato della figlia. La donna ha spiegato che sarebbe stato il marito a usare l'account Facebook intestato a lei per attivare la pagina "Mia Moglie", che però è rimasta attiva anche dopo il decesso dell'uomo insieme all'account usato per gestirla.

La Procura di Roma con il pm Ilaria Corda ha disposto il sequestro di tutti i dispositivi informatici nella disponibilità dei due indagati: telefoni, computer, pen drive, hard-disk, notebook, fotocamere e videocamere, per estrapolare anche la corrispondenza telematica e le chat contenenti messaggi di testo, audio, foto e video, che saranno analizzati attraverso una consulenza tecnica.

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