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Bari, 4 arresti per la faida
nel clan del boss pentito
trovato anche un bazooka

Armi sequestrate

BARI – C'è anche un bazooka, trovato - nell’ottobre scorso – nascosto in campagna sottoterra, nella disponibilità di un gruppo di presunti affiliati al clan di stampo mafioso "Di Cosola" nei cui confronti i Carabinieri hanno eseguito dalle prime luci dell’alba un provvedimento di custodia cautelare emesso dalla Direzione Distrettuale antimafia di Bari. Le persone raggiunte dal provvedimento di custodia cautelare sono personaggi di spicco della criminalità organizzata barese e dovranno rispondere di associazione per delinquere di stampo mafioso aggravata dall’uso delle armi.

Gli arrestati sono: Luigi Guglielmi, 33enne di Bari, pluripregiudicato, affiliato al clan Mercante, il quale è accusato di “gestire” le attività illecite contro il patrimonio, su Bari e Bitritto, principalmente estorsioni e traffico di stupefacenti; Giovanni Martinelli, 48enne di Bari, già affiliato al Clan Di Cosola, pluripregiudicato, già condannato per associazione mafiosa, gerente del traffico di stupefacenti nella zona di Bari, Ceglie e Bitritto; Carlo Giurano, 31enne di Grumo Appula, affiliato a Luigi Guglielmi, pluripregiudicato; Alfredo Sibilla, 29enne di Bari, affiliato al clan Di Cosola, pluripregiudicato e “specializzato” nella gestione delle estorsioni, delle rapine, oltreché più volte arrestato per detenzione di armi.

Al clan si potevano affiliare anche ragazzini minorenni che dovevano sottoporsi a particolari prove. Tra le singolarità del metodo di affiliazione al clan la presenza appunto dei cosiddetti «promessi». Una specie di stagisti ai quali i clan assegna compiti criminali da portare a termine per guadagnarsi l’affiliazione.


Quella odierna è la conclusione di indagini, durate mesi, nel corso delle quali sono state verificate circostanze riferite da collaboratori di giustizia a seguito anche di un’altra operazione dei Carabinieri, chiamata "Pilastro", che permise l'arresto nell’aprile scorso di 64 presunti affiliati. Le indagini hanno consentito di recuperare numerose armi, anche da guerra e persino il bazooka (recuperato nelle campagne lo scorso 23 ottobre), tutto materiale a disposizione degli arrestati.

L’operazione “Pilastro”, che durante la primavera scorsa aveva di fatto quasi annientato il clan Di Cosola, ha creato le indispensabili premesse perché il boss dei boss, Antonio, decidesse di collaborare. Di qui altri pentimenti eccellenti a catena che hanno, nell’insieme, delineato un quadro dettagliato che è stato puntigliosamente riscontrato dalle indagini dei Carabinieri relativamente agli elementi più pericolosi rimasti in libertà, in contrapposizione agli storici nemici, gli ”Strisciuglio”. 

La Direzione Distrettuale Antimafia ha così deciso di intervenire per frenare il ritorno in auge dei “Di Cosola”, disinnescando la violentissima lotta sorta al suo interno, per acquisirne la leadership ed il controllo criminale delle aree d’influenza in Bari e provincia. In particolare, è stata documentata l’accesa contrapposizione scoppiata tra le varie articolazioni interne ai gruppi criminali. Lo scontro era già sfociato, nel decorso mese di novembre, in due gambizzazioni.

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