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cerignola

Calano le classi a tempo pieno
per i costi del servizio mensa

Si paga da uno a 4 euro in asili e elementari in base ai redditi

Calano le classi a tempo pieno per i costi del servizio mensa

Gennaro Balzano

CERIGNOLA - Si riduce sempre più il numero di classi a tempo pieno nelle scuole di Cerignola organizzate a 40 ore settimanali, suddivise in 8 ore al giorno per 5 giorni, con pranzo a scuola. Un modello pensato innanzitutto per dar luogo ad una didattica che si espleti quasi totalmente tra le mura scolastiche; ma anche una risposta sul fronte sociale a quelle realtà non adeguatamente supportate da servizi socio-educativo. Ne è convinto il consigliere comunale e provinciale Tommaso Sgarro. «I dati sul tempo pieno nelle scuole primarie e dell’infanzia di Cerignola» afferma «sono preoccupanti. Parliamo di scuole che agiscono in quartieri con una forte presenza di deprivazione sociale ed economica, dove il tempo pieno scolastico rappresenta l’unica valida possibilità che i bambini hanno di passare il più possibile tempo in un “ambiente protetto”».

Nel commentare i dati sul decremento degli studenti che frequentano le classi del tempo pieno a Cerignola, Sgarro ricorda come «alla scuola “Carducci” in tre anni ci siano 5 classi con il tempo pieno in meno; alla “Cesare Battisti” quest’anno si è passati da 14 a 12 classi. E non va meglio per la scuola dell’infanzia. Qualcosa va cambiato». Tra le cause di questo calo Sgarro individua i costi e le esenzioni, una battaglia che viene da lontano, già ai tempi dell’amministrazione Giannatempo. «Le attuali tariffe per il servizio non prevedono fasce di esenzione, se non per i nuclei familiari che con due o più minori che usufruiscono del servizio e un Isee compreso tra 0 e 3mila euro. Troppo poco» rimarca il consigliere «Tra i numerosi interventi richiesti dall’organizzazione “Save the children” per combattere la povertà minorile in Italia vi è quello della gratuità della mensa per tutti i bambini e le bambine i cui genitori versano in difficoltà economiche gravi. Secondo le attuali tariffe chi ha un unico figlio minore e ha un reddito sotto i 3mila euro di Isee comunque deve pagare un euro a pasto. Sempre dallo stesso report però la quota di Isee minima entro cui far rientrare la fascia di esenzione è quella da 0 a 5mila euro. Non va meglio a Cerignola per le altre fasce da 3mila a 7mila euro di Ise il bollino mensa costa 2 euro (per oltre 3mila euro Isee), 3 euro (per oltre 7mila euro di reddito) e 4 euro per oltre 10mila euro di reddito».

Costi che seppur minimi, per quelle famiglie in difficoltà risultano proibitivi. «Autentico stillicidio per le famiglie, specialmente quelle più povere, che costringe a ritirare i figli dalle classi a tempo pieno o a non farli partecipare al momento della mensa. Occorre intervenire sulle tariffe, reperire le risorse in vista del prossimo bilancio di previsione per inserire la fascia di esenzione sotto i 5mila euro di Isee. Non possiamo abbandonare la strategia del tempo pieno per le importanti ricadute pedagogiche e sociali che ha sulla città. A tale scopo interrogherò» conclue Sgarro «l’sssessore alla pubblica istruzione Petruzzelli, per impegnare la giunta su questo punto».

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