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Catturato Tommaso Cantatore

Foggia, preso il «pistolero»
voleva uccidere il nipote

L'uomo dormiva in auto nel parcheggio di una clinica privata, accanto aveva l'arma con il colpo in canna

Foggia, preso il «pistolero»voleva uccidere il nipote

Rintracciato nella nottata e fermato dalla Polizia il presunto pistolero che martedì pomeriggio in via Donato Menichella avrebbe tentato di uccidere con tre colpi di pistola il nipote di 34 anni, rimasto illeso, ennesimo e più grave episodio di una disputa datata tra l’indagato e alcuni familiari per un appartamento conteso. Tommaso Cantatore, 57 anni, originario di Ruvo di Puglia e residente a Foggia, nella tarda mattinata di ieri è stato trasferito in carcere, in attesa di comparire nei prossimi giorni davanti al gip per fornire la propria versione dei fatti. Gli agenti della sezione reati contro la persona della squadra mobile e i colleghi del Reparto prevenzione crimine di Cosenza l’hanno sottoposto a fermo di polizia per tentato omicidio del nipote, porto e detenzione illegale di una pistola calibro 9 con i numeri di matricola limati e di una cinquantina di proiettili. Sequestrati pistola e munizioni, oltre a un’ascia e agli indumenti che l’indagato avrebbe indossato al momento della sparatoria.

Le ricerche di Cantatore - già arrestato sempre dalla squadra mobile il 7 settembre di un anno fa quando fu posto ai domiciliari per stalking e tornato libero lo scorso 22 giugno dopo essere stato condannato qualche settimana prima a 2 anni e 5 mesi - si sono concluse alle 2 di notte, quando una pattuglia del Reparto prevenzione crimine di Cosenza (rinforzi arrivati in città negli ultimi giorni per aumentare il controllo del territorio) hanno notato la «Volvo V70» grigia del sospettato parcheggiata nel cortile della clinica «San Francesco» su viale degli Aviatori. L’auto era stata segnalata dal giorno della sparatoria come quella su cui poteva viaggiava il presunto pistolero: i poliziotti l’hanno notata parcheggiata ed hanno così proceduto con tutte le cautele del caso al controllo, visto che la persona da cercare era armata. I poliziotti hanno circondato la macchina, svegliato Cantatore che stava dormendo all’interno, invitandolo a uscire dall’abitacolo: l’indagato ha subito obbedito. La perquisizione dell’auto ha portato al rinvenimento di una pistola marca «Walter» calibro 9 con colpo in canna, 8 nel caricatore e ulteriori 52 munizioni dello stesso calibro, ascia e indumenti.

Tommaso Contatore è stato condotto dall’«Rpc» negli uffici della Questura, dove insieme ai colleghi della squadra mobile si è proceduto al fermo per tentato omicidio e porto e detenzione illegale di pistola e munizioni: le formalità si sono concluse nella tarda mattinata di ieri quando il presunto pistolero è stato trasferito nella casa circondariale del capoluogo dauno. I poliziotti hanno cercato ininterrottamente Tommaso Cantatore, sia a casa sia nei luoghi solitamente da lui frequentati, dall’immediatezza dell’aggressione avvenuto alle 18 di martedì 29 agosto in via Donato Menichella.

L’indagato voleva uccidere - dicono gli investigatori - un nipote di 34 anni, figlio di uno dei fratelli. Il giovane era fermo in via Menichella appoggiato a un’auto parcheggiata, in attesa dell’arivo di un conoscente quando era sopraggiunto, stando alla ricostruzione della Polizia basata su testimonianze e video, Tommaso Cantatore a bordo di una bicicletta. L’indagato era sceso, aveva esploso 3 colpi di pistola calibro 9 (sull’asfalto la «scientifica» aveva recuperato bossoli e ogive) contro il nipote prima che la pistola s’inceppasse: era quindi scappato sempre in bicicletta, facendo perdere le proprie tracce. La vittima designata era rimasta illesa, mentre un proiettile si era conficcato nella carrozzeria della «Matiz» ov’era parcheggiato il giovane. Anche nella giornata di mercoledì pare che la presenza del sospettato pare fosse stata segnalata vicino casa di un parente, ma quando la Polizia era intervenuta di Tommaso Cantatore non c’era traccia: le ricerche si sono concluse alle 2 di notte col fermo del presunto pistolero e il sequestro dell’arma.

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