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l'offensiva dello stato

«Bene così la lotta
alle mafie foggiane»

Il ministro Minniti si congratula con il generale dell'Arma

«Bene così la lotta alle mafie foggiane»

Ci sono anche le congratulazioni del ministro dell’Interno all’Arma dei carabinieri per gli arresti in serie e i sequestri di armi e droga eseguiti nel Foggiano, nell’«offensiva» lanciata dallo Stato contro la criminalità, organizzata e non, dopo il quadruplice omicidio della mattina del 9 agosto sulla strada «Pedegarganica». Il ministro Marco Minniti ha telefonato al comandante generale dei carabinieri Tullio del Sette per congratularsi per l'operazione eseguita nei giorni scorsi che ha portato all’arresto di un giovane di San Marco in Lamis trovato in possesso di pistola, fucile a canne mozze e visore notturno a raggi infrarossi (come pubblicato nell’edizione di ieri, ndr). «Si conferma così la dura risposta dello Stato alla criminalità organizzata» ha sottolineato il ministro Minniti «e per questo voglio ringraziare l’Arma per il grande impegno e la professionalità che sta impiegando quotidianamente nella lotta alla criminalità organizzata, in particolare nella provincia di Foggia. Dopo il quadruplice omicidio un mirato servizio di controllo del territorio ha portato all’arresto finora di 12 pericolosi soggetti pregiudicati, al sequestro di 14 armi pronte all’uso, munizioni, caricatori, visori notturni e oltre 10 chili di droga».

All’indomani della strage, il ministro Minniti presiedette a Foggia in prefettura una riunione straordinaria del comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica con i vertici nazionali di Arma, Guardia di Finanza e Polizia, annunciando che la risposta dello Stato sarebbe stato durissima e che ogni due mesi, sempre a Foggia, ci sarebbero state riunioni operative per fare il punto sulla situazione. Duplice la strategia decisa nel vertice in prefettura di 13 giorni fa, al quale erano presenti anche pm della Dda di Bari e della Procura di Foggia: da una parte far luce - ossia individuare e catturare - mandanti ed esecutori del quadruplice omicidio; dall’altra rafforzare il controllo del territorio con un piano di interventi, perquisizioni, posti di blocco senza precedenti nella storia della Capitanata, grazie anche all’invio di 192 rinforzi convogliati nel Foggiano da tutta Italia e che sono andati ad aggiungersi alle forze dell’ordine locali (poco meno di 2100 tra finanzieri, carabinieri e poliziotti operano in Capitanata).

Le indagini sulla mattanza proseguono nel massimo riserbo per individuare il commando di almeno 4 sicari armati di mitra Kalashnikov, fucile caricato a pallettoni e pistola che per uccidere Mario Luciano Romito, 50 anni manfredoniano libero da 6 giorni ed esponenti di spicco dell’omonimo clan, non esitò ad ammazzare anche il cognato e concittadino Matteo De Palma di 44 anni che gli faceva da autista guidando un «Volkswagen Maggilone»; e i fratelli Luigi e Aurelio Luciani, 47 e 43 anni, agricoltori di San Marco in Lamis, in transito sulla «Pedegarganica» con il loro «Fiat Fiorino pick up», inseguiti e crivellati di colpi di mitra quali potenziali scomodi testimoni o forse perché erroneamente ritenuti in compagnia di Romito.

Sul fronte del controllo del territorio, il piano predisposto dalla Questura di Foggia d’intesa con comandi provinciali di Arma e Giamme gialle ha diviso la Capitanata in 5 macro-aree dove sono stati concentrati i rinforzi: Foggia; Cerignola-Orta Nova; Vieste; Manfredonia-Mattinata-Monte Sant’Angelo; e San Severo-Apricena-San Marco in Lamis. I bilanci provvisori di questi controlli sono stati resi noti nelle ultime ore e negli ultimi giorni da carabinieri e Polizia. I carabinieri dall’11 al 18 giugno, grazie anche all’arrivo dei «cacciatori di Calabria e Sardegna», specializzati in ricerche e perquisizioni in zone impervie, hanno arrestato in flagranza 24 persone per armi, droga, ricettazione, rissa, furto, rapina e ne hanno denunciate a piede libero altre 25 per reati vari, sequestrando quasi 11 chili tra cocaina, marijuana e hashish; 6 pistole; 3 fucili; 2 bombe artigianali; silenziatore, visore notturno, giubbotto antiproiettile e tutto il necessario - maschere, cappucci, passamontagna, caschi e guanti - per camuffarsi.

Il bilancio reso noto dalla Questura il 17 agosto dei primi cinque giorni di controlli parlava di 1425 persone controllate di cui 361 pregiudicate e 43 straniere; 620 auto fermate; 130 posti di controllo; 24 perquisizioni personali e 8 domiciliari; 73 multe per violazioni del codice stradale; 29 sequestri di auto e scooter; 2 arresti e 6 denunce a piede libero.

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