Un drone che trasportava droga e telefoni è stato intercettato da un’agente della polizia penitenziaria in servizio sul muro di cinta del carcere di Foggia, mentre volava in direzione del penitenziario. Il drone è stato colpito dalla scarica di un jammer, strumento utilizzato come disturbatore di frequenze, perdendo il pacco che trasportava. Lo rende noto il segretario nazionale del Sappe (sindacato autonomo polizia penitenziaria) Federico Pilagatti.
L’episodio risale alla mezzanotte di sabato. Il personale in servizio - fa sapere il Sappe - ha recuperato un pacco abbandonato dal drone contenente tre telefoni cellulari e sostanza stupefacente, hashish e marijuana, mentre il drone, dopo lo stordimento dovuto alla scarica del jammer, ha ripreso a funzionare venendo recuperato da ignoti all’esterno del carcere.
Il sindacato sollecita nuovamente «l'amministrazione penitenziaria ad intervenire con urgenza al fine di ridurre il sovraffollamento del penitenziario foggiano, il più alto della nazione (+220%), nonché inviare un nucleo di almeno 50 unità di poliziotti penitenziari, poiché la lotta si fa serrata non solo all’interno, anche all’esterno del penitenziario come i continui viaggi di droni dimostrano».
















