Quattro condanne a complessivi 36 anni e 2 mesi, e una prescrizione nel processo d’appello “Araneo” a 5 foggiani accusati di traffico e spaccio di cocaina, hashish e marijuana. Coinvolti anche 2 esponenti della “Società”: Gianfranco Bruno detto il primitivo, e Giuseppe Albanese alias “Prnion”. La terza sezione della corte d’appello di Bari ieri pomeriggio ha inflitto 13 anni e 6 mesi al quarantottenne Bruno a fronte dei 18 anni della sentenza di Foggia del 13 settembre 2023; è stato riconosciuto colpevole di essere a capo dei trafficanti di droga e di 1 episodio di spaccio, con prescrizione da altre 4 imputazioni analoghe. Condanna a 6 anni e 8 mesi contro gli 8 anni del primo verdetto, per il quarantaseienne Albanese responsabile di traffico di droga con prescrizione di un’imputazione di spaccio.
Otto anni a testa per traffico e spaccio con prescrizione per ulteriori accuse di cessione di droga al trentottenne Giovanni D’Atri e a quarantacinquenne Luigi Valletta a fronte dei 13 anni e 8 mesi comminati a Foggia. Prescritte le 3 accuse di spaccio contestate al trentottenne Daniele Vittozzi: in primo grado gli furono inflitti 3 anni. Il pg Marcello Barbanente chiedeva 14 anni per Bruno; 7 per Albanese; 11 per Valletta; 8 anni e 9 mesi per D’Atri; prescrizione per Vittozzi. Gli avv. Francesco Santangelo, Michele Sodrio, Rosario Marino e Carlo Alberto Mari sollecitavano assoluzioni e/o condanne ridotte al minimo.
In 16 furono arrestati dai carabinieri nel blitz “Araneo” il 26 ottobre 2020. La Dda chiese 30 rinvii a giudizio per 70 imputazioni per fatti del luglio/dicembre 2016: traffico di droga aggravato dalla mafiosità per metodi usati, aggravante caduta nel processo a Foggia; 66 episodi di spaccio; 3 di detenzione illegale e ricettazione di munizioni. Il processo si divise: 11 imputati patteggiarono e/o furono giudicati e condannati con rito abbreviato; 19 processati dal Tribunale di Foggia che ne assolse 14 e condannò i 5 (ora giudicati a Bari) a 55 anni; la Dda chiedeva 1 assoluzione e 18 condanne a 123 anni.
Erano già detenuti Bruno e Albanese quando le ordinanze cautelari per Araneo furono notificate in cella. Bruno, già condannato per 2 tentativi d’omicidio connessi alle guerre di mafia del 2002/2003 e del 2007, è di nuovo in cella da gennaio 2019 per scontare 14 anni e 10 mesi quale mandante di 3 tentativi di triplice omicidio ordinati per vendicare la morte del cognato Rodolfo Bruno, cassiere del clan Moretti assassinato il 15 novembre 2018. Albanese è detenuto da novembre 2018: condannato in primo grado all’ergastolo per l’omicidio di Rocco Dedda del gennaio 2016 collegato alla guerra tra i Moretti e i Sinesi/Francavilla; a 20 anni per aver tentato di uccidere il boss rivale Roberto Sinesi; a 11 anni e 4 mesi per mafia e tentata estorsione inflitti in Decimazione.
Bruno è ritenuto il capo dei trafficanti. Secondo l’accusa “determinava prezzo e tipo di droga da spacciare; coordinava l’attività dei sodali; sceglieva i rifornitori; deteneva la cassa; nascondeva la droga e le ingenti somme di denaro”. La sua villa a “Quadrone delle vigne” su via Bari era il quartier generale dell’organizzazione. Albanese avrebbe invece “curato la ricerca dei canali di approvvigionamento e valutato la qualità delle droga più richieste sul mercato per effettuare acquisti sicuri”. D’Atri e Valletta si sarebbero occupati il primo di “sovrintendere a acquisto e vendita, oltre che addetto al trasporto con consegne a casa dei clienti abituali”; il secondo “di occultare, detenere, trasportare e cedere lo stupefacente acquistato dall’organizzazione”.
“Tu hai l’oro nelle mani e non lo sai”: è la frase clou dell’inchiesta pronunciata da Bruno rivolta a un pusher senza sapere d’essere intercettato. Per indicare la droga si usavano varie parole: perizoma tigrato (hashish); perizoma bianco (cocaina); rosa dei venti, Luis Vitton, Kebul (marijuana). Un grammo di cocaina veniva venduto a 39 euro; mezzo chilo di marijuana a 500 euro. Nei sei mesi di indagini tra luglio e dicembre 2016, furono piazzate microspie nella villa di Bruno e in 4 auto; posizionati 7 gps su altrettanti veicoli; sequestrati 130 grammi di cocaina, 750 grammi di hashish, 4 chili e mezzo di marijuana.
















