«Qualche giorno fa, insieme agli altri sindaci di Foggia, San Severo e Cerignola, abbiamo chiesto di incontrare il Prefetto perché è inaccettabile apprendere che, del finanziamento di 200 milioni di euro» del Pnrr per eliminare il fenomeno delle baraccopoli, «ne saranno spesi appena 24,8 milioni, solo in 11 Comuni dei 37 inizialmente individuati, e per di più per piccoli progetti». E’ quanto afferma il sindaco di Manfredonia (Foggia) in relazione alla morte del 38enne gambiano Mamadou, ritrovato venerdì senza vita all’interno di un’auto nell’insediamento informale di Torretta Antonacci nella campagne di San Severo.
«Ci fa rabbia - spiega - scoprire che, per la realtà della provincia di Foggia, alla luce della definitiva e inderogabile tempistica ammessa dal Consiglio europeo, i Comuni di Cerignola, Manfredonia e San Severo non potranno completare i propri progetti secondo lo schema originario, in quanto la Commissione europea ha respinto ogni richiesta di deroga. Il Governo, invece, trova una soluzione per le baraccopoli calabresi attraverso altre risorse, decidendo di utilizzare quelle del decreto Caivano bis».
«In quel ghetto ho lavorato per tanti anni - continua il primo cittadino - svolgendo corsi di lingua italiana e attività di sportello informativo con la Caritas di San Severo, la Cgil ed Emmaus, portando avanti un progetto regionale che, attraverso percorsi di formazione, ha permesso a più di 100 cittadini di uscire da quell'inferno. Mamadou è morto nel freddo e nel silenzio, nella sua auto, e noi non possiamo più stare in silenzio ad aspettare Godot». «Il Governo - conclude - deve aiutarci e affiancare la nostra regione e i nostri comuni, perché in quei ghetti non ci sono solo numeri o braccia: ci sono persone».
















