Sabato 03 Gennaio 2026 | 22:25

Cavi sui binari sulla Bari-Foggia, circolazione tornata regolare dopo 18 ore. Il racconto: «Un colpo violento sul finestrino»

Cavi sui binari sulla Bari-Foggia, circolazione tornata regolare dopo 18 ore. Il racconto: «Un colpo violento sul finestrino»

 
Redazione online

Reporter:

Redazione online

Cavi sui binari sulla Bari-Foggia, circolazione tornata regolare dopo 18 ore. Il racconto: «Un colpo violentissimo sul finestrino»

La testimonianza di un passeggero: «Bloccati in aperta campagna per 5 ore, poi siamo rimasti un'ora in attesa di un bus a Termoli. La buona volontà del personale non basta»

Sabato 03 Gennaio 2026, 09:42

E’ tornata regolare attorno alle 6 di questa mattina la circolazione ferroviaria sulla linea Bari-Foggia sospesa in prossimità della stazione di Incoronata per la caduta di cavi elettrici sui binari. Lo comunica Rfi (Rete ferroviaria italiana). Dalle 12 di ieri mattina, 2 gennaio, il guasto ha creato pesanti disservizi, con ritardi e cancellazioni di alcuni treni.

Un passeggero del  Frecciarossa 8824 Lecce-Milano delle 10:06 del 2 gennaio, Gabriele Motta, racconta alla Gazzetta cosa sarebbe successo.

«Sull'app Trenitalia l'evento è stato classificato come "inconveniente tecnico alla linea elettrica", mentre alcune testate hanno parlato di "caduta di cavi sui binari". In realtà si è trattato di uno scontro tra il treno in corsa e i cavi. Intorno alle 12:40, dalla carrozza 3 posto 3B (Business, salottino), abbiamo avvertito un colpo violentissimo sul finestrino. Poco prima dell'impatto la mia compagna aveva visto sul display una velocità di 170 km/h. Il treno si è arrestato rapidamente ma in modo controllato, senza frenata a strappo.»

«I dettagli concreti non sono arrivati dagli annunci ufficiali, rimasti vaghi, ma dal personale di bordo: pantografi danneggiati e parte frontale compromessa. Il capotreno ci ha mostrato dal suo telefonino una foto del frontale del treno con il vetro del macchinista incrinato almeno nell'80% per l'impatto con i cavi. Il cavo ha colpito con una sorta di forte colpo di frusta anche il nostro finestrino, lasciando evidenti segni dell'impatto».

«Siamo rimasti fermi in aperta campagna foggiana - prosegue -. Per diverse ore niente corrente, solo luci e annunci preregistrati, poi a un certo punto nemmeno quelli. Niente ventilazione, niente aria condizionata. Per sopportare il caldo il personale ha dovuto aprire le porte. I bagni hanno smesso immediatamente di funzionare per mancanza di scarico elettrico. Il personale ha invitato a usarli con parsimonia, ma con bimbi e anziani e animali da compagnia a bordo è facile capire cosa significhi. Non potevamo scendere dal treno perché eravamo in mezzo alla campagna, sebbene ci fosse una strada sterrata visibile. Sono intervenuti numerosi tecnici e due mezzi dei Vigili del Fuoco per le verifiche sulla sicurezza.»

«Quando finalmente dopo 5 ore siamo arrivati a Foggia per un trasbordo (l'8824 non poteva assolutamente proseguire dato il danno al lunotto dei macchinisti) la fase di smistamento è stata caotica. Persone sparse senza un punto di raccolta chiaro, senza una guida reale sui flussi. Ai passeggeri è stato indicato verbalmente di proseguire con il FR 9808 Bari-Torino oppure con il FR 8830 (in realtà il 9803 Milano-Lecce fermato a Foggia e invertito di marcia). Molti si sono riversati sul primo treno in partenza finendo in piedi, nonostante il personale avesse avvertito del rischio di dover far scendere chi era senza posto a Termoli per ragioni di sicurezza.

Io ho seguito le indicazioni e ho atteso l'alternativa. Anche così l'odissea è continuata: ripartiti da Foggia, ci siamo fermati poco dopo a Termoli per un'ora abbondante in attesa di pullman da altre stazioni, poi un'altra ora e passa nei pressi di Vasto per altri pullman. Persone arrabbiate, sfasate, stravolte.»

«Oltre alla gravità dell'incidente in sé, la gestione dell'emergenza si è retta quasi esclusivamente sulla disponibilità del personale piuttosto che su procedure strutturate. - prosegue -. I problemi principali sono stati il sovraffollamento incontrollato (persone in piedi su Frecciarossa, decisioni di massa dettate dall'ansia) e soprattutto l'assenza totale di tracciamento passeggeri nella fase di reimbarco.»

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Marchio e contenuto di questo sito sono di interesse storico ai sensi del D. Lgs 42/2004 (decreto Soprintendenza archivistica e Bibliografica Puglia 18 settembre 2020)

Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725 (Privacy Policy - Cookie Policy - - Dichiarazione di accessibilità)