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Tangenti al Comune falsa parte del processo aggiornato al 17 maggio

Tangenti al Comune falsa parte del processo aggiornato al 17 maggio

Tangenti al Comune falsa parte del processo aggiornato al 17 maggio

 
Redazione Foggia

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Tangenti al Comune falsa parte del processo aggiornato al 17 maggio

Prima udienza in tribunale destinata a essere rinviata per una questione relativa alle notifiche del decreto di fissazione del processo

Giovedì 16 Marzo 2023, 14:49

24 Gennaio 2025, 16:07

FOGGIA - Il giudice Armando Dello Iacovo, presidente della sezione collegiale chiamata a processare l’ex sindaco Franco Landella e altri 11 imputati nell’inchiesta sulle presunte tangenti al Comune di Foggia, valuterà se astenersi perché tra i testimoni d’accusa c’è anche il suocero, l’on. Paolo Agostinacchio, ex deputato ed ex primo cittadino dall’8 maggio ’95 al 28 giugno 2004. Si è aperta così ed è stata subito rinviata al 17 maggio la prima udienza del processo, cominciato nel pomeriggio e chiuso dopo pochi minuti.

I pm Enrico Infante e Roberta Bray hanno fatto presente che tra i 71 testi che intendono citare per dimostrare le accuse c’è anche (al numero 47) l’on. Agostinacchio suocero del giudice Dello Iacovo; l’avv. Michele Curtotti difensore di Landella ha sostenuto che un giudice si deve astenere soltanto quando sussistono “gravi ragioni di convenienza”, e non è certo questo il caso in quanto quella dell’on. Agostinacchio è una testimonianza neutra; peraltro, secondo il legale, si creerebbe un precedente “pericoloso” perché chi in linea teorica volesse “neutralizzare” un giudice potrebbe inserire nella lista testimoni un suo parente: ne consegue, ha concluso l’avv. Curtotti che il giudice Dello Iacovo deve rimanere a presiedere il processo (a latere Giannone e Giuliani); il collegio difensivo si è associato alla richiesta.

Dello Iacovo ha rinviato la decisione a quando i pm formuleranno le richieste di prova e articoleranno le circostanze su cui intendono sentire l’on. Agostinacchio: a quel punto deciderà se astenersi, e se così fosse la decisione finale spetterebbe comunque al presidente del Tribunale, oppure riterrà che non ce ne siano i presupposti.

Tra i 12 foggiani in attesa di giudizio c’è Leonardo Iaccarino, ex presidente del consiglio comunale che nell’inchiesta sulle presunte tangenti è sia imputato di 2 corruzioni, tentata induzione indebita a dare o promettere utilità, 10 peculati; sia grande accusatore di Landella in relazione a presunte tangenti che l’ex sindaco (che nega) avrebbe incassato o tentato di imporre. Iaccarino ha detto nell’incidente probatorio dell’ottobre 2021 (quelle dichiarazioni sono acquisite agli atti processuali e non sarà interrogato in aula) d’essersi confidato con alcune persone, tra cui Agostinacchio, su quanto appreso sulle presunte tangenti destinate a Landella. Così il racconto di Iaccarino: (ex assessore, ex consigliere comunale) . Ecco perché i pm nella lista dei 71 testi, cui si aggiungono gli oltre 100 delle liste dei difensori, hanno indicato anche l’on. Agostinacchio e Longo.

L’udienza era comunque destinata a essere rinviata per una complessa questione relativa alle notifiche del decreto di fissazione del processo, fatte dopo l’entrata in vigore a fine dicembre 2002 del decreto Cartabia, che prevede una serie di avvertimenti allegati all’avviso che in questo caso mancavano: l’unico imputato ieri presente in aula, Giuseppe Melfi ex dipendente comunale, ha chiesto che l’avviso gli venga notificato: da qui il rinvio del processo al 17 maggio.

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